Andrea pirlo, attuale tecnico dello United Fc di Dubai è al centro di un acceso dibattito per il suo ruolo di global ambassador di un’agenzia di scommesse russa. Le polemiche politiche e di opinione pubblica hanno scatenato un vivace dibattito sui social, con l’hashtag PirloOut che ha fatto il giro del web. Ma cosa sta realmente accadendo?
Le dichiarazioni di Pirlo e le polemiche
Andrea Pirlo ha deciso di rompere il silenzio con un post su Instagram, esprimendo la sua amarezza per il dibattito sviluppatosi intorno al suo nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana. Pirlo ha sottolineato di aver sempre svolto la sua attività nel pieno rispetto delle leggi e dei contratti sottoscritti, precisando che la collaborazione con l’agenzia di scommesse russa è esclusivamente di natura commerciale e sportiva.
“Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato”, ha scritto Pirlo, menzionando il direttore tecnico e il suo advisor. Le sue parole sembrano quasi una rinuncia alla corsa per il ruolo di ct o una raggiunta consapevolezza che quell’incarico non sarà suo. Ma la situazione è ancora in evoluzione.
Gli scenari futuri per la Nazionale
Mentre Pirlo gioca con il suo United un’amichevole a porte chiuse sul campo di Salisburgo, la situazione in via Allegri è al momento ferma. Paolo Maldini, il direttore tecnico designato da Giovanni Malagò, resta legato alla scelta del suo ex compagno Milan. Tuttavia, due macigni ostacolano la strada: il contratto con il club di Dubai e il ruolo di global ambassador dell’agenzia di scommesse di Mosca.
Se dal contratto con il club di Dubai Pirlo può svincolarsi, il ruolo di global ambassador e le polemiche che ne conseguono rischiano di far cadere sul traguardo il vincitore designato. Si aggiunge il rischio di un conflitto di interessi, con il figlio di Pirlo affiliato a un’agenzia di procuratori, come quello di Maldini.
Le alternative a Pirlo
Alla luce di tutto ciò, Malagò riflette. Se il progetto Pirlo dovesse crollare, Maldini potrebbe valutare un clamoroso passo indietro. In questo scenario, potrebbero tornare in auge i nomi di Antonio Conte e Roberto Mancini, su tutti. Ma tutto può essere di nuovo in gioco, dall’idea di Claudio Ranieri direttore tecnico ad altri nomi come quello di Pioli o dell’attuale commissario tecnico ad interim, Silvio Baldini.
I prossimi impegni della Nazionale
Per il nuovo ct che occuperà la panchina azzurra, l’approccio al nuovo ciclo non sarà semplice. Dopo le amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia con Silvio Baldini in panchina, tra fine settembre e inizio ottobre ci saranno quattro gare di rilievo in Nations League. L’Italia è stata inserita nel gruppo 1 della lega A e ripartirà il 25 settembre dallo stadio Olimpico di Roma con la sfida al Belgio.
Tre giorni dopo, il 28 settembre e in trasferta, la Turchia di Montella. Il 2 ottobre, altra sfida lontano da casa allo Stade de France in casa della nuova Francia di Zinedine Zidane. A chiudere il ciclo della nuova sosta di due settimane, il ritorno in patria il 5 ottobre al Dall’Ara di Bologna, di nuovo contro la Turchia.
La partita per la Nazionale del domani, insomma, è ancora tutta da scrivere.



