Il 5 novembre 2026 l’icona del calcio mondiale ha pubblicato un video sui propri profili social per comunicare il proprio ritiro dalla nazionale portoghese. Il messaggio, diretto al popolo portoghese, è stato accompagnato da una riflessione sulla sua lunga avventura, iniziata nell’agosto 2003 e conclusasi all’età di 41 anni. In poche frasi, l’attaccante ha separato la parte sportiva da quella emotiva, dichiarando che la decisione è stata presa “con il cuore” oltre che con la mente.
Nel video, l’ex capitano ha sottolineato il desiderio che lo aveva spinto fin dall’inizio: “Volevo vincere, volevo essere il migliore, volevo fare la storia”. Ha ammesso di aver commesso errori, ma ha ribadito di non aver mai voltato le spalle al sogno di rappresentare il proprio Paese. Il discorso è stato costellato da citazioni rivolte a tutti gli emigranti portoghesi, ai compagni di squadra di ogni generazione e a chi ha sostenuto la sua carriera da lontano.
Le parole chiave del video di addio
Ronaldo ha dichiarato che la maglia numero 7 appartiene a tutti i portoghesi e che, dopo 23 stagioni, è giunto il momento di “restituirla al futuro”. Ha parlato di momenti di gioia, di vittorie indelebili e di sconfitte che lo hanno segnato. Il calciatore ha enfatizzato che, al di là di record, “il calcio sono le persone”, ricordando come le sue mete fossero state anche un modo per avvicinare i tifosi lontani dalle proprie radici.
Riconoscimenti e ringraziamenti
Il video è stato costellato di ringraziamenti: ai compagni di squadra, agli allenatori, al corpo tecnico, ai dirigenti e a tutti i collaboratori che hanno curato la logistica della nazionale. Ha dedicato un pensiero particolare alla sua famiglia per il sostegno nei momenti di assenza e sacrificio. “Senza di voi nulla di questo sarebbe stato possibile”, ha affermato, chiudendo con una nota di gratitudine verso l’intero Paese.
Le tensioni degli ultimi mesi e la sospensione
Il ritiro segue un periodo di tensione con il commissario tecnico Jorge Jesus. A novembre, Ronaldo era stato inserito nella lista preliminare per le partite di Nations League contro Danimarca e Galles, ma aveva deciso di abbandonare il ritiro dopo essere stato escluso dal gruppo titolare. Tale gesto aveva innescato una sanzione di 30 giorni imposta dalla Federcalcio portoghese. La vicenda ha aumentato la pressione su Ronaldo, che ha poi scelto di chiudere la parentesi internazionale piuttosto che proseguire in un clima di incomprensione.
Un patrimonio di record e il valore simbolico
Nel suo percorso con la Seleção, cristiano ronaldo ha collezionato 146 gol in 234 presenze, record assoluti per la nazionale maschile. Ha guidato il Portogallo alla conquista dell’Europeo 2016, primo trofeo importante nella storia del Paese, e ha aggiunto due titoli di Nations League (2019, 2025). Inoltre, è diventato il primo giocatore a segnare in sei edizioni diverse di Coppa del Mondo. Nonostante la rivalità con Lionel Messi abbia spesso dominato i dibattiti, Ronaldo ha scelto di chiudere il capitolo internazionale guardando alle persone e alla gratitudine, non ai confronti di statistiche.
Con il ritiro, la maglia numero 7 tornerà a circolare tra le nuove generazioni di talenti portoghesi, pronta a essere indossata da chi avrà la possibilità di scrivere il prossimo capitolo della storia calcistica del Paese. Ronaldo ha lasciato un’eredità che supera i numeri: l’emozione di un’intera nazione che ha seguito le sue gesta per più di due decenni, il senso di appartenenza e la dimostrazione che, anche al culmine della fama, la strada più importante è quella tracciata insieme ai propri compagni e al proprio popolo.



