classifica serie a women dopo la 14ª giornata: roma e juve pareggiano, l’inter ne approfitta

dopo i posticipi della domenica la classifica della serie a femminile si muove: roma e juventus raccolgono un punto a testa mentre l'inter sfrutta il pareggio delle rivali per accorciare le distanze

La quattordicesima giornata della Serie A Women 2025/26 ha ridisegnato la lotta per il vertice: i pareggi di Roma e Juventus nei posticipi di domenica hanno dato fiato all’Inter, che ha limato il distacco e torna a mettere pressione alle prime della classe.

Un campionato così equilibrato premia la continuità e punisce gli errori nei momenti chiave. Le distanze in vetta restano sottili, perciò ogni punto pesa: per le inseguitrici è un’occasione per avvicinarsi, per le capolista una giornata del genere suona come un campanello d’allarme.

Risultati chiave e effetti sulla classifica
Nel weekend i pareggi delle principali contendenti hanno avuto un impatto immediato sulla graduatoria. La Roma ha guadagnato un punto in una partita fatta di alti e bassi, alternando fasi di predominio a momenti di fatica; la Juventus, invece, non è riuscita a trasformare le occasioni create in gol, chiudendo con un pareggio che sa di opportunità sprecata.

Ne ha approfittato l’Inter, che accorcia e dimostra quanto basti una giornata per riaprire i giochi.

Cosa cambia nella corsa al titolo
Se prima la sensazione era quella di un tris in grado di prendere il largo, adesso la competizione si è fatta più fluida: la parità tra le squadre di testa mette in luce non solo un equilibrio tecnico, ma anche la difficoltà nel trovare l’incisività nei momenti decisivi. Ogni pareggio diventa quindi doppio valore: può essere un colpo al morale per chi comanda e un’iniezione di fiducia per chi insegue. L’Inter, riducendo la distanza, costringe le rivali a risposte rapide: la prossima giornata avrà un peso decisivo per capire chi avrà la forza di reggere la pressione.

Aspetti tecnici: punti di forza e limiti emersi
Le ultime partite hanno ribadito che difesa organizzata e capacità di finalizzare le azioni sono gli ingredienti più determinanti. Le squadre più solide hanno saputo recuperare palla in modo ordinato e trasformare la transizione in una minaccia concreta; chi ha concesso meno spazi ha anche ridotto le occasioni avversarie, mantenendo compattezza quando non aveva il possesso.

Al contrario, alcune formazioni hanno mostrato un discreto equilibrio tattico ma poca concretezza in area: movimenti prevedibili e tiri imprecisi hanno trasformato buone partite in risultati deludenti. Le squadre che invece hanno saputo capitalizzare le occasioni hanno raccolto punti con maggiore regolarità, dimostrando che il cinismo è spesso più decisivo del bel gioco fine a sé stesso.

Rotazioni, scelte tecniche e gestione delle energie
La gestione della rosa è tornata centrale: chi ha ruotato con criterio ha mantenuto freschezza e intensità nei novanta minuti. Inserire giocatrici con caratteristiche mirate ha spesso cambiato l’inerzia delle partite, sia per rafforzare la fase difensiva sia per aggiungere pericolosità in attacco. In più occasioni sostituzioni ben pensate hanno protetto risultati in equilibrio o hanno alimentato la rimonta negli ultimi minuti.

Gli allenatori che stanno facendo la differenza combinano valutazioni fisiche e letture tattiche, dosando minutaggio e scelte tecniche per massimizzare il rendimento. La prossima giornata sarà un banco di prova: i verdetti confermeranno la bontà di queste scelte o costringeranno a rivedere approcci e priorità.

Scenari a medio termine: cosa osservare
Con la classifica corta, ogni turno diventa cruciale. Diventerà fondamentale gestire il calendario, le assenze e la concentrazione per non disperdere punti preziosi. Un pareggio, se ben sfruttato, può trasformarsi in un vantaggio strategico se consente di recuperare energie in vista di scontri diretti o turni ravvicinati.

Da vicino conviene monitorare tre elementi: la tenuta mentale della squadra nei momenti di pressione, la capacità di cambiare ritmo e soluzioni offensive quando serve, e la solidità difensiva nei minuti finali. Gli scontri diretti, in particolare, peseranno più dei successi contro le avversarie di metà classifica: chi li vince spesso mette le basi per la corsa al titolo.

Un campionato così equilibrato premia la continuità e punisce gli errori nei momenti chiave. Le distanze in vetta restano sottili, perciò ogni punto pesa: per le inseguitrici è un’occasione per avvicinarsi, per le capolista una giornata del genere suona come un campanello d’allarme.0

Scritto da Max Torriani

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