A Lago di Tesero, in Val di Fiemme, l’Italia ha riportato al collo una medaglia olimpica nella staffetta maschile di sci di fondo, a distanza di venti anni dall’ultimo podio a cinque cerchi in questa specialità. Il quartetto azzurro, schierato sulla nuova distanza della 4×7,5 km (TC/TL), ha saputo unire strategia, tenacia e una rimonta finale che ha determinato il risultato.
La formazione e il risultato
Il team italiano ha gareggiato con Davide Graz (prima frazione in tecnica classica), Elia Barp (seconda frazione in tecnica classica), Martino Carollo (terza frazione in tecnica libera) e Federico Pellegrino (ultima frazione in tecnica libera).
La squadra si è classificata terza, con un distacco di +47″9 dai vincitori, totalizzando così il bronzo nella prova maschile.
Il podio e i tempi
A imporsi è stata la Norvegia con Emil Iversen, Martin Loewstroem Nyenget, Einar Hedegart e Johannes Hoesflot Klaebo, che hanno chiuso in 1h04’24″5.
Al secondo posto si è piazzata la Francia (+22″2), mentre l’Italia ha ottenuto il terzo gradino del podio davanti alla Finlandia (quarta a +57″1).
La gara frazioni per frazione
La prima frazione di Graz è stata molto positiva: l’atleta ha chiuso in terza posizione, dietro a Norvegia e Stati Uniti, mettendo le basi per la prestazione collettiva. Barp ha mantenuto la squadra nella parte alta della classifica, pur con qualche difficoltà, consegnando il testimone ancora in zona podio. Carollo ha proseguito l’azione tenendo la squadra nei piani alti della classifica, ma il vero spartiacque è avvenuto nell’ultima frazione.
La rimonta decisiva di pellegrino
Alla partenza dell’ultima frazione Pellegrino aveva un ritardo di 21″ dai battistrada. L’exploit del campione valdostano è stato straordinario: progressivamente ha rosicchiato secondi, raggiungendo prima la scia dei migliori e poi superando il finlandese Niko Anttola sull’ultima salita. La conclusione in volata ha sancito il bronzo azzurro e la terza medaglia olimpica consecutiva nella carriera di Pellegrino, dopo gli argenti individuali di Pyeongchang 2018 e Pechino 2026.
Significato storico e impatto per Milano Cortina 2026
Questo podio rappresenta la sesta medaglia a squadre nella storia dello sci di fondo maschile per l’Italia e interrompe un’astinenza olimpica di venti anni in questa specialità. Per la spedizione italiana a Milano Cortina 2026 si tratta della 19ª medaglia complessiva (sei ori, tre argenti e 10 bronzi), portando la squadra nazionale a un passo dal record storico di 20 medaglie ottenuto a Lillehammer 1994.
Reazioni e emozioni
Al traguardo sono esplose emozioni intense: abbracci, lacrime e la soddisfazione palpabile per un risultato che premia mesi di lavoro. Pellegrino, oltre al valore sportivo, rappresenta anche un simbolo per la manifestazione: portabandiera nella cerimonia di apertura, ha coronato la sua ultima Olimpiade con una medaglia di squadra che rafforza il suo palmarès.
Il contesto delle gare femminili e prospettive
La giornata a Lago di Tesero ha visto anche la staffetta femminile sulla stessa distanza: la Norvegia ha conquistato l’oro, mentre l’Italia femminile, composta da Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Martina Di Centa e Federica Cassol, ha chiuso al sesto posto dopo una prova coraggiosa e combattiva. Le azzurre si sono distinte soprattutto nella prima parte di gara, con Iris De Martin Pinter capace di mettere in difficoltà le favorite nelle prime tornate.
Performance e dichiarazioni
Federica Cassol, all’ultima frazione, ha dichiarato di aver dato tutto: «Abbiamo fatto una gara superlativa… ho spremuto tutte le mie energie», sottolineando come la performance collettiva dia fiducia per il futuro. Le azzurre hanno chiuso in 1h17’44″5, a +1’59″7 dalla Norvegia, mentre Svezia e Finlandia hanno completato il podio femminile.
Nel complesso la due giorni a Lago di Tesero conferma la crescita del movimento azzurro nello sci di fondo: risultati individuali e di squadra che lasciano intravedere margini di miglioramento e indicano un percorso solido in vista delle prossime competizioni internazionali.