È evidente che l’Atlético di Madrid ha ormai accantonato l’idea di competere per LaLiga. Gli sforzi della squadra si orientano verso il raggiungimento di un risultato minimo nel campionato. Per evitare un finale al di sotto delle aspettative, occorrerebbe una vera e propria catastrofe, poiché il terzo o il quarto posto rappresentano gli obiettivi minimi necessari per garantirsi un posto in Champions per la prossima stagione.
Le priorità, dunque, si spostano verso la Coppa del Re Mapfre, dove il 4-0 della gara di andata contro il FC Barcelona segna un traguardo significativo, ma non definitivo, per raggiungere la finale di Siviglia; così come in Champions League, dove il percorso si presenta impegnativo ma non irrealizzabile, a cominciare da un Club Brugge.
In seguito, si troveranno di fronte al Tottenham o al Liverpool. Questa situazione è comprensibile, ma la squadra colchonera deve ancora dimostrare qualcosa. Un ulteriore aspetto da tenere presente è che le sfide calcistiche, come quella che l’Atlético dovrà affrontare il 3 marzo al Camp Nou, non hanno solo un valore tecnico, ma anche psicologico, da non sottovalutare.
Se desideri che il tuo avversario fallisca, è fondamentale non offrirgli motivi per credere il contrario prima dell’inizio della competizione. Ciò che si è osservato a Butarque rappresenta un carburante per il Barcelona, facendogli sperare di poter ribaltare una situazione che sembrava già stabilita. Naturalmente, ci sono diversi fattori da considerare. È vero che non sarà lo stesso team, e che l’atteggiamento e l’impegno potrebbero non essere identici. Inoltre, il club catalano non ha bisogno di ulteriori stimoli, in quanto possiede la qualità necessaria per lasciare l’Atlético a bocca asciutta. Tuttavia, è chiaro che per l’Atlético sarebbe prudente limitare al minimo le circostanze che possano far credere che una rimonta sia realistica. Sun Tzu parlava dell’importanza di demolire la resistenza psicologica del nemico prima di affrontarlo in battaglia.
Nel corso della partita, il Rayo Vallecano ha segnato due gol in soli quattro minuti contro l’Atlético, aggiungendone un terzo nella ripresa. Questo solleva interrogativi su come la squadra di Hansi Flick non possa pensare di realizzare più di quattro reti in 90 minuti. Per il Rayo, la situazione poteva essere peggiore, poiché l’Atlético sembrava disinteressato all’andamento del match. Le prestazioni viste a Butarque, durante il derby dell’esilio, non hanno certamente rappresentato un buon segnale per l’Atlético: ciò non riguarda solo l’immediato, come la Liga attuale, ma anche le future competizioni. La sfida al Camp Nou non si svolgerà solo il 3 marzo, sarebbe cruciale anche per ogni partita che porta alla finale della Coppa del Rey Mapfre. Ancora una volta, l’Atlético ha mostrato una faccia disconnessa, simile a quella vista contro il Real Betis al Metropolitano e distante dalla prestazione in Coppa, sia contro il Betis a La Cartuja sia contro il Barça. Due aspetti di una stessa realtà, che l’Atlético esplora in ogni incontro per scoprire cosa accade. Questo spiega perché da tempo non riesca a competere per il titolo di LaLiga in questa stagione. NESSUNA REAZIONE Adeguata Se il derby contro il Rayo Vallecano era una prova anche per la squadra B, capace di valutare la rotazione di Simeone, il risultato finale non ha soddisfatto né le aspettative né i desideri. Ciò porta a molteplici domande, considerando che il problema era stato avviato dal confronto con il Barcellona, dove la squadra aveva mostrato un’ottima prestazione. Ruggeri ha avuto la meglio su Lamine Yamal, ma è stato Ratiu a mettere in difficoltà i compagni. Questo è il calcio. Anche il secondo gol ha implicato ulteriori discussioni tra i giocatori.
Lenglet tentava un passaggio verso un compagno sotto pressione, mentre Fran Pérez scagliava un potente tiro. Oblak si impegnava al massimo, riuscendo a effettuare un grande intervento, ma il pallone rimaneva a disposizione. In quel momento, Óscar Valentín mostrava maggiore partecipazione al gioco rispetto ai giocatori dell’Atlético, i quali rispondevano solo in un secondo momento.