Marco “Marine” Bonamico torna protagonista
Professione “Marine”, curato da Alberto Bortolotti e Marco Tarozzi e pubblicato da Minerva, riaccende i riflettori su Marco “Marine” Bonamico. Le 160 pagine del volume raccolgono articoli, fotografie e testimonianze che raccontano tanto la carriera agonistica quanto la figura umana di un giocatore rimasto nel cuore di tifosi e compagni, soprattutto a Genova e a Bologna.
Il libro non si limita a elencare risultati: ricostruisce la personalità di Bonamico — franco, curioso, generoso — restituendo i tratti che lo hanno reso un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. Bonamico è scomparso il 4 agosto dopo una malattia; questo progetto nasce per conservare la sua memoria sportiva e umana attraverso materiali d’archivio e voci di chi lo ha conosciuto da vicino.
Gli anni in campo: tappe e momenti chiave
Il volume ripercorre i passaggi fondamentali della sua carriera, alternando ricostruzioni cronologiche a analisi delle singole prestazioni che ne hanno segnato l’evoluzione tecnica. Tra gli episodi più vividi c’è la partita del 1976 contro Varese: un Bonamico appena diciannovenne che riesce a limitare un talento del calibro di Bob Morse, un confronto che rimase negli annali e nella memoria collettiva.
Vengono rievocate anche la medaglia d’argento a Mosca e il successo agli Europei di Nantes nel 1983: risultati che non sono solo trofei, ma tappe formative della sua crescita come atleta e come uomo.
L’esperienza nelle competizioni internazionali
Sull’arena internazionale Bonamico consolidò una reputazione costruita su adattabilità tattica e intelligenza di gioco. La sua capacità di cambiare ruolo senza perdere efficacia fu spesso decisiva nelle gare chiave: non tanto il gesto eroico quanto la disponibilità a lavorare per il gruppo.
Le competizioni fuori dai confini nazionali misero alla prova anche la sua componente mentale: la gestione della pressione, la lettura rapida delle situazioni di svantaggio e la capacità di ricompattare il team in momenti critici divennero parte integrante del suo bagaglio professionale.
Dalla Virtus allo scudetto: successi e delusioni di club
Il capitolo sui club approfondisce stagioni, scelte tecniche e contesti che determinarono vittorie e cadute. Lo scudetto conquistato con la Virtus e la dolorosa finale di Coppa dei Campioni del 1981 sono racconti che convivono: uno esalta, l’altro insegna. Il volume esamina rose, tattiche e circostanze esterne per spiegare perché certe stagioni hanno funzionato mentre altre no, evitando facili moralismi e puntando sulle cause concrete.
Questi momenti, positivi e amari, vengono messi in relazione con le scelte successive della carriera, mostrando come ogni esito abbia contribuito a orientare il percorso professionale di Bonamico.
Il valore della squadra e le sfide decisive
Un filo rosso attraversa il libro: la squadra come vero motore dei successi. Le vittorie sono raccontate come frutto di sinergie, decisioni tattiche condivise e di una cultura collettiva che Bonamico ha spesso incarnato. Le partite decisive, comprese le finali contro club importanti a livello europeo, sono descritte con un’attenzione tecnica che restituisce la tensione del momento e la reazione del gruppo.
Questa prospettiva collettiva — intesa come modo di organizzarsi e come attitudine culturale — spiega molte delle svolte successive nella sua carriera e rimane una chiave preziosa per interpretare la sua strada professionale.
La vita dopo il ritiro: nuove sfide e ruoli diversi
Terminata l’attività agonistica, Bonamico non sparì dal panorama pubblico: si reinventò. Fece il dirigente, commentò partite in televisione e guidò visite a Bologna, mescolando sport e cultura. Scelte che rivelano una personalità capace di mettere a frutto esperienza e curiosità, mantenendo quel linguaggio diretto apprezzato dai tifosi.
Quel secondo tempo della vita professionale conferma un tratto costante: la volontà di comunicare il proprio sapere, restando punto di riferimento nel mondo del basket e non solo.
Un ritratto umano oltre il campione
Oltre alle cronache di campo, Professione “Marine” costruisce un ritratto umano. Aneddoti, immagini e testimonianze disegnano una figura riconoscibile nella vita quotidiana: generosa, partecipe, pronta a sostenere iniziative collettive. La notorietà, qui, diventa occasione di relazione anziché distanza, e l’autenticità che lo caratterizzava rimane il filo conduttore di tutta la narrazione.
Curato da Alberto Bortolotti e Marco Tarozzi, il libro è un omaggio che fa anche da documento critico: raccoglie memorie per chi ha seguito Bonamico da vicino e offre chiavi di lettura agli appassionati di basket. Allo stesso tempo aiuta chi non lo conosce a capire perché sia stato così amato a Genova e a Bologna, coniugando cronaca, analisi e testimonianze in una lettura coinvolgente e ben calibrata.