Durante l’allenamento di mercoledì, Diego Simeone, tecnico dell’Atlético di Madrid, ha sottolineato ai suoi giocatori l’importanza di un approccio offensivo, affermando: “La palla serve per attaccare, non per compiacersi”. Era in preparazione per l’incontro con il Barcellona, mentre già emergevano le strategie e i movimenti chiave, compreso il ruolo centrale di Antoine Griezmann e la combinazione d’attacco formata da Giuliano Simeone, Julián Alvarez e Ademola Lookman, nonché la pressione esercitata da Koke Resurrección.
“Il primo tempo è stato esattamente ciò che volevamo”, ha dichiarato l’allenatore argentino dopo una convincente vittoria per 4-0. Ogni dettaglio era stato pianificato dallo staff tecnico, poiché la partita era ritenuta di fondamentale importanza, soprattutto in considerazione del loro obiettivo di conquistare la Coppa del Re, in un contesto in cui la squadra si trovava a 13 punti dalla vetta della Liga, mentre si attendevano aggiornamenti sulla Champions League.
L’Atlético ha mostrato determinazione, riuscendo a esprimere un buon gioco, come dimostrato nella partita dei quarti di finale contro il Betis e ribadito nell’andata delle semifinali contro il Barcellona. Simeone ha elaborato un piano accurato, dedicando attenzione a ogni aspetto della squadra.
Con attributi come profondità, verticalità e velocità, sapevano che nel momento in cui avessero attaccato la retroguardia del Barcellona, tutto sarebbe stato possibile, sempre che altri elementi fondamentali come pressione, precisione e visione fossero allineati correttamente. All’allenamento, Simeone ha introdotto una novità nella formazione: Marcos Llorente, che non era stato provato prima come terzino destro, lasciando Koke a centrocampo insieme a Rodrigo Mendoza, mentre Nahuel Molina non era neppure stato utilizzato nei test precedenti e nemmeno sembrava in lizza fino a poche ore prima della partita.
L’argentino, inaspettatamente titolare, ha rivelato la sua sorpresa per la scelta. “Abbiamo notato un miglioramento nel gioco. La mancanza di Barrios, fermo a causa di un infortunio, è stata ben gestita da Marcos Llorente, che ha disputato una grande partita. Molina ha potuto esprimere al meglio le sue ottime qualità offensive”, ha commentato Simeone. Riconoscendo che “non esiste un sostituto pari a Pablo Barrios”, il tecnico ha spostato Llorente a centrocampo insieme a Koke per rafforzare la zona centrale e aumentare la pressione offensiva, strategia che ha caratterizzato l’andamento difensivo dell’incontro fin dai primi minuti, mentre il Barcellona iniziava le sue azioni dal basso. Koke, spingendosi in avanti, si trovava in posizioni di attacco con la responsabilità di marcare either Marc Casadó o Frenkie De Jong, a seconda della posizione della palla. Llorente, invece, si è avvicinato a Fermín López, un terzo membro del centrocampo, mentre Julián, Lookman, Griezmann e Giuliano cercavano di disturbare la transizione degli avversari. La visione di gioco di Griezmann è stata fondamentale: ogni riconquista della palla ha innescato un attacco verticale, approfittando della velocità e delle movenze di Lookman, Giuliano e Julián Álvarez. La sua presenza è stata essenziale per spiegare la potenza dell’Atlético nel primo tempo. In fase difensiva, Griezmann ha fungito da quarto uomo a centrocampo (l’Atlético si è dispiegato con cinque difensori in fase di contenimento), mentre in attacco ha potuto smarcarsi tra le linee, mostrando una visione di gioco distintiva e una grande precisione nel passaggio, rendendolo praticamente inarrestabile e decisivo.
Tra il centrocampo e la retroguardia del Barcellona, e talvolta anche alle loro spalle, Griezmann si è mostrato decisivo, apparendo in diverse occasioni sulla fascia destra, influenzando in modo determinante il piano di gioco di Simeone per attaccare e ripartire. Già a 2 minuti e 50 secondi dal fischio d’inizio, ha servito il primo passaggio per l’opportunità di Giuliano Simeone, tutto intorno a lui, concludendo con un gol che ha fissato il punteggio sul 2-0 grazie a un’infiltrazione e un tocco delicato in area. Il suo allenatore ha riconosciuto ogni transizione grazie al suo stile elegante e alla sua acuta intelligenza tattica, facendolo diventare un elemento chiave tra le linee. Mercoledì, si era già evidenziato in questo ruolo, fungendo da trequartista o centrocampista avanzato, con libertà di muoversi dove più utile in fase offensiva. La fiducia di Simeone in lui era innegabile, considerando che Griezmann ora raramente è titolare nell’Atlético. Oltre ai tre incontri persi per infortunio muscolare (non ha giocato contro Mallorca, Bodo/Glimt e Levante), è stato schierato dall’inizio solo in sei delle ultime 20 partite, tra cui quella dei quarti di finale contro il Betis, in cui inizialmente non era previsto, ma un imprevisto di Julián Álvarez gli ha permesso di tornare tra i titolari. Nella partita contro il Barcellona, il 3-0 è stato frutto di 17 combinazioni, coinvolgendo 11 giocatori in soli 49 secondi. Il primo tocco di Griezmann, insieme alla sua visione di gioco e capacità di individuare gli spazi, ha dato una marcia diversa all’Atlético ad ogni attacco, similmente alla velocità di Lookman e Giuliano, attivi rispettivamente a sinistra e a destra, pronti a liberarsi con pura rapidità, specialmente il giovane argentino, sempre in movimento quando Molina avanzava, mentre Griezmann lo serviva e lui accelerava, o effettuando scatti diagonali tra Alejandro Balde ed Eric García.
