La questione del ‘caso Negreira’ ha sconvolto il panorama del calcio spagnolo, sollevando interrogativi sulla correttezza della competizione. L’ex vicepresidente degli arbitri e il FC Barcelona sono attualmente coinvolti in procedimenti legali per dimostrare l’esistenza di rapporti per cui sono stati spesi ben 7,3 milioni di euro tra il 2001 e il 2018.
Mentre ci si aspetta chiarimenti su questo caso, durante una trasmissione di ‘El Chiringuito’ è emerso un ulteriore presunto scandalo nel calcio spagnolo, rivelato dall’ex arbitro Urizar Azpiarte, noto per la famosa “scenetta” con Hristo Stoitchkov dopo l’espulsione di Johan Cruyff il 5 novembre 1990.
Urizar ha svelato di essere socio della Real Sociedad, oltre che di altri sette club spagnoli, sorprendendo tutti i presenti durante il suo intervento. “Ci siamo mobilitati al momento della trasformazione in Società Anonima Limitata. Non avevano fondi e ci hanno compensato con azioni,” ha dichiarato con calma.
La situazione si è fatta più complicata quando Josep Pedrerol ha affermato che i fatti risalgono a un periodo in cui Urizar non era attivo, affermazione prontamente smentita dallo stesso ex arbitro. “Io? Ero attivo. Avevo una società a Barcellona e un locale di 500 metri che apparteneva a Núñez. E a me che importa? La Real, l’Alavés, il Málaga… tanti club,” ha ribadito, mentre il conduttore cercava di deviare il discorso, affermando che “ho visto arbitrare Urizar ed è uno dei migliori arbitri di Spagna.”
Il caos, tuttavia, era già in atto. Jota Jordi menzionò uno scandalo, paragonandolo alla questione di Negreira, affermando che fosse decisamente più grave che un arbitro fosse socio di club sui quali doveva arbitrare. “Jota, ad esempio, tu gestisci un’azienda con filiali in tutta la Spagna, proprio come avveniva nella mia impresa. Operavamo come una società simile a Correos, offrendo servizi per chiunque. Avevamo punti operativi a San Sebastián, Vitoria, Málaga… Quando è avvenuta la ristrutturazione, i club mi comunicarono che non avevano fondi per saldare i miei crediti, offrendomi in cambio delle azioni. E quindi, cosa dovrei fare, rinunciare ai pagamenti delle fatture?”, incalzò Urizar.
Questa impresa è nota con il nome di Hispapost, considerata “più economica e con cui consegnavamo la corrispondenza”. Fu in quel contesto che divenne azionista mentre esercitava come arbitro, una rivelazione che potrebbe rivelarsi molto problematica nel caso qualcuno decidesse di intraprendere azioni legali.