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22 Maggio 2026

Standard internazionale esports: il vocabolario che unifica il settore

Un passo storico per gli esports: nasce il primo standard internazionale dedicato al vocabolario del settore, con impatti su regolamentazione e dialogo istituzionale

Il mondo degli esports si avvicina a una svolta istituzionale: un progetto promosso dalla Standardization Administration of China (SAC) ha raggiunto lo stadio di Draft International Standard (DIS) presso la ISO (International Organization for Standardization). L’iniziativa, formalmente intitolata ISO/Dis Esports, parte 1: Vocabolario, punta a definire una terminologia condivisa che possa essere utilizzata in tutto il mondo per evitare fraintendimenti nelle negoziazioni commerciali, nei contratti e nelle normative sportive.

Il documento rappresenta la prima tappa di una serie: la dicitura “parte 1” indica che seguiranno altri fascicoli tecnici dedicati a temi più complessi della pratica competitiva e dell’organizzazione. Secondo i promotori, una bozza finale sarà pubblicata all’inizio del 2027, una tempistica che lascia spazio a consultazioni e revisioni internazionali. Questo calendario mantiene l’orientamento del settore verso una standardizzazione strutturata e progressiva.

Perché un vocabolario condiviso è importante

La mancanza di definizioni uniformi crea ostacoli sia nelle relazioni commerciali sia nelle dispute legali: un termine usato in modo diverso può cambiare l’interpretazione di un contratto o di una regola di competizione. Un vocabolario internazionale offre invece un riferimento unico e verificabile, riducendo i rischi di ambiguità. Inoltre, l’adozione di norme ISO è spesso vista come una leva di legittimazione istituzionale, poiché facilita il dialogo con comitati olimpici, governi e federazioni sportive tradizionali che già riconoscono gli standard internazionali come base di confronto.

Impatto su accordi e politiche

Con un glossario condiviso, la contrattualistica tra publisher, organizzatori di eventi e team potrà fare riferimento a definizioni precise: ad esempio, la distinzione tra “evento ufficiale” e “evento promozionale” o tra “player” e “partecipante” sarà formalizzata. Questo avrà ripercussioni pratiche su compliance, diritti commerciali e responsabilità, riducendo la necessità di interpretazioni giuridiche costose. L’adozione dello standard potrà inoltre agevolare le autorità pubbliche nella formulazione di regolamenti dedicati agli esports come settore economico e culturale.

Il percorso che ha portato alla bozza DIS

La norma nasce da un lavoro di comunità internazionale che ha visto esperti di diverse nazioni cooperare nel processo di redazione: stakeholder europei e asiatici, rappresentanti dell’industria, accademici e tecnici hanno contribuito al testo. Tra i partecipanti, il contributo di figure di riferimento del settore è stato riconosciuto pubblicamente; il coordinatore del progetto, Fanqi Meng, è stato lodato per l’organizzazione e la costanza nella gestione delle fasi di confronto.

Il ruolo degli esperti e delle delegazioni

Esperti provenienti da Paesi come Belgio, Germania, Polonia, Portogallo e Svezia hanno preso parte al lavoro di armonizzazione terminologica, affiancando colleghi internazionali per raggiungere soluzioni condivise. Tra i sostenitori europei, Sergi Mesonero, in qualità di head of esports di Video Games Europe, ha evidenziato l’importanza di una definizione comune e ha ringraziato i coordinatori per l’impegno profuso. Il confronto multilaterale è stato determinante per eliminare ambiguità linguistiche che avrebbero potuto ostacolare l’applicazione pratica dello standard.

Cosa succederà dopo e quali sono le risorse già esistenti

Dopo il passaggio DIS, il processo prevede ulteriori commenti e revisioni da parte dei membri ISO prima dell’eventuale adozione definitiva. Una volta pubblicata la bozza finale all’inizio del 2027, gli stakeholder avranno una base più solida per discutere norme tecniche successive, che affronteranno questioni operative, di sicurezza e di governance competitive. È importante notare che la standardizzazione non sostituisce le regole delle federazioni o dei publisher, ma crea un linguaggio comune utile per coordinare azioni e politiche.

Altri riferimenti utili

Chi cerca documenti già disponibili può consultare il precedente standard gratuito relativo alla salute uditiva nelle sessioni di gioco: ITU-T H.871: Safe listening for video gaming and esports. Infine, va ricordato che l’azione della Esports Commission, l’organismo nato per favorire il dialogo tra mondo olimpico e publisher, è stata temporaneamente messa in pausa, rendendo ancor più rilevante il ruolo di standard internazionali indipendenti come strumenti di riferimento per il settore.

La fotografia che spesso accompagna questi testi è attribuita a Florian Olivo (Unsplash), a testimonianza dell’attenzione crescente verso la comunicazione visuale nel racconto degli esports.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.