Il Campionato Italiano Gravel 2026 ha regalato emozioni intense e ha acceso un vivace dibattito sulla identità di questa disciplina in rapida evoluzione. La gara, svoltasi l’11 luglio ad Artegna (UD), ha visto trionfare Filippo Agostinacchio tra gli uomini e Erica Magnaldi tra le donne.
Un percorso veloce e tecnico
Il percorso del Campionato Italiano Gravel 2026 è stato un circuito di 36,9 chilometri quasi completamente piatto, con lunghi tratti di sterrato pianeggiante intervallati da soli due brevi saliscendi. Un passaggio scenografico attorno al castello del paese ha aggiunto un tocco di fascino alla competizione. La gara, lunga 118 chilometri con 1.200 metri di dislivello ha messo alla prova i ciclisti su un tracciato che ha favorito la velocità piuttosto che la tecnica.
Il dibattito sull’identità del gravel race
La scelta del percorso ha riacceso il dibattito sull’identità del gravel race. Molti amatori, che rappresentano una parte consistente dei partecipanti, hanno espresso perplessità, sostenendo che un Campionato Italiano avrebbe meritato un percorso più impegnativo, sia dal punto di vista tecnico che altimetrico.
Il Commissario Tecnico del Ciclocross e Gravel Daniele Pontoni ha spiegato che la disciplina è ancora in piena evoluzione e che non esiste un modello codificato. «Il gravel è tutto e niente, è tutto e il contrario di tutto», ha dichiarato Pontoni, sottolineando che la scelta del percorso è stata influenzata anche dal desiderio di onorare le volontà di Enzo Cainero a cui la gara era dedicata.
Le criticità dei doppiaggi
Il percorso veloce ha limitato le fughe e favorito molti arrivi allo sprint. Tuttavia, i professionisti hanno dovuto fare i conti con una difficoltà aggiuntiva: i numerosi doppiaggi degli amatori, che sono partiti eccezionalmente prima degli Elite per motivi logistici. Questo ha reso la gara ancora più complessa, come testimoniato da Carlotta Borello che ha urtato accidentalmente un amatore all’ultimo chilometro, compromettendo la sua possibilità di giocarsi l’arrivo in volata con Erica Magnaldi.
Mirco Balducci: una vittoria in rimonta
Tra i protagonisti della gara, Mirco Balducci ha conquistato il titolo nella categoria Master 4 con una rimonta epica. Dopo una foratura alla ruota posteriore al 30° chilometro, Balducci ha perso posizioni ma non si è arreso. Ha sostituito la ruota danneggiata e ha iniziato una difficilissima rimonta, riuscendo a superare il leader della gara negli ultimi chilometri e a vincere per soli 17 secondi.
Questa vittoria rappresenta la 28esima maglia tricolore in carriera per Balducci, che ha già conquistato 4 Mondiali e 2 Europei nelle varie specialità del fuoristrada. Alla soglia dei 50 anni Balducci continua a dimostrare una passione inarrestabile per il ciclismo, vincendo con determinazione e tenacia.
Il Campionato Italiano Gravel 2026 ha quindi offerto spettacolo e riflessione, mettendo in luce le diverse anime di una disciplina che continua a evolversi e a dividere gli appassionati.