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19 Maggio 2026

Scozia, la lista dei 26 per il Mondiale: conferme tra i veterani e spazio ai giovani

Steve Clarke ha composto la rosa di 26 giocatori per il Mondiale 2026: tra i convocati spicca il portiere Craig Gordon a 43 anni, mentre la base della squadra resta fedele ai protagonisti delle qualificazioni

Scozia, la lista dei 26 per il Mondiale: conferme tra i veterani e spazio ai giovani

Il ct Steve Clarke ha ufficializzato la sua lista di 26 giocatori che voleranno in Nord America per il Campionato del Mondo 2026. La scelta mette insieme esperienza e qualche elemento giovane: spicca la convocazione del portiere del Hearts, Craig Gordon, ormai 43enne, affiancato da Angus Gunn e Liam Kelly. Questa rosa rappresenta la volontà di mantenere una base consolidata che ha portato la Scozia a tornare a un Mondiale dopo l’assenza dal 1998, con l’obiettivo di essere competitiva nel difficile Gruppo C.

Il calendario del gruppo e il contesto del torneo

La Scozia apre il suo cammino contro Haiti a Boston il 14 giugno alle 2:00 (ora UK), prosegue con la sfida a Marocco sempre a Boston il 19 giugno alle 23:00 (ora UK) e chiude la fase a gironi contro Brasile a Miami il 24 giugno alle 23:00 (ora UK). Il torneo si svolgerà su un ampio palcoscenico nordamericano, con partite distribuite tra Stati Uniti, Canada e Messico; per i tifosi europei questo si traduce spesso in orari molto tardi o nelle prime ore del mattino, un fattore da considerare per chi seguirà la squadra dal Regno Unito.

Le scelte tra i pali

In porta Clarke ha confermato un trio composto da Craig Gordon (Hearts), Angus Gunn (Nottingham Forest) e Liam Kelly (Rangers). La convocazione di Gordon a 43 anni sottolinea la fiducia del tecnico nella sua esperienza internazionale, nonostante le limitate apparizioni di club nella stagione. La gestione del ruolo di portiere è stata un tema ricorrente durante il ciclo successivo agli Europei, e la decisione finale riflette un mix tra anzianità internazionale e rendimento recente. Gunn, nonostante qualche problema fisico, resta una presenza importante nei piani del ct.

Contesto e implicazioni

La presenza di tre estremi difensori con profili diversi offre a Clarke diverse opzioni tattiche: dal comando dell’area con un veterano alla disponibilità di elementi con esperienza nei campionati inglesi. La scelta dei portieri non è solo tecnica ma anche gestionale, perché la rotazione tra i pali può diventare cruciale durante una rassegna che richiede prontezza mentale e fisica.

Difesa e centrocampo: predominio della continuità

Il reparto difensivo vede la conferma di quei giocatori che sono stati presenti in ogni fase della qualificazione: Andy Robertson, Jack Hendry, Scott McKenna, Kieran Tierney, Anthony Ralston, John Souttar, Aaron Hickey e Grant Hanley. Quest’ultimo è incluso nonostante un problema fisico rimediato nell’Ultima giornata di campionato con l’Hibernian. Completano il gruppo difensivo nomi come Nathan Patterson e Dom Hyam, segno che Clarke ha voluto preservare stabilità e rapporti consolidati tra i centrali e i terzini, elementi chiave nel progetto tattico scozzese.

Il centrocampo che ha fatto la differenza

Il nucleo a centrocampo è probabilmente il reparto più solido: i sette che hanno preso parte a tutte le gare di qualificazione sono stati confermati, tra cui Scott McTominay, il cui celebre gol in rovesciata contro la Danimarca è rimasto memorabile, insieme a Billy Gilmour, Ryan Christie, Ben Gannon-Doak, Lewis Ferguson, John McGinn e Kenny McLean. Questi giocatori offrono un mix di fisicità, qualità tecnica e capacità di inserimento, elementi che Clarke considera fondamentali per competere nel girone con avversari di alto profilo.

Avanti: dubbi sui gol e scelte offensive

Il reparto offensivo presenta alcune incognite legate alla prolificità: tra i convocati figurano Che Adams, Lyndon Dykes, George Hirst, il capitano del Hearts Lawrence Shankland e Ross Stewart del Southampton, che non indossa la maglia della nazionale dal 2026 ma è stato richiamato grazie al rendimento ritrovato. Clarke dovrà bilanciare le caratteristiche dei numeri nove a disposizione, valutando chi può garantire continuità realizzativa e chi invece offre movimento e supporto alla manovra.

Tra i giovani, la convocazione del 19enne Findlay Curtis (in prestito al Kilmarnock da Rangers) è una delle sorprese più interessanti: il suo esordio con la nazionale è arrivato a marzo contro il Giappone e il tecnico sembra averne apprezzato lo slancio offensivo durante la fase finale di campionato. Il concetto di ‘outsider’ citato dallo stesso Clarke trova quindi concretezza in questa chiamata, che potrebbe aprire a soluzioni diverse in attacco.

Bilancio e prospettive

La rosa scelta da Clarke è il risultato di una strategia che privilegia la continuità delle gerarchie create nelle qualificazioni, con tocchi di novità per dare freschezza e profondità. Con le partite in programma a Boston e Miami, la Scozia affronterà un esame molto impegnativo ma anche l’opportunità di dimostrare che il gruppo costruito negli ultimi anni può competere ad alti livelli in un palcoscenico mondiale.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.