Manolo González ha sido claro al afirmar, tras el emocionante empate 2-2 contra el Celta, que el RCD Espanyol necesita “recuperare la solidità difensiva di una volta”, rievocando il periodo in cui la squadra aveva collezionato cinque vittorie consecutive.
Per l’allenatore dell’Espanyol, ritornare a quei tempi significa “rinforzare l’area e diventare nuovamente un gruppo efficace”, pur essendo consapevoli che “non possiamo diventare l’Olanda di Cruyff o il Brasile degli anni 70”.
Analisi della partita
“È stata una partita pazza e complicata a causa del tipo di avversario.
Abbiamo iniziato bene, ma a partire dal ventesimo minuto abbiamo cominciato a commettere errori. Nella fase del gol abbiamo mostrato un po’ di ansia, volevamo spingerci troppo e era fondamentale non subire un altro gol. Dopo i cambi, la squadra è migliorata, ma dobbiamo tornare a quelle sensazioni difensive che avevamo in precedenza.
È molto positivo che la squadra stia recuperando dopo una serie di sconfitte”.
La sua reazione al gol del 2-1
“Festeggio spesso i gol. Cercavo di coinvolgere i tifosi affinché ci supportassero di più. La gente deve sapere che non ci troviamo bene in questo momento, io non mi sento affatto bene. Quando perdiamo, non sto bene, non sono una persona che ama perdere”.
Riuscita dei cambi
“I cambi hanno funzionato: Kike è entrato bene, Ramon ha dato una mano, e Tyrhys ha fatto lo stesso… Sono i giocatori a rendere i cambi efficaci, ci hanno supportato e dato forza”.
**Ansia e vulnerabilità passate**
“Quando si raggiunge un buon livello di fiducia, come un mese fa, è facile compromettersi. Dobbiamo ritrovare la calma e l’identità che avevamo nel 2025. Non dobbiamo pensare di essere superiori agli altri; oggi mi ha fatto pensare al giorno della partita contro il Sevilla. È fondamentale, ci sono aspetti che ci hanno salvato e ci hanno portato al sesto posto: dobbiamo recuperarli urgentemente. Dobbiamo sfruttare la palla per attaccare in modo efficace, ma la difesa deve essere ben organizzata e in condizioni ottimali”.
**La situazione non è così negativa**
“Sì, ma doveva già andare così durante i match contro il Girona e l’Alavés. Dobbiamo consolidare la nostra area e tornare a essere una squadra efficace, è cruciale. Il pareggio non è da considerare negativo, essendo come è andata la partita”.
**Timore per il gioco**
“Mi preoccupano di più le sensazioni piuttosto che il gioco praticato. Per riassaporare le sensazioni della prima metà di stagione, dobbiamo tornare a difendere bene”.
**Giocatori disconnessi**
“Il calcio si vince e si perde con il gioco, tanto in attacco quanto in difesa. Non è questione di impegno, i giocatori sono onesti e si danno da fare, ma l’ansia può spingerti a esigere di più. Si tratta di struttura e ordine, e devo riacquistare questo aspetto”.
**Euforia dopo il gol di Dolan**
“Il momento era tardivo, e questo influisce; noi tendiamo a esultare molto quando segniamo. Questo è il nostro modo di vivere”.
**Mezz’ora finale positiva**
“Non basta, dobbiamo difendere con maggiore efficacia e diventare più organizzati; siamo capaci di farlo. Non diventeremo né l’Olanda di Cruyff né il Brasile degli anni ’70, ma siamo stati una squadra competitiva per tutto il 2025. Dobbiamo ritornare a questa mentalità per un tempo più esteso”.
Punto adicional, posible golpe
“Sappiamo tutti che squadra siamo, l’Espanyol è ciò che è. Quando sento parlare di fattore fisico, non è corretto, non si tratta di non correre. Dobbiamo ripristinare questo, oltre a correre”.
Come si sentono i giocatori
“È un dato evidente: se la partita finisce 0-2 e non si reagisce, è un motivo di preoccupazione. La squadra ha mostrato una reazione, ne usciamo rafforzati. Dobbiamo rendersi conto che sono questi aspetti che ci hanno resi grandi: parliamo di elementi tattici e individuali, riguardanti ognuno di noi”.