“Abbiamo potuto accompagnare l’energia che permeava il nostro stadio. Dopo quel momento, la prestazione nella partita è stata eccezionale. I quattro attaccanti, Giuliano, Julián, Griezmann e Lookman, hanno saputo sfruttare al meglio gli spazi che il avversario lasciava libero a causa del suo stile di gioco”, ha commentato Simeone. Il gol del 3-0, realizzato al minuto 33, è una dimostrazione evidente. È l’interpretazione perfetta di un gioco collettivo, un team in perfetta sintonia. Ogni giocatore ha avuto la sua parte, senza che il Barcellona potesse intervenire minimamente. Llorente effettua il recupero del pallone, da lì inizia il giro: Koke passa a Lookman, che restituisce a Ruggeri, poi a Hancko, fino a Musso, in porta, e infine a Pubill per dare il via all’azione. Il possesso torna a Koke, che avvia l’attacco, passando a Hancko e Ruggeri, per poi tornare al capitano e successivamente a Pubill, che serve Molina. Il terzino dà il via all’azione offensiva. Il suo passaggio sulla fascia destra per Griezmann accelera il gioco. Il controllo impeccabile e il secondo tocco del ‘Principito’ a favore di Giuliano sono straordinari. L’argentino avanza, gioca per Julián Álvarez, che serve Lookman, che segna con il piede destro, sempre al volo, in un clima di festa al Metropolitano. Inarrestabile. Si tratta di una sequenza di 17 passaggi tra undici giocatori diversi, da una parte all’altra del campo, in 49 secondi, che sovrastano il Barcellona e regalano un gol magnifico. Dalla lunga distanza di Molina a Griezmann, tutto si sviluppa in un battibaleno: 13 secondi tra il tiro dell’argentino, il controllo e il passaggio del francese, la conduzione sublime di Giuliano e il collegamento con Julián e Lookman.”
I contrattacchi di Musso
Oggi, l’uscita palla al piede rappresenta un elemento cruciale per Simeone, cosa che non era sempre stata in passato. In un’epoca precedente, il tecnico non prestava molta attenzione a questo aspetto, preferendo persino lanci lunghi durante le sfide con avversari come il Barcellona o il Real Madrid, specialmente quando si trovava di fronte a una pressione intensa. Adesso, invece, questa strategia è diventata fondamentale e irrinunciabile, con risultati tangibili. La precisione è stata quasi chirurgica. Senza questa abilità, il margine di vittoria, fissato da Julián Álvarez sul 4-0 prima dell’intervallo, non avrebbe raggiunto quelle proporzioni.
Simeone ha ribadito con i suoi giocatori, durante la sessione di allenamento del mercoledì, che “i due palloni li abbiamo persi noi, non ce li ha portati via il rivale”. Il piano della giornata includeva anche le strategie difensive e i contropiedi, realizzati con grande efficacia. Al di là della pressione avversaria, quando l’Atlético ha subito il primo passaggio, si è ritirato nel proprio campo, adottando un 5-4-1 per aspettare il Barcellona. Qui, Llorente e Koke hanno dominato il centrocampo, con coperture che a tratti includevano fino a tre uomini per arginare Lamine Yamal.
Nel primo tempo, le occasioni per il Barcellona sono state solo due contro la porta difesa da Juan Musso, che si è mostrato anche come il primo attaccante quando riceveva il pallone. Non c’è stata incertezze: tutto era stato progettato a tavolino. Il suo rilancio lungo, ben eseguito, mirava ad aprire il gioco sulla fascia, sia per Julián Álvarez – primo destinatario – sia per Ademola Lookman, che ha controllato un secondo passaggio di abilità. Ha atteso l’arrivo di ‘La Araña’, mentre Giuliano Simeone si è fatto vedere dall’altra parte, permettendo a Griezmann di segnare all’interno dell’area. Il punteggio si è così fissato sul 2-0. Un altro gol spettacolare.