Federica Brignone domina anche il gigante: doppio oro per l’Italia a Milano‑Cortina
Federica Brignone ha conquistato l’oro nello slalom gigante alle Olimpiadi di Milano‑Cortina, andando a completare una straordinaria doppietta dopo il trionfo nel super‑G. Il suo successo spinge l’Italia a eguagliare il record di sette ori stabilito a Lillehammer 1994, un risultato che dà nuovo slancio alla spedizione azzurra a pochi giorni dalla chiusura dei Giochi.
Un ritorno alla grande dopo l’infortunio
La vittoria assume un peso ancora maggiore se si considera il percorso della campionessa: Brignone è rientrata da un grave infortunio patito 349 giorni fa e ha saputo trasformare la sofferenza in energia agonistica.
Sul ripido tracciato delle Tofane ha mostrato concentrazione e freddezza, confermando di essere in uno stato di forma eccezionale.
La gara: calma tattica e guizzo finale
Nella prima manche Brignone ha messo insieme una prova solida, costruendo un piccolo margine che si è rivelato decisivo.
Nella seconda manche ha gestito la situazione con precisione, senza forzare inutilmente, lasciando alle avversarie il compito di inseguire. Il risultato si è deciso per pochi centesimi, a testimonianza dell’elevato equilibrio tecnico tra le protagoniste.
Podio e sfumature: Hector e Stjernesund sul secondo gradino, Della Mea sfiora la medaglia
Sul podio, al secondo posto ex aequo, salgono la svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund: entrambe hanno saputo sfruttare al meglio la pista e mantenere costanza in entrambe le manche. L’azzurra Lara Della Mea ha centrato una rimonta importante nella seconda prova e si è fermata a un soffio dal bronzo, dimostrando che l’Italia ha più interpreti in grado di giocarsi le posizioni di vertice.
Numeri e impatto sul medagliere
Grazie a questo oro, l’Italia porta il bottino complessivo a venti medaglie, raggiungendo un traguardo che mancava da trentadue anni. La strategia adottata da Brignone — partire con serenità e amministrare nel finale — si è rivelata vincente e ha dato un contributo significativo al bilancio della squadra.
Prospettive per le prove successive
Oltre alle prestazioni di Brignone e Della Mea, altre azzurre come Sofia Goggia hanno alternato momenti di ottima competitività a passaggi più difficili: Goggia è stata in corsa nella prima parte della gara ma ha perso qualche posizione nel prosieguo. Nel complesso, l’Italia si presenta alle rimanenti gare con fiducia e con una rosa che può ancora ambire a nuovi risultati, specie se saprà dosare tattica e tenuta fisica.
Il significato sportivo e le parole del CONI
Per il CONI e per la dirigenza federale la doppia affermazione di Brignone rappresenta non solo un successo agonistico, ma anche la dimostrazione di recupero, applicazione e tenacia. Il presidente Luciano Buonfiglio ha sottolineato come la scelta della portabandiera e il lavoro di squadra abbiano avuto un effetto motivante sull’atleta e sul gruppo, ricordando l’importanza della preparazione tecnica e della pianificazione per i prossimi impegni.
Cosa cambia per l’Italia Team
Immaginando le giornate che restano a Milano‑Cortina, questo momento lascia alla squadra una carica emotiva forte e la consapevolezza di poter competere fino in fondo. La prestazione di Brignone entra a pieno titolo fra i momenti decisivi dei Giochi: tecnica, controllo della pressione e capacità tattica hanno trasformato una difficoltà in un impulso vincente. Nei prossimi giorni si vedranno le scelte sui percorsi rimanenti e si capirà fino a che punto l’Italia saprà sfruttare questa ondata di fiducia.