Il mondo del ciclismo e della medicina piange la scomparsa del dottor Giuseppe Soldà, una figura di spicco che ha lasciato un’impronta indelebile in entrambi i campi. Nato a Padova, Soldà ha dedicato la sua vita alla cura degli altri, combinando la sua professione medica con una passione smisurata per il ciclismo.
Una carriera medica straordinaria
Laureato in medicina nel 1977, Giuseppe Soldà ha iniziato la sua carriera come primario negli ospedali di Cittadella e Camposampiero. Nel 2001, è diventato primario a Padova, tre anni dopo un trapianto di cuore che ha segnato un punto di svolta nella sua vita. Nonostante le difficoltà, Soldà ha continuato a lavorare con dedizione, dimostrando una resilienza e una forza d’animo ammirevoli. La moglie Maria Grazia Marigo ha ricordato come il dottore abbia lavorato fino al giorno prima del suo ultimo trapianto di rene, dimostrando un affetto profondo per i suoi pazienti.
La passione per il ciclismo
La carriera di Soldà nel ciclismo è iniziata nel 1978, quando è stato chiamato a sostituire un medico nella nazionale dilettanti. Da quel momento, ha accompagnato numerosi atleti verso il successo, tra cui il quartetto che ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984. Soldà è stato un punto di riferimento per molti ciclisti, offrendo consigli e supporto in ogni momento. Roberto Zoccarato, ex atleta e direttore sportivo, ha ricordato come Soldà fosse sempre disponibile e prodigo di consigli, definendolo un grande personaggio del ciclismo.
Un uomo di famiglia e di passione
Giuseppe Soldà era un uomo di famiglia, sposato con Maria Grazia Marigo per 46 anni e padre di cinque figlie: Elena, Caterina, Chiara, Sara e Benedetta. La moglie ha ricordato come il marito vivesse per la famiglia, ma avesse una passione particolare per i giovani ciclisti che avrebbero poi intrapreso la carriera professionistica. Soldà ha sempre trovato il tempo per dedicarsi ai suoi pazienti e ai suoi atleti, dimostrando una dedizione senza pari.
I funerali del dottor Giuseppe Soldà si svolgeranno sabato mattina nella chiesa di San Giovanni Bosco a Padova. In tanti accorreranno per dare l’ultimo saluto a un uomo che ha dedicato la sua vita alla medicina e al ciclismo, lasciando un ricordo indelebile in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.



