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22 Giugno 2026

Italia oro nell’inseguimento a squadre: storica vittoria a Milano Cortina

L'Italia vince l'oro nell'inseguimento a squadre maschile a Milano Cortina 2026: Ghiotto, Giovannini e Malfatti centrano il trionfo che mancava dal 2006

Milano — Al Milano Ice Park l’Italia ha riacceso il suo orgoglio nel pattinaggio di velocità: il trio formato da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha conquistato l’oro nell’inseguimento a squadre maschile ai Giochi di Milano‑Cortina, riportando il Paese sul gradino più alto del podio dopo vent’anni.

Una vittoria costruita con metodo La finale è stata il frutto di una gara corale, ordinata e tatticamente accorta. I tre azzurri hanno tenuto un ritmo regolare, eseguendo cambi netti e sincroni che hanno annullato gli attacchi delle avversarie principali. La prova ha fatto leva sulla disciplina nei passaggi di consegna e sulla capacità di dosare lo sforzo: elementi che hanno fatto la differenza negli ultimi giri.

Il bilancio azzurro a Milano‑Cortina Con questo successo l’Italia sale a 24 medaglie nella rassegna: nove ori, quattro argenti e undici bronzi. Un risultato che richiama idealmente l’oro casalingo di Torino 2006 e segna un punto di svolta per il movimento nazionale del pattinaggio di velocità.

Percorso verso l’oro: dai quarti alla finalissima Fin dalle batterie la squadra ha mostrato continuità: nei quarti gli azzurri hanno segnato il miglior tempo con 3’38″40, confermando la forma emersa in stagione e la solidità già espressa ai Mondiali di Calgary. In semifinale hanno poi superato i Paesi Bassi in 3’38″88 contro 3’40″67, risultato che li ha proiettati nella lotta per l’oro.

Strategia e dettagli tecnici Il progetto tattico, ideato dal direttore tecnico Maurizio Marchetto, puntava su resistenza e gestione pulita dei cambi: due fattori che sono stati messi in pratica con disciplina. Biomeccanicamente la squadra ha lavorato sulla sincronizzazione nelle fasi di spinta e sul mantenimento della formazione per ridurre la resistenza aerodinamica. Nella seconda metà di gara è stato adottato un passo leggermente più conservativo, scelta che ha permesso di conservare energie per la volata conclusiva.

La finale: la rimonta sugli Stati Uniti In finale l’Italia ha affrontato gli Stati Uniti (Ethan Cepuran, Casey Dawson ed Emery Lehman). Dopo una prima metà di gara condotta dagli americani, Ghiotto, Giovannini e Malfatti hanno costruito una rimonta costante culminata nel sorpasso decisivo a due giri dalla fine. Il tempo azzurro è stato di 3’39″20 contro il 3’43″71 degli Stati Uniti.

Il peso dell’esperienza: Davide Ghiotto Tra i tre, Davide Ghiotto ha giocato un ruolo chiave grazie all’esperienza maturata in campo internazionale e alla capacità di tenere la squadra sotto controllo nei momenti caldi. La sua presenza ha contribuito a rendere più fluide le transizioni e a mantenere lucidità nella fase finale.

Podio e piccoli margini A completare il podio è stata la Cina, che ha strappato il bronzo ai Paesi Bassi per appena nove centesimi: 3’41″38 contro 3’41″47. Un promemoria di quanto l’inseguimento a squadre sia una disciplina di dettagli, dove coordinazione e precisione valgono tanto quanto la velocità pura.

Cosa cambia e cosa resta da migliorare Questo oro non è solo un successo immediato: rafforza la fiducia del gruppo e la valutazione positiva del lavoro tecnico svolto. Nei prossimi giorni lo staff analizzerà i dati raccolti in gara per eventuali aggiustamenti tattici in vista dei prossimi impegni internazionali. Priorità rimangono il perfezionamento dei cambi, il potenziamento della resistenza ad alta velocità e la capacità di leggere le fasi di gara in tempo reale.

Un ritorno alle radici Il trionfo del 17/02/chiude idealmente un cerchio aperto a Torino 2006, quando Enrico Fabris, Ippolito Sanfratello, Matteo Anesi e Stefano Donagrandi salirono sul gradino più alto davanti al pubblico di casa. Oggi la squadra azzurra raccoglie quell’eredità e guarda avanti, pronta a consolidare i punti di forza emersi a Milano‑Cortina e a puntare a nuovi obiettivi internazionali.

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Aggiornato 22:48 CEST
Autore

Francesca Pellegrini

Francesca Pellegrini ha ottenuto documenti sulla riqualificazione di un quartiere romano dopo una serie di accessi agli atti, sostenendo una linea editoriale orientata all'impatto sociale. Cronista generalista, conserva nel cassetto annotazioni di un vecchio archivio dell'Appia Antica.