Le ultime novità non hanno portato un rinnovato vigore alla Real Sociedad in una delle gare più impegnative. Pellegrino Matarazzo ha modificato l’undici titolare con l’intento di preservare le forze dei giocatori e di mantenere alta la competitività, ma la strategia non ha avuto i risultati sperati.
Wesley e Yangel Herrera, entrambi penalizzati da un periodo di inattività e da varie interruzioni, hanno avuto l’occasione di dimostrare il proprio valore. Tuttavia, il contesto ha prevalso sul primo. La partita richiedeva precisione, energia e personalità, tre elementi non facili da reperire quando il corpo è ancora in fase di recupero competitivo.
Anche se entrambi hanno mostrato lampi di talento, in generale sono apparsi distanti dalla loro migliore forma.
Wesley, in particolare, ha affrontato una serata molto difficile. Già colpito dal primo minuto, non è riuscito a chiudere su un cross di Trent Alexander-Arnold che ha portato al primo gol, un episodio che ha segnato l’andamento della sua partita.
Non è stata l’unica occasione in cui è arrivato in ritardo. Il brasiliano sembrava sempre un passo indietro rispetto al ritmo dell’incontro, incerto nei duelli individuali e privo di continuità nelle sue giocate. Un’imperfezione mentre tentava di affrontare l’avversario in campo avversario ha ben riassunto la sua mancanza di connessione: sembra che il pallone, gli avversari e il gioco si muovessero sempre più velocemente di lui.
Questa mancanza di energia ha influito anche sulla fiducia della squadra nel suo lato. La Real ha cercato spesso di attaccare su quella fascia, ma i compagni di squadra lo hanno cercato raramente in modo propositivo. Senza un primo dribbling efficace, senza quell’azione capace di cambiare l’andamento, Wesley è progressivamente scomparso dal gioco. Le sue statistiche parlano chiaro riguardo alla sua difficoltà di inserirsi nella partita: solo 18 tocchi e sette palle perse, un dato che sottolinea la sua scarsa influenza. Matarazzo ha deciso di sostituirlo all’intervallo. Questa scelta si è rivelata logica, quasi inevitabile, e rifletteva la distanza tra il Wesley attuale e il giocatore di cui la Real ha realmente bisogno.
Il rientro di Yangel Herrera è stato meno appariscente, ma decisamente più utile. In fase difensiva ha mostrato ordine nel blocco basso, senza commettere errori gravi. Tuttavia, ha faticato a pressare in modo tempestivo, specialmente nei confronti di Eduardo Camavinga, arrivando in ritardo in diverse occasioni. Non è riuscito a trovare la sua posizione ideale, a coinvolgersi nella fase di costruzione e a fornire linee di passaggio sempre disponibili. La sua presenza in campo è stata più di sostegno che di impatto, con un comportamento tattico corretto.
Nonostante ciò, la sua prestazione ha avuto momenti significativi. Infatti, è stato protagonista della situazione più cruciale: il suo movimento dietro Camavinga, quasi da attaccante, ha portato al rigore che ha permesso alla Real di raggiungere momentaneamente il pareggio. È stata una manovra intelligente, frutto di lettura e determinazione. Al di là di questo episodio, le sue statistiche rivelano un’ottima efficacia nei passaggi e sicurezza nella gestione della palla, ma con un coinvolgimento limitato. La sua sostituzione al minuto 57 ha coinciso con un’azione di gioco più fluida della squadra, suggerendo che, come Wesley, è ancora in cerca della sua forma ideale.