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29 Agosto 2026

US Open 2026: Medvedev, Zverev, Sabalenka e gli altri verso il grande Slam

A Flushing Meadows si accendono i riflettori sui protagonisti del tennis mondiale. Medvedev cerca continuità, Zverev aspira a nuovi successi, Sabalenka punta al tris storico.

US Open 2026: Medvedev, Zverev, Sabalenka e gli altri verso il grande Slam

Gli US Open 2026 si avvicinano e con loro le aspettative di un torneo che promette emozioni e colpi di scena. A Flushing Meadows, i protagonisti del tennis mondiale si preparano a dare battaglia su un campo che ha visto scrivere pagine indimenticabili della storia dello sport. Tra dichiarazioni, ambizioni e sfide personali, i riflettori sono puntati su alcuni nomi che potrebbero fare la differenza in questa edizione.

Dai dubbi di Daniil Medvedev alla fiducia di Ben Shelton, passando per le ambizioni di Alexander Zverev e Aryna Sabalenka, il Media Day ha offerto uno spaccato interessante sulle condizioni mentali e fisiche dei principali contendenti. Ogni atleta arriva a New York con una storia diversa da raccontare, tra rimpianti del passato e sogni per il futuro.

Medvedev: la ricerca della continuità

Daniil Medvedev, numero 8 ATP e campione degli US Open nel 2026, arriva a New York con un approccio diverso rispetto agli anni passati. Il russo, che ha iniziato il 2026 con due titoli nei primi mesi, ha perso continuità e fiducia negli ultimi tornei. Medvedev ha dichiarato di voler ritrovare il proprio gioco e superare qualche turno, senza pensare immediatamente alla vittoria finale.

Il tennista russo ha riconosciuto che l’assenza di Jannik Sinner rende il torneo più aperto, ma non considera questa situazione un’occasione automatica per lui. La sua priorità è tornare a essere competitivo un obiettivo che richiede impegno e concentrazione. Medvedev ha anche deciso di non cambiare più racchetta o corde, convinto di poter giocare ad altissimo livello con l’attrezzatura attuale.

Un’altra curiosità riguarda il ritorno di Carlos Alcaraz, che debutterà contro Roman Safiullin, grande amico di Medvedev. Il russo ha espresso fiducia nel recupero dello spagnolo, ma ha anche sottolineato le incognite legate alla tenuta generale dopo quattro mesi senza singolare competitivo.

Shelton: la fiducia di un giovane talento

Ben Shelton, numero 9 del mondo, arriva agli US Open con grande fiducia e la sensazione di essere maturato ulteriormente nella gestione delle partite. Il titolo conquistato in Canada ha rappresentato una conferma importante, soprattutto dal punto di vista mentale. Shelton ha sottolineato la continuità mostrata durante tutto il torneo e la capacità di trasferire nelle partite il lavoro svolto durante gli allenamenti.

New York rimane un luogo speciale per lui. L’americano non nasconde che gli US Open siano il torneo che gli provoca più emozioni e quello nel quale ama maggiormente giocare. Dopo un 2026 condizionato nella parte finale della stagione dai problemi fisici, Shelton sente di avere davanti una grande opportunità. Shelton ha annunciato che nell’ultimo quarto del 2026 andrà a tutta ma senza pensare già alla finale.

Il giovane talento ha respinto l’idea che l’assenza di Sinner trasformi automaticamente gli US Open in un torneo senza veri favoriti. Ha ricordato la presenza di Zverev, Djokovic, Arthur Fils e degli altri giocatori americani, citando anche Rafael Jodar tra i tennisti capaci di diventare particolarmente pericolosi.

Zverev: la sfida di essere testa di serie numero uno

Alexander Zverev, testa di serie numero uno degli US Open 2026, arriva a New York dopo una stagione che ha finalmente cancellato uno dei grandi vuoti della sua carriera: la conquista del primo titolo del Grande Slam al Roland Garros. Successivamente ha raggiunto anche la finale di Wimbledon. Tuttavia, Zverev non vuole presentarsi come il favorito assoluto.

Il tedesco ha scherzato durante il Media Day, dicendo di essere uno dei 128 favoriti presenti nel tabellone. Una maniera evidente per allontanare la pressione. Essere testa di serie numero uno, secondo Sascha, dimostra soltanto di aver giocato bene durante la stagione. Ciò che conta realmente sarà vedere quale nome rimarrà in fondo al tabellone tra due settimane.

