Jannik Sinner ha vinto il titolo di Wimbledon 2026 a Londra, battendo Alexander Zverev in finale e confermandosi campione del torneo.
La vittoria è significativa perché Sinner ha dominato il torneo con un livello di gioco elevato soprattutto al servizio non concedendo turni di battuta nei due appuntamenti finale e semifinale. Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2026.
Il trionfo a Wimbledon e il percorso nel torneo
La finale contro Alexander Zverev è durata quasi quattro ore e si è chiusa con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-3, 6-4 a favore di Sinner. Il match è stato combattuto: Sinner ha perso il primo set al tie-break e ha reagito vincendo il secondo al tie-break per 7-2, quindi ha preso il controllo nei set successivi.
Durante la semifinale contro Novak Djokovic e la finale contro Zverev, Sinner ha concesso complessivamente solo due palle break, entrambe salvate. Questo dato ha evidenziato l’affidabilità del suo servizio su erba nei momenti chiave del torneo.
La semifinale contro Novak Djokovic
La partita con Novak Djokovic ha rappresentato uno degli snodi principali del torneo: Sinner ha annullato l’unica palla break avuta dal serbo nel corso dell’incontro. Il rendimento in risposta di Djokovic è noto come tra i migliori, ma Sinner ha mantenuto stabilità al servizio e decisione nei colpi determinanti.
Questa performance ha preceduto la finale e ha confermato il livello raggiunto dall’italiano, che ha mostrato miglioramenti tecnici mirati soprattutto nel fondamentale del servizio, diventato centrale nella gestione degli scambi e nella pressione sugli avversari.
Dettagli tecnici della finale con Zverev
Il primo set della finale è stato molto equilibrato, con entrambi i giocatori solidi nei turni di battuta. Zverev si è distinto per l’efficacia del diritto ma Sinner è stato più incisivo nei momenti decisivi, recuperando nel secondo set e imponendosi nei successivi due.
Nel terzo set Zverev ha avuto la prima palla break della partita ma non l’ha sfruttata, mentre Sinner ha approfittato di un cambiamento di ritmo dell’avversario per strappare il turno e vincere 6-3. Nel quarto set Sinner ha effettuato il break sul 3-3 e ha mantenuto il vantaggio fino al termine del match.
Le spiegazioni del coach Simone Vagnozzi
Simone Vagnozzi, coach di Sinner, ha descritto la complessità di riconfermarsi campione: “Riconfermarsi è più difficile perché arrivi consapevole di poter vincere, ma poi devi farlo”. Vagnozzi ha indicato come cruciale l’allenamento svolto prima della semifinale contro Djokovic.
Sul giorno decisivo della preparazione Vagnozzi ha dichiarato: “Il giorno della svolta è stato quello prima del match con Nole” e ha aggiunto anche: “Quel giorno abbiamo rivisto il vero Jannik: colpiva bene e aveva le idee chiare”.
Il coach ha inoltre attribuito il miglioramento al servizio a un lavoro iniziato nei tornei precedenti: “Il suo miglioramento parte dagli US Open 2026”. Vagnozzi ha spiegato che sono stati cambiati aspetti tecnici della battuta e che la superficie d’erba ha favorito l’efficacia del colpo.
Riguardo alla gestione fisica e al futuro del team tecnico, Vagnozzi ha detto: “Quest’anno stiamo parlando più delle vacanze che di altro”, ha ammesso che il fisico richiede attenzione: “Il fisico non è che tenga benissimo…” e ha accennato a possibili cambi nella squadra tecnica: “Se dovesse smettere, sicuramente cercherò qualcun altro perché io non ce la faccio a fare 365 giorni l’anno”.
Impatto statistico e paragoni storici
La performance di Sinner richiama un dato storico: non si registrava un campione in grado di vincere Wimbledon senza cedere turni di servizio in semifinale e finale dall’edizione del 2003, quando Roger Federer vinse il suo primo titolo all’All England Club. Il parallelo ha sottolineato la centralità del servizio nella vittoria e la crescita dell’italiano sull’erba.
Con questo titolo Sinner ha consolidato la sua posizione di numero uno al mondo e ha aggiunto un ulteriore successo al proprio palmarès, confermando la continuità di rendimento nelle prove su erba e l’efficacia del lavoro del team tecnico che lo accompagna.



