Il mondo del tennis è stato scosso da una decisione che ha lasciato molti con l’amaro in bocca. Stan Wawrinka, il leggendario campione svizzero, non avrà l’opportunità di salutare il pubblico degli US Open nel 2026. Una scelta che ha suscitato numerose critiche e che segna un capitolo particolare nella carriera del 41enne, che ha annunciato che il 2026 sarà la sua ultima stagione nel circuito professionistico.
Wawrinka aveva espresso il desiderio di disputare ancora una volta lo Slam americano, un torneo che ha un significato speciale per lui. Nel 2016, infatti, conquistò il titolo battendo Novak Djokovic in finale, un momento che rimane uno dei più importanti della sua carriera. Tuttavia, la USTA ha deciso di non concedergli una wild card, preferendo altri giocatori.
Le ultime wild card assegnate
Le ultime due wild card disponibili sono finite nelle mani di Darwin Blanch e Patrick Kypson. Blanch ha beneficiato dello spazio liberatosi dopo che Martin Damm, inizialmente destinatario di una wild card, è riuscito a entrare direttamente nel tabellone in seguito ai forfait. Kypson, invece, ha ricevuto l’ultimo invito, nonostante sia attualmente intorno alla posizione numero 115 del ranking mondiale.
La decisione è stata particolarmente dolorosa per Wawrinka, considerando il suo rapporto con New York. Lo svizzero ha disputato 17 edizioni degli US Open e ha sempre avuto un legame speciale con il torneo. Nel 2016, la sua vittoria contro Djokovic lo ha consacrato come uno dei più grandi giocatori della sua generazione.
Il rapporto di Wawrinka con gli US Open
Wawrinka ha avuto una carriera straordinaria negli US Open. Oltre alla vittoria del 2016, ha raggiunto risultati significativi in altre edizioni. Nel 2014 vinse l’Australian open e nel 2015 il Roland Garros completando così una collezione di tre Slam. Questi successi lo hanno reso uno dei giocatori più rispettati e amati nel circuito.
La scelta degli US Open di non concedergli una wild card è stata vista da molti come un’omissione, considerando il suo contributo al torneo e al tennis mondiale. In molti si aspettavano un trattamento simile a quello ricevuto durante gli altri Slam della sua stagione d’addio. A Melbourne, Wawrinka si è spinto fino al terzo turno, mentre a Parigi e Londra è uscito all’esordio. A Wimbledon, contro Matteo Berrettini, è arrivata quella che, a questo punto, resterà l’ultima partita Slam della sua carriera.
La preparazione e le aspettative
Wawrinka aveva persino programmato la propria preparazione pensando a New York. A luglio aveva spiegato che, in caso di wild card, avrebbe disputato il Challenger di Cancun proprio per arrivare preparato agli US Open. Il piano non si concretizzerà, lasciando un vuoto nel cuore di molti appassionati.
La scelta degli US Open è stata giustificata dal fatto che le wild card sono limitate e devono essere assegnate in base a criteri specifici. Tuttavia, la decisione ha suscitato numerose critiche sui social, con molti che avrebbero preferito vedere Wawrinka giocare un’ultima volta sull’Arthur Ashe Stadium.
L’ultima apparizione dello svizzero a Flushing Meadows risale al 2026, quando venne sconfitto al primo turno dall’italiano Mattia Bellucci per 6-4 7-6(5) 6-3. Dieci anni dopo il trionfo su Djokovic, Stan Wawrinka non avrà Una scelta perfettamente legittima dal punto di vista regolamentare, ma che inevitabilmente lascia un po’ di amarezza pensando al peso dello svizzero nella storia recente del torneo e del tennis mondiale.



