Il Centre Court ha vissuto una serata memorabile: Novak Djokovic ha avuto la meglio su Felix Auger-Aliassime con il punteggio di 7-6(10) 3-6 6-3 6-7(4) 7-6(4) al termine di una maratona di 5 ore e 15 minuti. La vittoria, ottenuta su Church Road, vale al serbo la 15ª semifinale a Wimbledon la 55ª in uno Slam complessiva e l’ottava semifinale consecutiva ai Championships.
La partita e i momenti decisivi sul Centre Court
Il confronto è stato segnato da alternanze di ritmo e da scambi di altissimo livello: Auger-Aliassime ha fatto leva su una prima potente e su un dritto incisivo, mentre Djokovic ha risposto con un’ampia gamma di soluzioni tecniche, tra cui rovesci lungolinea smorzate e discese a rete improvvise. Il primo set si è risolto in un tie-break lunghissimo, vinto da Djokovic 12-10 dopo una serie di occasioni negate da entrambe le parti; nel secondo parziale il canadese ha sfruttato il servizio per pareggiare il conto e portare a casa il 6-3.
Durante il match Djokovic ha accusato un problema alla gamba sinistra e ha richiesto un Medical Time Out ma è rientrato in campo determinato. Il terzo set è stato caratterizzato da un lungo secondo gioco che ha consumato energie e attenzione: il serbo ha strappato il servizio e ha chiuso 6-3, mentre nel quarto Auger-Aliassime ha trovato la forza per reagire e ha conquistato il tie-break per riportare tutto al quinto set.
Il quinto set e il super tie-break
Nel quinto set i turni di battuta sono rimasti saldi, senza break decisivi, fino al 6-6 che ha mandato il match al super tie-break. Lì Djokovic ha ottenuto immediatamente un mini-break, ha gestito con lucidità il vantaggio e ha sfruttato qualche errore dell’avversario per dilatare il margine fino al 9-4, trasformando poi il match point e alzando le braccia sul Centre Court dopo oltre cinque ore di lotta.
Implicazioni statistiche e valore della vittoria
Con questo successo Djokovic allunga primati già impressionanti: la 15ª semifinale a Wimbledon e la 55ª semifinale in uno Slam consolidano il suo ruolo tra i più longevi e vincenti della storia. A quasi 39 anni e con una carriera segnata da successi su tutte le superfici, il serbo ha mostrato non solo una brillantezza atletica notevole ma soprattutto una superiore capacità di gestione mentale nei momenti chiave: come lui stesso ha sintetizzato a fine partita, «Sono i momenti per cui gioco ancora a tennis.»
Il match è anche un’indicazione sullo stato di forma degli sfidanti: Auger-Aliassime ha confermato la sua pericolosità con 29 ace e un servizio spesso in grado di chiudere il punto, ma nel confronto diretto la capacità di Djokovic di variare il gioco e di produrre risposte vincenti nei punti pesanti ha fatto la differenza. Sul piano tattico, il serbo ha alternato pressione da fondo e incursioni a rete, costringendo il canadese a spostarsi e commettere errori nei momenti cruciali.
Il prossimo avversario e lo scenario della semifinale
Ad attendere Djokovic in semifinale ci sarà Jannik Sinner nella rivincita della semifinale degli Australian Open, vinta in cinque set proprio da Djokovic. Osservando le prestazioni recenti, il serbo appare leggermente favorito, avendo trovato su Church Road una versione del suo gioco più efficace rispetto a quella mostrata su altre superfici come a Parigi. Tuttavia, il match contro Sinner promette di essere di altissimo livello: Sinner è in crescita nel torneo e dovrà offrire probabilmente la miglior prestazione del suo cammino per superare un avversario che continua a stabilire primati.
L’esito di questa sfida influenzerà il prosieguo del torneo: Djokovic arriva con la carica di chi ha appena vinto una battaglia estenuante, mentre Sinner avrà l’opportunità di sfruttare freschezza atletica e varianti di gioco per tentare la finale.
Articolo curato dall’inviato a Wimbledon Enrico Milani.


