È arrivata la tanto attesa serata. La prima di due. La Real Sociedad si prepara a sfidare ancora una volta l’Athletic, ma in una competizione differente e con un premio molto più significativo in palio. Le semifinali della Copa del Rey Mapfre sono un evento di grande importanza, soprattutto considerando le due possibilità così estreme.
Potrebbero ritrovarsi, per la terza volta consecutiva, a un passo da una grande finale “normale” – senza pandemie a complicare le cose – con la prospettiva che a goderne siano di nuovo i vicini rivali, oppure, in alternativa, riuscire a raggiungere la seconda finale dal 1988, dando finalmente ai tifosi txuri urdin l’opportunità di vivere un’esperienza che non hanno potuto assaporare nella memorabile ma deludente finale del 2021.
Sarà fondamentale gestire le emozioni in un giorno così speciale, poiché si preannuncia un ritorno all’Anoeta in cui l’andata sarà ancora aperta, quasi con certezza. La Real ha collezionato cinque visite a San Mamés senza vittorie e cercherà di spezzare questa negativa successione, un’impresa che non è riuscita a realizzare neanche con l’assistenza di Cuadra Fernández dieci giorni fa.
I minuti iniziali del match saranno cruciali per evitare di dover recuperare, come accaduto contro Osasuna e Alavés, in una Real senza sconfitte nel 2026, che ha mostrato segni di crescita grazie a prestazioni positive, ma che rimane anche molto competitiva e capace di reagire a colpi duri. Un Athletic già indebolito.
La realtà è che raramente la Real arriverà a una situazione simile in un impianto difficile come San Mamés, trovandosi di fronte a un Athletic così debilitato sotto vari aspetti. La squadra arriva da due vittorie e un pareggio che hа sollevato il morale, ma si prepara alla sfida con alcune incertezze riguardo il loro progetto e occupando una posizione bassa nella classifica, dopo l’eliminazione dalla Champions. Inoltre, si trovano a dover far fronte a molte assenze. Sancet, Vivian, Berenguer e Yuri non riusciranno a recuperarsi in tempo e non saranno convocati, unendosi così a Yeray, Prados, Egiluz e Maroan nel palco. Come se non bastasse, Nico Williams e Iñaki non sono al massimo, nonostante la loro disponibilità, e Valverde ha deciso, come confermato ieri, di continuare con il portiere di riserva Padilla, originario di Guipúzcoa, anziché con l’internazionale Unai Simón. Tutto ciò non deve portare a un eccesso di fiducia o a sottovalutare la situazione prima di affrontarla, ma piuttosto far comprendere alla Real l’importanza di questa partita come un’opportunità unica. Resta da vedere quale sarà la strategia adottata.
Matarazzo si basa sull’incontro di campionato di dieci giorni fa e potrebbe riproporre la stessa formazione, ma il suo schema rimane incerto. Remiro sarà sicuramente in campo a causa dell’assenza di Marrero, mentre Jon Martín e Aramburu torneranno a formare la difesa dopo aver riposato contro l’Elche. Zubeldia e Caleta-Car si contenderanno un posto, con il capitano leggermente avvantaggiato. Sergio sarà confermato a sinistra. A centrocampo, è difficile immaginare Soler come riserva insieme a ‘Rino’, quindi, a meno che non decida di far sedere Brais, nonostante la sua sospensione in campionato, Turrientes e Gorrotxategi si contenderanno un ruolo nel team, con quest’ultimo favorito grazie alla sua abilità di superare le linee difensive e al riposo avuto in precedenza. In attacco, Guedes e Oyarzabal sono certi di avere un posto, mentre l’incertezza riguarda se Matarazzo opterà ancora per Marín sulla fascia, dove ha performato molto bene e ha già giocato in quella posizione a San Mamés. L’opzione di Sergio in un ruolo avanzato non ha dato esiti positivi a Vitoria, e a meno di sorprese, Ochieng, Dani Díaz e ancora di più Wesley non sembrano candidati per un inizio titolare, così come Óskarsson. Molti di loro, insieme a Yangel, Odriozola e altri, saranno considerati nel piano del secondo tempo.
Chiunque scenda in campo per 90 minuti o anche solo per 2 deve comprendere l’importanza di questa partita per tutta la società. È il momento decisivo. I tifosi sono ansiosi, aspettano e meritano di vivere la finale che non hanno potuto vedere.