Javier Tebas, attuale presidente di LaLiga, ha partecipato questa mattina a una colazione organizzata da Europa Press, durante la quale ha lanciato un chiaro messaggio: “Resterò presidente di LaLiga finché non mi allontaneranno”, in riferimento al procedimento avviato dal TAD.
“Per quanto riguarda il fascicolo sono molto sereno” – ha dichiarato – alludendo anche alla presunta mancanza di autonomia di tale organismo, che ha definito “amici festaioli”. Ha ulteriormente spiegato che “siamo stati sanzionati per aver violato un articolo di LaLiga e della RFEF, e le decisioni sono prese dai conoscenti del TAD.
Sui fatti sono completamente tranquillo”, ha aggiunto.
Subito dopo, ha voluto condividere tre informazioni rilevanti riguardanti l’anno 2025 per LaLiga, partendo dal rinnovo dell’accordo per i diritti audiovisivi: “Questo ci garantirà stabilità per i prossimi sette anni. Non è stato semplice, stiamo parlando di cifre enormi.
I club contribuiscono con oltre 50 milioni di euro a stagione al CSD”. Ha poi sottolineato che “questo accordo audiovisivo ci porterà a una crescita del 6%, che offrirà stabilità al calcio, ma anche allo sport spagnolo”.
Ha anche riconosciuto il ruolo fondamentale di tutti i club: “Rispetto al resto d’Europa, siamo l’unica lega in espansione. Questo è merito del supporto dei club e della trasformazione del modello audiovisivo degli ultimi anni. Abbiamo migliorato il nostro prodotto e continueremo a farlo, e stiamo compiendo un grande sforzo nella lotta contro la pirateria”.
Uno degli aspetti positivi menzionati è stato anche l’aumento dell’affluenza nei vari stadi.
Un altro punto importante da evidenziare è l’aumento del pubblico negli stadi, che ha raggiunto l’80% in Serie A. “Il calcio spagnolo non è in crisi, è più vivace che mai, nonostante ci siano alcuni che tentano di affossarlo”. Inoltre, ha sottolineato come terzo aspetto l’intesa con il fondo CVC. Per quanto riguarda le sfide, la principale è la governance. Ha fatto notare: “Le leghe nazionali rappresentano il motore delle economie nazionali. Attualmente, le competizioni nazionali stanno affrontando una disorganizzazione. La nostra lega è ancora competitiva, ma esempi come quelli delle leghe svizzera, olandese e belga mostrano una mancanza di struttura, il che porta a un disinteresse da parte del pubblico, sia per quanto riguarda la presenza negli stadi sia per la visione in televisione”.
Javier Tebas ha concluso affermando che, se riuscisse a portare a termine le sfide che ha delineato, non si candiderebbe per le prossime elezioni. “È un compito difficile, dal 2005 al 2021”.

