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22 Giugno 2026

Malagò nuovo presidente Figc: le priorità per il calcio italiano

Giovanni Malagò è stato eletto presidente della Figc con il 68,58% dei voti. Scopriamo quali sono le prime sfide che dovrà affrontare.

Malagò nuovo presidente Figc: le priorità per il calcio italiano

Il calcio italiano ha un nuovo presidente. Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e della Fondazione Milano-Cortina, è stato eletto alla guida della Figc con il 68,58% dei voti, superando nettamente lo sfidante Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti.

L’elezione, avvenuta al Rome Cavalieri-A Waldorf Astoria Hotel di Roma, ha visto la partecipazione di 245 delegati sui 273 aventi diritto. Malagò ha ottenuto il sostegno di Lega Serie A, Lega Serie B, calciatori e allenatori, che insieme rappresentano il 54% dell’elettorato, oltre a una parte significativa della Lnd, in particolare dalla Lombardia.

Le parole di commiato di Gravina

In apertura dei lavori, il presidente dimissionario Gabriele Gravina ha tenuto un duro intervento di commiato, criticando aspramente il governo per la gestione del calcio italiano. Gravina ha parlato di “un vortice” dal quale ha cercato di allontanare la Figc, sottolineando le amarezze vissute durante il suo mandato, tra cui le mancate qualificazioni ai Mondiali e le lentezze nelle riforme.

Il presidente uscente ha anche criticato la decisione del governo di eliminare il finanziamento destinato alla valorizzazione dei giovani e dei centri federali, definendola una scelta che “ha fatto il male del calcio”. Gravina ha ricevuto una standing ovation al termine del suo intervento,

Le priorità di Malagò

Malagò, che ha dichiarato di sentirsi “profondamente emozionato” per l’incarico ricevuto, dovrà affrontare immediatamente diverse sfide. La prima sarà la scelta del nuovo commissario tecnico della nazionale, un ruolo cruciale per rilanciare il calcio italiano dopo le recenti delusioni.

Tra i nomi più citati per la panchina degli azzurri ci sono quelli di Roberto Mancini, Daniele De Rossi e Fabio Grosso. Malagò ha dichiarato di avere delle idee in merito, ma di voler rispettare il processo elettorale prima di fare qualsiasi annuncio.

Oltre alla scelta del ct, Malagò dovrà affrontare altre questioni spinose, tra cui i rapporti con la politica, le riforme di sistema, il tema degli arbitri e la valorizzazione dei giovani talenti italiani. Un compito non facile, considerando la crisi di risultati della nazionale maggiore e le pressioni interne ed esterne.

Il contesto elettorale

Le elezioni per la presidenza della Figc sono state il culmine di un percorso iniziato dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. Gravina ha rassegnato le dimissioni, aprendo la strada a una nuova leadership. Malagò, nonostante alcuni ostacoli legati al cosiddetto “pantouflage”, è riuscito a superare i dubbi sull’eleggibilità grazie ai pareri favorevoli del Ministro Andrea Abodi e delle autorità competenti.

La vittoria di Malagò è stata netta, con una percentuale di voti che supera ampiamente quella del suo avversario. Questo risultato gli darà una solida base di partenza per affrontare le sfide che lo attendono, anche se il suo mandato sarà più breve del consueto quadriennio olimpico, subentrando in corsa.

Il nuovo presidente della Figc ha ereditato una situazione complessa, ma la sua esperienza e la sua rete di relazioni potrebbero essere determinanti per rilanciare il calcio italiano. Le prossime settimane saranno cruciali per capire quali saranno le prime mosse di Malagò e come intende affrontare le sfide immediate.

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Aggiornato 19:00 CEST
Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.