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26 Maggio 2026

Raducanu e Richardson: l’obiettivo è tornare al gioco da primo attacco sull’erba

Emma Raducanu vuole riappropriarsi del suo stile aggressivo e sfruttare il ritorno di Andrew Richardson per arrivare pronta alla stagione sull'erba

L’ultima apparizione di Emma Raducanu a Parigi ha mostrato quanto la sua stagione sia stata frammentata: una sconfitta al French Open contro la argentina Solana Sierra (6-0 7-6 (7-4)) ha messo in evidenza la mancanza di ritmo partita dopo un lungo periodo di problemi di salute.

Più che il punteggio, sono stati i segnali legati alla condizione fisica e alla fiducia a preoccupare: la 23enne britannica convive ancora con gli strascichi di una post-viral illness che le ha tolto continuità e ha lasciato un fastidioso colpo di tosse, aggravato dalle condizioni fangose della terra battuta.

La partita a Parigi e il bilancio emotivo

Il match contro Solana Sierra è scivolato via in fretta nel primo set, con Raducanu incapace di trovare ritmo e precisione. Nel secondo parziale la britannica ha mostrato maggiore reazione, portando la sfida al tie-break, ma non è bastato per ribaltare l’esito. Più che il risultato numerico, la giocatrice ha messo in luce la fatica nell’interpretare punti rapidi e nella gestione del fiato, elementi che si riflettono direttamente sulla sua capacità di esprimere un tennis da first-strike.

Fattori fisici e psicologici

La vicenda sanitaria dell’ultimo periodo — un virus che si è poi trasformato in una forma prolungata — ha prodotto un effetto domino: pausa forzata dal tour, pochi match nelle gambe e una fiducia intaccata. In conferenza, Raducanu ha scelto la parola resilience per descrivere il suo approccio, sottolineando di non rimpiangere la scelta di giocare a Parigi perché le ha dato un’esperienza di grande torneo.

Il ritorno di Andrew Richardson e il progetto tecnico

Per ritrovare la via del successo la giocatrice ha deciso di riavvicinarsi a Andrew Richardson, il coach che la guidò al titolo agli US Open. La separazione dall’ex tecnico Francisco Roig dopo l’Australian Open era servita a chiarire la necessità di tornare a un modello di gioco più aggressivo, basato sulla capacità di prendere la palla in anticipo e di dettare i ritmi, particolarmente utile su erba.

Il ritorno di Richardson viene letto come una scelta per riottenere continuità e fiducia: il coach conosce la giocatrice da anni, adotta un approccio calmo e strutturato e può fornire la stabilità necessaria per aumentare il volume di match-play e sessioni di allenamento mirate.

Cosa significa tornare all’aggressività

Riprendere uno stile da first-strike non è solo una questione di intensità fisica, ma anche di decision-making: riuscire a ridurre gli errori non forzati, sfruttare il servizio come arma d’apertura e mantenere la risposta aggressiva. Su erba questi elementi vengono amplificati dal rimbalzo basso e dalla velocità del campo, dove la capacità di colpire presto ripaga più che sulla terra.

Programma sulle erbe e aspetti di classifica

Dopo Parigi, l’obiettivo immediato di Raducanu è il periodo sull’erba. La britannica ha in programma il Queen’s, torneo in cui ha punti da difendere (incluso il piazzamento dell’anno precedente al Queen’s Club) e che inizierà l’8 giugno. Ha inoltre inserito nel calendario eventi a Berlino ed Eastbourne, anche se la partecipazione a entrambi dipenderà dallo stato fisico e dal livello mostrato nelle prime settimane.

La possibilità di non essere testa di serie a Wimbledon rende ancora più importante il rendimento nelle settimane precedenti: un buon avvio sull’erba potrebbe ristabilire fiducia e limitare l’impatto di un sorteggio potenzialmente difficile.

Opinioni e aspettative dall’ambiente tennistico

Figure come Tim Henman hanno invitato alla pazienza, sottolineando la necessità di continuità e lavoro mirato con Richardson. Altri osservatori, come Mats Wilander, hanno ricordato che il tennis femminile moderno richiede un’arma potente, ma hanno evidenziato come la forza mentale di Raducanu rimanga un fattore chiave. Johanna Konta ha aggiunto che la giocatrice non deve stravolgere la sua essenza, ma continuare a evolversi con piccoli aggiustamenti.

Nel complesso il quadro è chiaro: serve tempo, serenità e un piano realistico. Con Andrew Richardson di nuovo al suo fianco e una stagione sull’erba alle porte, Emma Raducanu ha l’opportunità di ricostruire fiducia e recuperare il suo tennis più efficace, puntando a tornare competitiva sui campi che meglio si adattano al suo stile.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.