Lamine Yamal continua a sorprendere con le sue straordinarie performance al FC Barcelona, avendo già raggiunto 15 gol e 13 assist in questa stagione. Nonostante i suoi soli 18 anni, mantiene un entusiasmo genuino per il calcio, come se fosse ancora un ragazzino.
A cinque mesi dall’inizio del prossimo Mondiale negli Stati Uniti, in Messico e Canada, il giovane talento spagnolo rivela in un’intervista con ESPN di avere un chiaro obiettivo: vincere di nuovo con la nazionale, come già avvenuto durante l’Eurocoppa.
“C’è ancora molto da fare, ma tutti gli spagnoli condividono questa speranza. Vogliamo vincere e dare il massimo”, ha dichiarato Lamine, che affronta con serenità l’emozione del suo primo Mondiale. La Spagna è stata inserita nel Gruppo H insieme a Cabo Verde, Arabia Saudita e Uruguay, con due match ad Atlanta e uno a Guadalajara.
Un’opportunità anche per scoprire il Messico: “Non ci sono mai stato. Devo assolutamente assaporare qualche taco”, ha scherzato il ’10’ del Barça.
Al di fuori del campo, Lamine cerca di vivere una vita il più normale possibile per un ragazzo della sua età. “Faccio ciò che farebbe qualsiasi giovane: stare con gli amici, prendermi cura di mio fratello, giocare alla PlayStation, uscire a fare due passi…”, racconta. Questo approccio alla normalità è fondamentale per lui nel gestire la pressione di competere ad alti livelli ogni settimana con il Barça. “Cerco di non focalizzarmi solo sul calcio. Non penso continuamente alla partita o guardo video dell’avversario. Godo della giornata e, quando sono in campo, dò il massimo. Ma al termine, mi stacco”, ha spiegato il ‘10’ blaugrana, sempre più decisivo in situazioni di grande intensità. “Se fossi invisibile, giocherei al poli di Rocafonda”. L’intervista ha messo in luce anche il lato più leggero e divertente del giovane calciatore.
Lamine ha confessato di aver abbandonato le sue lezioni di cucina perché si sentiva “molto scarso”, anche se si difende menzionando di saper preparare un piatto semplice: “Nuggets e patate, al massimo”. Questa rivelazione si allinea perfettamente con l’immagine di un giovane che, nonostante sia diventato una celebrità globale, non ha perso la sua autenticità. La sua semplicità emerge ulteriormente quando immagina un giornata senza celebrità, lontana da telecamere e riconoscimenti. Se avesse la possibilità di essere invisibile per un giorno, Lamine ha idee chiare: “Andrei a fare colazione in un bar all’aperto, poi giocherei a calcio in un parco, come ad esempio nel poli di Rocafonda, e infine farei un giro in bicicletta o con il monopattino con i miei amici. Attività comuni”. Questi ricordi lo ricollegano alla sua infanzia, contrassegnata dall’assenza di comodità. “Quando eravamo piccoli, giocavamo a carte Pokémon a scuola, costavano un euro. Non potevamo permetterci una PlayStation o una Nintendo”, ricorda. Oggi, diventato volto rappresentativo di un marchio – è stato uno dei protagonisti di uno spot durante la ‘Super Bowl’ – non esita a nominare ‘Zygarde’ come il suo Pokémon preferito, assegnando ruoli ai suoi compagni di squadra: Dani Olmo sarebbe ‘Pikachu’ e Szczesny, ‘Charizard’, “per il suo fascino”. Tra l’aspirazione di partecipare al Mondiale, il sogno di continuare a vincere con il Barça e la nostalgia per Rocafonda, Lamine Yamal dimostra che, nonostante tutto, rimane il ragazzo che desidera semplicemente godersi il calcio e le piccole gioie della vita.