Roma, 6 lug. Nel panorama delle immatricolazioni italiane il noleggio veicoli si è affermato come un attore chiave: nei primi sei mesi del 2026 la sua quota è salita al 33,4% del totale, superando per la prima volta la soglia di un terzo del mercato nazionale. Questo dato, rilevato dall’analisi congiunta di ANIASA e Dataforce segnala una trasformazione strutturale nella modalità con cui aziende e utenti accedono alla mobilità.
Il risultato semestrale segue un trimestre aprile-giugno durante il quale la quota del noleggio si è attestata al 33,1% cioè un veicolo su tre immatricolato attraverso i canali del noleggio. Dietro a questi numeri emergono dinamiche differenti tra le due principali anime del settore: il breve termine e il lungo termine con andamenti e forze motrici distinti.
Volumi e differenze tra breve termine e lungo termine
Nel periodo aprile-giugno il comparto del noleggio ha immatricolato complessivamente 165.804 veicoli, segnando un incremento del 3,3% rispetto allo stesso trimestre del 2026. La crescita è stata concentrata nel segmento del breve termine che ha registrato un aumento del 23,7% mentre il lungo termine ha chiuso in calo del 4,1%. Questo dualismo porta a una lettura a due velocità del mercato: il breve termine beneficia di domanda turistica e operativa a rapida rotazione, mentre il lungo termine risente del confronto con un 2026 caratterizzato da volumi eccezionali.
Composizione per tipologia di veicolo
Nel trimestre sono state targate 148.473 autovetture con un aumento del 5,6% e 17.331 veicoli commerciali leggeri che invece hanno registrato una flessione del 12,9%. L’espansione del breve termine ha portato circa 10.000 targhe in più nel trimestre, con quasi 31.000 immatricolazioni aggiuntive nel semestre rispetto al 2026, mentre il lungo termine ha perso alcune migliaia di targhe rispetto al risultato particolarmente elevato dell’anno precedente.
Transizione delle alimentazioni e impatto sul rinnovo del parco
La trasformazione delle alimentazioni è uno degli aspetti più evidenti nella fotografia del noleggio: nel noleggio a lungo termine le vetture ibrido plug-in segnano la crescita più marcata, con un +55,8% nel trimestre, portandosi a una quota del 18,7% ormai vicina a quella del diesel, che cala del 17,6% fermandosi al 23,2%. Complessivamente, le alimentazioni a basso impatto (elettriche, full hybrid e plug-in hybrid) rappresentano circa il 35% delle immatricolazioni nel lungo termine.
Anche nel breve termine le plug-in hybrid hanno accelerato in modo netto, con immatricolazioni più che triplicate e diventando la seconda alimentazione più diffusa dopo la benzina; un segnale che indica come il noleggio stia favorendo la diffusione di tecnologie meno impattanti grazie all’elevato turnover delle flotte.
Italo Folonari presidente di ANIASA ha commentato che “nei primi sei mesi dell’anno il noleggio ha confermato la propria rilevanza strategica per l’industria automotive”, evidenziando come il comparto contribuisca al ricambio del parco circolante, migliorando sicurezza, efficienza ed emissioni. Folonari ha inoltre richiamato l’attenzione sulle criticità normative e fiscali che rischiano di penalizzare il settore e frenare gli investimenti in mobilità aziendale, turistica e cittadina.
Il quadro che emerge è quindi duplice: da un lato un forte impulso all’adozione di veicoli più puliti e moderni, dall’altro la necessità di garantire condizioni fiscali e regolatorie favorevoli per non compromettere il ritmo del rinnovo del parco italiano e l’effetto leva che il noleggio esercita sull’offerta di veicoli più sicuri ed efficienti.



