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25 Luglio 2026

Tour de France 2026: i controlli antidoping notturni su Pogačar e Vingegaard

Durante il Tour de France 2026, Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard sono stati sottoposti a controlli antidoping notturni. Scopri i dettagli e le reazioni dei corridori.

Tour de France 2026: i controlli antidoping notturni su Pogačar e Vingegaard

Il ciclismo torna a fare i conti con il fantasma del doping, questa volta con un episodio che ha coinvolto due dei più grandi campioni del momento: Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard. Durante la notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio, i due corridori sono stati svegliati per sottoporsi a controlli antidoping, un evento insolito che ha scatenato discussioni e reazioni contrastanti nel mondo del ciclismo.

L’episodio è avvenuto in vista della difficile 15esima tappa del Tour de France, la corsa più prestigiosa del calendario ciclistico. Pogačar, leader della classifica generale, è stato svegliato alle 5 del mattino, mentre Vingegaard, suo principale rivale, è stato controllato alle 2 di notte. Altri tre corridori, i cui nomi non sono stati resi noti, sono stati sottoposti a test nella stessa notte.

Controlli notturni: una pratica insolita ma non vietata

I controlli notturni non sono vietati e non sono esclusivi del ciclismo, ma sono comunque molto rari, soprattutto durante una corsa come il Tour de France. Di solito, i test antidoping vengono effettuati tra le 6 del mattino e le 23. La decisione di effettuare controlli in orari notturni è stata presa dall’Agenzia Internazionale per i Test Antidoping (ITA), che opera per conto dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI).

Secondo quanto riportato, i controlli sono stati autorizzati da un magistrato francese perché l’ITA aveva «sospetti seri e specifici» su possibili casi di doping. Non sono noti altri dettagli, ma è probabile che l’obiettivo fosse verificare l’uso di «micro-dosi» di sostanze dopanti, così micro da sparire in poche ore.

Le reazioni dei corridori e degli addetti ai lavori

I corridori coinvolti hanno espresso reazioni contrastanti. Remco Evenepoel, diventato secondo in classifica dopo il ritiro di Vingegaard, ha definito i controlli «disumani». Parole simili sono state usate da Pogačar. Tuttavia, tutti e tre i corridori hanno ribadito la necessità di mostrare un ciclismo pulito e credibile, soprattutto dopo gli scandali degli anni Novanta e dei primi Duemila.

«Dovete sempre dubitare di noi» aveva detto Vingegaard nel 2026. «E verificare le nostre prestazioni perché il ciclismo non torni ad essere quello del passato». Pogačar aveva aggiunto: «Ci saranno sempre dubbi, perché in passato, prima dei miei tempi, il ciclismo si era rovinato. Penso che per conseguenza di quanto successo in passato, questo sia uno degli sport più puliti al mondo».

Il punto di vista degli esperti

Jonathan Vaughters, manager della squadra EF Education-EasyPost e ex compagno di squadra di Lance Armstrong, ha difeso i controlli notturni. «Se nel 2001 avessero testato noi alle due di notte ci avrebbero squalificati tutti e avremmo evitato al ciclismo 25 anni di drammi» ha dichiarato. «È un peccato che Tadej e Jonas debbano fare ammenda per le nostre cazzate. Ma un po’ di ore di sonno in meno sono il giusto prezzo per la credibilità».

Al contrario, il CPA, il sindacato dei corridori, ha criticato i controlli notturni e «la direzione che sta prendendo l’antidoping nel ciclismo». L’UCI, invece, ha difeso i controlli, ricordando che spende ogni anno oltre 10 milioni di euro per far effettuare i test e analizzare i campioni.

Il ciclismo tra sospetti e innovazioni

Il ciclismo è uno sport che deve fare i conti con il doping più di altri, per la sua storia e per l’intensità e la durata degli sforzi richiesti. Ogni dominio sportivo genera perplessità, sospetti e accuse. Nel ciclismo ancora di più, specie in questi anni in cui i corridori più forti fanno prestazioni impensabili fino a qualche anno fa.

Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard sono sottoposti a controlli quotidiani, con campioni di sangue e urina che vengono conservati per anni. Questo permette di testare i campioni anche in futuro, adattando l’antidoping a eventuali forme di doping che i controlli attuali potrebbero non riuscire a individuare.

Nonostante i sospetti, Pogačar non è mai risultato positivo a nessun controllo. Da anni, in quanto ciclista che vince quasi sempre, è testato su base quotidiana. I suoi campioni di sangue e urina sono conservati per anni, così da poterli testare anche in futuro con eventuali nuove tecnologie.

I controlli notturni al Tour de France 2026 su Pogačar e Vingegaard sono un esempio di come lo sport stia cercando di essere più trasparente e credibile, nonostante le difficoltà e le critiche.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.