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8 Luglio 2026

Ken Carrington, l’All Black che portò il rugby neozelandese a Casale sul Sile

La vicenda di Ken Carrington racconta come un giovane All Black abbia scelto Casale sul Sile nel 1975 per la sua overseas experience, trasformando un trasferimento in una storia di adattamento, calcio ovale e legami che durano nel tempo

Ken Carrington, l'All Black che portò il rugby neozelandese a Casale sul Sile

Nel 1975 un nome leggendario del rugby neozelandese si annoda a una piccola realtà italiana: Ken Carrington ex giocatore del Waitemata e degli All Blacks scelse di trasferirsi a Casale sul Sile per vivere un’esperienza all’estero. Quella che ai più poteva apparire come una tappa di passaggio si trasformò in un’influenza duratura per un paese veneto di 7000 abitanti e per altri rugbisti della Nuova Zelanda che seguirono il suo esempio.

Il trasferimento di Carrington non fu solo un cambio di maglia: fu l’inizio di un legame culturale e sportivo. Arrivò a Casale dopo una proposta concreta da parte di Giovanni Fiorin e accettò condizioni che includevano vitto, alloggio, viaggio, una Fiat 850 e un mensile di 170000 lire. Questi termini, accettati in buona fede, rappresentavano un modello di contratto atipico per l’epoca e trasformarono il club locale in un punto di riferimento per rugbisti neozelandesi desiderosi di fare un’overseas experience.

Dal rugby neozelandese alla realtà veneta: l’arrivo e l’integrazione

Prima di approdare a Casale, Carrington aveva percorso la strada tipica di molti talenti kiwi: scuola, club e riconoscimenti come la convocazione nei New Zealand Maoris e la chiamata negli All Blacks con la partecipazione a partite contro i Lions guidati da Colin Meads. Nonostante questo pedigree, la competizione interna era serrata e Carrington scelse l’Europa per continuare a giocare e vivere un’esperienza personale. Ricorda ancora quel momento con una frase rimasta famosa: “Arrivarono a casa due biglietti aerei da Auckland a Melbourne.

L’adattamento a Casale sul Sile richiese tempo. La lingua fu un ostacolo: Carrington e la moglie Rosemary parlavano solo inglese, mentre la comunità locale usava italiano e dialetto. Dopo le prime tre gare, il giocatore pensò di interrompere l’esperienza, ma la calorosa accoglienza del gruppo e la vita sociale del club lo convinsero a restare. Il risultato fu una relazione che superò il mero aspetto agonistico: il rugby divenne il vettore per condividere pasti, bevute e abitudini, consolidando un senso di comunità.

Le stagioni a Casale e l’impatto sul campo

A livello sportivo, Carrington trovò in Italia un campionato passionale e fisico degli anni Settanta e un club povero di mezzi ma ricco di dedizione. Il Casale, pur con risorse limitate, ottenne il miracolo di cinque anni consecutivi in serie A. Nella stagione 1975-76 Carrington contribuì alla salvezza e fece ritorno ad Auckland per la nascita del figlio Matt; tornò poi nel 1977 come capitano-allenatore insieme al compagno Chris Baker, raggiungendo un nono posto che per la squadra aveva il valore di una vittoria.

Partite, trasferte e spirito di squadra

Tra i ricordi più vividi di quegli anni ci sono le sconfitte pesanti come i 50 punti subiti a Brescia contro i campioni d’Italia guidati da David Cornwall, ma soprattutto la capacità di costruire la salvezza sul proprio campo, grazie a leader locali come “Cobra Bettiol” e “Biondo Barbon”. L’organico era talvolta giovanissimo: Gigi Bos fu schierato a soli diciassette anni. Le trasferte erano spesso estenuanti: quelle verso il sud, come a Reggio Calabria venivano vissute come prove toste, mentre escursioni come la trasferta a Frascati erano accompagnate da tradizioni popolari che univano sport e convivialità.

Il ruolo di Carrington non si limitò al campo: gli fu chiesto di allenare le giovanili e di promuovere il rugby nelle scuole. La sua presenza contribuì anche a stabilire contatti che favorirono l’arrivo in Italia di altri giocatori neozelandesi, creando un flusso che avrebbe arricchito il campionato locale.

Dopo la chiusura dell’esperienza italiana nel 1978, Carrington si dedicò all’insegnamento al King’s College di Auckland ma mantenne viva la frequentazione con l’Italia. Le relazioni instaurate con Casale rimasero forti: visite reciproche, scambi epistolari e l’invio di altri giocatori che si inserirono nel campionato italiano. Quello che iniziò come un trasferimento per un giovane All Black si trasformò in una storia di scambio culturale e sportivo che ha lasciato tracce nella comunità di Casale sul Sile e nella memoria dei protagonisti.

Oggi il ricordo di quei giorni resta vivido: Carrington, con la moglie Rosemary, è tornato ad abbracciare la comunità rugbistica sul Sile, sancendo un legame che dura da decenni e che testimonia quanto possa pesare in positivo una singola decisione presa nel 1975.

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lun 6 lug
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Spagna
Aggiornato 07:06 CEST
Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.