Il successo di Parigi gli ha dato soddisfazione, ma ha prodotto anche un nuovo effetto: dopo aver inseguito uno Slam per anni, Zverev ha scoperto immediatamente di volerne altri. Rimane inoltre una piccola ferita legata proprio agli US Open. La finale del 2026 persa contro Dominic Thiem, quando il tedesco si trovò avanti di due set e di un break, continua a essere uno dei grandi rimpianti della sua carriera.

Zverev ha parlato anche di Alcaraz, ricordando come il grave infortunio alla caviglia subito al Roland Garros 2026 fosse molto diverso dal problema al polso dello spagnolo. Secondo Zverev, Alcaraz potrebbe mostrare un po’ di ruggine nei primi incontri, ma se riuscirà a superarli tornerà immediatamente a essere uno dei candidati al titolo.

Nishikori: un addio emozionante

Kei Nishikori, ex numero 4 del mondo, ha disputato l’ultima partita della sua carriera in un torneo del Grande Slam. A 36 anni, il giapponese è stato eliminato nell’ultimo turno delle qualificazioni dal connazionale Rei Sakamoto per 6-4 7-6(3) e ha poi ricevuto un omaggio sul campo. Nishikori chiuderà definitivamente la carriera dopo il torneo ATP di Tokyo.

Il saluto agli Slam non poteva arrivare in un luogo più significativo. Proprio a New York, nel 2014, Nishikori raggiunse la sua unica finale Major, diventando il primo uomo asiatico a disputare l’ultimo atto di un torneo del Grande Slam. Tornò poi in semifinale agli US Open nel 2016 e nel 2018.

Nishikori ha espresso preoccupazione per la situazione del tennis asiatico. Dopo essere stato per anni il principale riferimento di un intero continente, vorrebbe vedere nuovi giocatori stabilmente nelle prime posizioni. È triste non avere nessun asiatico tra i primi 20 o 30 ha ammesso, indicando proprio Sakamoto tra i giovani che potrebbero raccogliere la sua eredità.

Sabalenka: la caccia al tris storico

Aryna Sabalenka, numero uno del mondo, arriva agli US Open con l’obiettivo di conquistare il terzo titolo consecutivo. La bielorussa ha vinto gli US Open nel 2026 e nel 2026 e arriva quindi a Flushing Meadows da due volte campionessa in carica. Se vincesse nuovamente nel 2026, diventerebbe soltanto la terza donna nell’Era Open capace di conquistare almeno tre titoli consecutivi a New York, dopo Chris Evert e Serena Williams.

Sabalenka conosce bene il valore della possibilità che ha davanti. Mettere il mio nome accanto a Serena ed Evert significherebbe moltissimo ha ammesso. Tuttavia, la numero uno del mondo arriva agli US Open dopo mesi meno brillanti rispetto all’inizio della stagione. Il 2026 era partito in maniera impressionante, ma negli ultimi mesi non sono arrivati gli stessi risultati e soprattutto manca ancora un titolo del Grande Slam in questa stagione.

Sabalenka non vuole cercare scuse. Ha spiegato di aver attraversato alcune difficoltà e di aver lavorato soprattutto sulla componente mentale, convinta che i periodi complicati possano renderla più forte. Ha parlato anche delle critiche ricevute sui social, comprese quelle riguardanti il nuovo completo preparato da Nike per New York. La risposta è stata molto semplice: ciò che pensa Internet non le interessa particolarmente. Se il vestito piace a lei, è sufficiente.

La bielorussa ha infine commentato positivamente i passi avanti nel dialogo tra giocatori e tornei del Grande Slam sul tema della distribuzione dei ricavi e delle condizioni offerte agli atleti, augurandosi che in futuro non siano più necessarie proteste o limitazioni agli impegni con i media.

Gli US Open 2026 si preannunciano come un’edizione ricca di emozioni e colpi di scena. Con i protagonisti del tennis mondiale pronti a dare battaglia su un campo che ha visto scrivere pagine indimenticabili della storia dello sport, i riflettori sono puntati su Flushing Meadows. Tra dichiarazioni, ambizioni e sfide personali, ogni atleta arriva a New York con una storia diversa da raccontare, tra rimpianti del passato e sogni per il futuro.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.