Il secondo rigore fischiato da Aramburu a Vinicius, che ha praticamente abbattuto la Real al Santiago Bernabéu, ha suscitato un acceso dibattito a causa della presunta simulazione del giocatore brasiliano e dell’assenza dell’intervento del VAR. Durante il programma Tempo di Juego di COPE, la maggior parte dei presenti concordava sul fatto che il rigore non dovesse essere concesso, punendo il ‘tuffo’ di Vinicius.
Paco González, però, ha cambiato idea dopo aver visionato le ripetizioni: “Più lo guardo, meno mi sembra un rigore. C’è un contatto tra la coscia destra di Aramburu e il piede destro di Vinicius, ma io non lo fischierei perché lo vedo lanciarsi, appena lo supera…
e va giù con la gamba sinistra già dritta. C’è molto più tuffo che rigore. Comprendo l’arbitro, perché dal vivo sembrava un ‘rigorone'”, ha dichiarato il conduttore del programma.
Il commentatore arbitrale di COPE, Pedrito Martín, ha sostenuto che l’azione avrebbe potuto essere considerata rigore, ma che la simulazione del brasiliano dovrebbe essere punita non fischiando il fallo.
“Era un rigore potenziale, dati i movimenti di Aramburu, che stava per colpire Vinicius. Ma lui si è lasciato cadere prima del contatto. Per me, se uno si butta, non è rigore”, ha chiarito, aggiungendo che non si trattava di una situazione da VAR, poiché “quest’anno hanno poco da intervenire, non appena c’è contatto”.
Questa affermazione non ha convinto Manolo Lama, che commentava dalla tribuna. “Lui si è buttato. Non capisco, visto che il VAR è lì per questo. Il problema è che quando c’è contatto, il VAR non interviene più e io non riesco a comprenderlo. L’ha detto Pacheta ieri: ‘Il VAR è arrivato per correggere molto, ma ci sono giorni in cui non ha voglia di farlo’. Quando gli interessa, corregge, e quando non gli interessa, non lo fa. Oggi non ha corretto”, ha detto.