Matarazzo condivide i segreti per battere il Madrid: “Con la palla bisogna puntare alla superiorità numerica”

La Real Sociedad si prepara per una delle sfide più impegnative della stagione, affrontando il Real Madrid allo stadio Santiago Bernabéu. Pellegrino Matarazzo, al suo esordio in questo prestigioso impianto, ha espresso la sua emozione: “È la mia prima volta al Bernabéu.

Sono entusiasta, ovviamente. I giocatori mi raccontano di quel palcoscenico, del Bernabéu, che ti fa sentire piccolo”. L’allenatore statunitense si aspetta una partita che metterà alla prova la concentrazione. “Le gambe dovrebbero essere in buone condizioni per scendere in campo.

Ho bisogno di calciatori capaci di sostenere l’intera gara. Disporremo di cinque sostituzioni e possiamo effettuare cambi. Ci aspettiamo che il match sia mentalmente impegnativo. Anche quando pensi di avere tutto sotto controllo, un momento di rilassamento può costarti caro”.

In questo contesto, ha chiarito che la strategia riguarderà diverse opzioni: “Se fisicamente non ce la facciamo, potremo adottare una linea difensiva che ha già dimostrato di funzionare. Sarà una combinazione di vari approcci”. Riguardo alle rotazioni, Matarazzo ha affermato con chiarezza: “Sono pienamente consapevole del rischio di infortuni e non metterò a repentaglio la salute di nessun giocatore. Un atleta giocherà solo se sono certo che non ci siano rischi. Questo rischio è sempre presente nel calcio, ma se è nei limiti, allora potrà scendere in campo”. Ha anche parlato dello stato di alcuni giocatori, come Óskarrson, Yangel, Dani Díaz e Ochieng: “Alcuni sono fermi da mesi, ma hanno guadagnato minuti grazie all’intensità degli allenamenti. Niente può sostituire il tempo di gioco. Il ritmo si trova solo disputando partite. Se riesci a giocare 45 minuti, di solito riesci a reggere anche per 60”. Matarazzo ha valutato le capacità individuali degli avversari: “Naturalmente, questo cambia tutto. Che si tratti di Vinicius, Mbappé o di difensori che amano guidare il gioco, analizziamo sempre ogni aspetto. Consideriamo non solo la loro struttura di gioco, ma anche le qualità dei singoli”.

Per affrontare la sfida, ha sottolineato l’importanza della concentrazione e dell’identità: “Dobbiamo mantenere la nostra attenzione per tutti i novanta minuti. Con la palla tra i piedi, è fondamentale cercare superiorità numerica e spazi da sfruttare. È essenziale concludere le azioni e non perdere il possesso in modo semplice”. In merito alla difesa, ha confrontato le caratteristiche di Zubeldia e Caleta-Car: “Igor è un giocatore molto dinamico, abile nel gestire il pallone e robusto nei contrasti. Caleta-Car, invece, è un vero fenomeno nei colpi di testa e offre chiarezza quando la situazione è confusa”. Ha anche accennato a possibili alternative in attacco: “Abbiamo diverse opzioni per giocare dietro a un attaccante centrale. Possiamo anche decidere di giocare senza un ‘9’. È davvero fattibile modificare la nostra strategia offensiva”. Riguardo a Wesley, ha lodato il suo processo di adattamento: “Sta migliorando in termini di intensità e condizione fisica. È un talento notevole che può darci un grande contributo”. Infine,ha fornito aggiornamenti sui giocatori infortunate: “Zakharyan ha ripreso gli allenamenti e potrebbe essere disponibile per la partita contro l’Oviedo, probabilmente partirà dalla panchina. Barrenetxea ha bisogno di un paio di settimane per tornare in forma. Luka Sucic ha buone prospettive, anche se non è ancora al 100%”. La squadra porta con sé il ricordo della recente vittoria a San Mamés e l’allenatore è chiaro: “Con questo spirito, possiamo esprimere il nostro calcio sempre”.

Il RCD Mallorca non ha ottenuto una vittoria contro il Betis in casa dal 2013