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23 Giugno 2026

Malagò alla guida della FIGC: obiettivi e sfide per il futuro del calcio

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC, eletto con il 68,58% dei voti. Scopriamo i suoi obiettivi per il rilancio del calcio italiano, dalla nazionale agli Europei del 2032.

Malagò alla guida della FIGC: obiettivi e sfide per il futuro del calcio

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC eletto con un ampio consenso del 68,58% dei voti. L’ex numero 1 del CONI e presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 si trova ora alla guida di una federazione che deve affrontare numerose sfide, dalla qualificazione ai Mondiali del 2030 all’organizzazione degli Europei del 2032 insieme alla Turchia.

La sua elezione è avvenuta lunedì 22 giugno, in un’assemblea elettiva tenutasi a Roma. Malagò ha sconfitto Giancarlo Abete, aprendo una nuova fase della sua carriera nel mondo dello sport. Il suo impegno sarà fondamentale per rilanciare un calcio italiano in crisi, soprattutto dopo l’ennesimo fallimento della nazionale, che non si è qualificata per i Mondiali del 2026.

Le priorità del nuovo presidente

Malagò ha dichiarato che servirà l’aiuto di tutti per ripartire. Tra le sue priorità ci sono il rilancio del settore giovanile, la qualificazione della nazionale ai Mondiali del 2030 e l’organizzazione degli Europei del 2032. Un compito arduo, ma non impossibile, soprattutto considerando l’esperienza maturata da Malagò durante i suoi tre mandati al CONI e il successo degli ultimi Giochi Olimpici invernali.

Tra le prime decisioni attese quella sulla nomina del nuovo commissario tecnico della nazionale, con Roberto Mancini in pole position. Inoltre, è prevista la storica nomina di una donna alla vice presidenza, l’ex calciatrice Sara Gama.

La squadra di Malagò

Malagò ha già iniziato a lavorare sulla sua squadra, che includerà figure di spicco come Simonelli della Lega di Serie A e Umberto Calcagno. Tra i vice presidenti ci sarà anche Sara Gama, mentre un ruolo importante sarà riservato a Gabriele Gravina, che resterà vicepresidente UEFA e lavorerà con Michele Uva per la scelta dei cinque stadi che ospiteranno gli Europei del 2032.

Un altro punto cruciale sarà il rilancio del settore giovanile guidato da Vito Tisci. Malagò intende dare più spazio ai giovani talenti italiani, un problema che affligge il calcio italiano da anni. Nel 2006, quando l’Italia vinse il Mondiale, il minutaggio dei calciatori selezionabili raggiungeva il 70%, oggi è sceso al 31% ha ricordato Abete.

L’attenzione per lo sport dilettantistico

Nel frattempo, l’ASI ha scelto l’Abruzzo per ospitare le finali nazionali di calcio e nuoto. Un evento che coinvolge oltre due milioni di tesserati e che rappresenta un’importante occasione di promozione turistica e valorizzazione del territorio. Le competizioni si concluderanno con una grande festa in piazza, alla presenza del comico Andrea Rivera.

Malagò ha sei anni di tempo per cambiare il calcio italiano. Un compito complesso, ma non impossibile, soprattutto con il supporto di tutti gli attori coinvolti. Da solo non posso fare niente, servirà l’aiuto di tutti per ripartire ha dichiarato il nuovo presidente della FIGC.

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Aggiornato 00:52 CEST
Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.