La Scozia torna su palcoscenici che non calpestava dal 1998 e Steve Clarke dovrà consegnare alla federazione una rosa di 26 giocatori pronta per affrontare la tournée in Nord America. Prima delle gare ufficiali ci sono due test: amichevoli contro Curacao e Bolivia, seguite dall’avvio del torneo con la partita contro Haiti a Boston il 14 giugno. Questo momento finale di scelta obbliga il ct a bilanciare fedeltà, meriti recenti e necessità tattiche.
Tra i temi caldi ci sono i dubbi sui portieri, la gestione di difensori esperti ma a rischio infortunio e la necessità di avere un centrocampo equilibrato che possa accompagnare la squadra oltre la fase a gironi. Clarke ha abituato i tifosi alla continuità nelle convocazioni, ma ci sono nomi che potrebbero entrare come sorprese e altri che rischiano di restare a casa.
Portieri: scelta aperta e numeri che pesano
Il reparto è forse il capitolo più spinoso: Angus Gunn e Craig Gordon sono i due portieri con più presenze dalla fine degli Europei, entrambi con otto apparizioni. Gunn è stato titolare agli Europei e in avvio di Nations League, ma una serie di problemi fisici e la scarsissima disponibilità di minuti a livello di club (solo 45 minuti con Nottingham Forest nella stagione) complicano la sua candidatura al ruolo di numero 1. Gordon, nonostante l’età avanzata, è stato chiamato spesso in nazionale ma ha disputato poche gare di campionato quest’anno per via di infortuni alla spalla e della concorrenza interna al suo club.
Altre soluzioni tra i pali
Tra le riserve con maggiori chance figura Scott Bain, che ha cercato continuità trasferendosi al Falkirk e ha ritrovato la convocazione dopo sette anni. Altri nomi come Liam Kelly, Ross Doohan e Cieran Slicker hanno avuto sporadiche apparizioni: Kelly è stato utilizzato a intermittenza in coppa dal suo club, mentre Doohan e Slicker sono stati impiegati in amichevoli estive, ma sembrano meno probabili per il viaggio negli Stati Uniti.
Difesa: esperienza, infortuni e possibilità per i giovani
La linea difensiva dovrebbe poggiare su figure consolidate: Andy Robertson appare vicino alla fascia di capitano, affiancato da nomi come Kieran Tierney, John Souttar, Scott McKenna, Jack Hendry e Aaron Hickey, tutti presenti nelle qualificazioni. Il problema è lo stato fisico di alcuni elementi: Grant Hanley è uscito zoppicando in una partita di campionato e resta in forte dubbio; se non dovesse recuperare, giocatori come Dominic Hyam — reduce da una buona prestazione da titolare — potrebbero sfruttare l’occasione.
Giochi per i terzini e alternative
Per i ruoli sulle fasce e da terzo centrale, Nathan Patterson e Ross McCrorie hanno avuto spazio nelle amichevoli di preparazione e restano nella lista dei possibili convocati. Allo stesso tempo, nomi più giovani o meno presenti come Josh Doig e Max Johnston potrebbero essere recuperati per portare vivacità e opzioni tattiche, mentre calciatori del campionato scozzese come Stuart Findlay e Harry Milne reclamano attenzione dopo una stagione solida con i rispettivi club.
Centrocampo e attacco: punti di forza e interrogativi
Il centrocampo resta il reparto più solido sulla carta: Scott McTominay e John McGinn formano il nucleo intorno a cui ruotano elementi creativi e dinamici come Billy Gilmour, Ryan Christie, Lewis Ferguson e Kenny McLean. Tra i giovani, Ben Gannon-Doak è rientrato dagli infortuni e può offrire velocità sulle fasce, mentre il 19enne Findlay Curtis ha attirato l’attenzione con cinque reti e un assist durante il periodo al Kilmarnock, dimostrando di poter dare alternative offensive negli ultimi spazi.
Spostando l’attenzione all’attacco, Clarke dovrà valutare la capacità realizzativa: Che Adams e Lyndon Dykes sono i riferimenti più usati, ma il loro rendimento in termini di gol è motivo di preoccupazione. Per questo motivo la presenza di Lawrence Shankland, autore di una stagione prolifica (con numeri di rilievo in campionato e oltre 20 gol stagionali complessivi), appare importante se si cerca maggiore incisività sotto porta. Tra le opzioni, George Hirst ha mostrato continuità nel campionato inglese, mentre giocatori come Ross Stewart, Oli McBurnie, Kieron Bowie e il giovane Barney Stewart rappresentano alternative per cambiare modulo o sfruttare particolari situazioni di gioco.
In definitiva, Clarke ha davanti a sé scelte delicate: costruire una squadra in grado di superare il girone (con avversari come Marocco e Brasile nelle giornate successive del gruppo) significa trovare il giusto equilibrio tra esperienza, forma attuale e gestione degli acciacchi. La chiamata dei 26 rappresenterà la sintesi tra fedeltà alle scelte passate e la necessità di adattarsi alle contingenze fisiche e tattiche del momento.
