Salta al contenuto
28 Giugno 2026

Calcio femminile ai Mondiali 2026: violenza e sessismo negli stadi

Mentre i Mondiali 2026 entrano nel vivo, emergono dati preoccupanti sulle molestie subite dalle tifose e sull'aumento della violenza domestica durante le partite.

Calcio femminile ai Mondiali 2026: violenza e sessismo negli stadi

Il calcio, tradizionalmente considerato un mondo per uomini, sta lentamente cambiando. Gli stadi dei Mondiali 2026 sono sempre più affollati da famiglie, gruppi di ragazze e bambine con le maglie delle loro nazionali. Tuttavia, dietro questa trasformazione, persistono ombre inquietanti. Mentre il torneo prosegue, emergono dati allarmanti sulle molestie subite dalle tifose e sull’aumento della violenza domestica nei giorni delle partite.

Molestie e insicurezza negli stadi

Una ricerca commissionata da Kick it Out un’organizzazione britannica che combatte le discriminazioni nel calcio, ha fotografato ciò che accade sugli spalti. Le categorie più esposte, come minoranze etniche, tifosi LGBTQIA+, persone con disabilità e giovani, dichiarano di sentirsi insicure durante le partite. Ma è il quadro relativo alle donne a essere più preoccupante.

Più della metà delle tifose intervistate, il 52%, ha subito almeno una volta frasi o comportamenti sessisti allo stadio. Quasi una donna su quattro non si sente al sicuro durante una partita. Per chi frequenta gli impianti con regolarità, la situazione non cambia molto: il 42% riferisce di essere stato bersaglio di commenti offensivi, fischi, provocazioni o domande che mettono alla prova la loro competenza calcistica.

Le testimonianze raccolte raccontano di avances non richieste, palpeggiamenti e, in alcuni casi, aggressioni sessuali. Ma c’è un dato che colpisce ancora di più: sei tifose su dieci spiegano di aver visto questi episodi bollati come semplici scherzi o parte della goliardia da stadio. Questa normalizzazione racconta quanto sia ancora radicata l’idea che il calcio resti un ambiente dove certi comportamenti siano tollerati.

Fuori dagli stadi, la situazione non è molto diversa. Quasi la metà delle donne intervistate riferisce di aver assistito o subito insulti sessisti sui mezzi pubblici, nei bar o nei locali frequentati prima e dopo le partite. A molte è stato detto di ‘tornare in cucina’. Altre raccontano richieste oscene o insulti a sfondo sessuale. Episodi diversi tra loro, ma accomunati dalla stessa convinzione: che una tifosa sia ancora percepita come un corpo estraneo in un ambiente considerato, per tradizione, maschile.

Violenza domestica e l’ombra dei Mondiali

Un fenomeno ancora più difficile da raccontare perché si consuma lontano dagli occhi di tutti è quello della violenza domestica. In occasione dei Mondiali 2026Women’s Aid ha lanciato la campagna ‘The Other Kick Off’, puntando il focus su un momento preciso della serata: quando molti tifosi rientrano a casa dopo aver assistito alla partita. Per tante donne e bambini che vivono situazioni di abuso, è proprio allora che inizia la parte più difficile della giornata.

La campagna nasce anche dai risultati di una ricerca dell’Università di Lancaster. Durante i Mondiali del 2026, le denunce per violenza domestica aumentarono del 38% quando l’Inghilterra perdeva e del 26% anche quando pareggiava o vinceva. Numeri ai quali si aggiungono quelli diffusi da The Dash Charity organizzazione partner di Women’s Aid, che durante gli Europei del 2026 registrò un incremento del 79% delle chiamate ai propri servizi di assistenza.

Le associazioni insistono su un punto: non è il calcio il responsabile della violenza. Ma ignorare questi dati sarebbe altrettanto sbagliato. Perché eventi seguiti da milioni di persone possono diventare anche l’occasione per parlare di ciò che normalmente resta fuori dall’inquadratura delle telecamere.

L’esperienza delle tifose di calcio maschile

Essere una tifosa di calcio maschile può essere un’esperienza difficile. Secondo un sondaggio condotto da Kick It Out, la maggior parte delle donne che tifano questo sport subisce comportamenti o commenti sessisti durante le partite. Le donne intervistate hanno denunciato catcalling, continue provocazioni e molestie, mentre alcune hanno subito contatti fisici indesiderati e aggressioni sessuali. Una su quattro ha dichiarato di non essersi sentita al sicuro allo stadio.

Tra i commenti più comuni ricevuti dalle tifose ci sono quelli che mettono in dubbio le loro conoscenze in ambito calcistico o che le intimano di ‘tornare in cucina’. Una ricerca condotta dall’Università di Durham su oltre 1950 tifosi ha rilevato che il 68% degli uomini intervistati ha posizioni apertamente misogine nei confronti delle donne nello sport, che siano tifose o atlete.

A differenza del calcio femminile, percepito come accogliente e inclusivo, il calcio maschile è ancora piuttosto chiuso e in molti casi ostile e aggressivo. In un rapporto pubblicato nel 2026, la dottoressa Stacey Pope, esperta in sport e disuguaglianze, ha scritto che in Inghilterra il calcio maschile ‘rimane uno degli ultimi bastioni del dominio maschile e presenta un problema significativo in termini di sessismo e misoginia’. Alle tifose si richiede ancora di dimostrare di essere ‘davvero’ competenti e di conoscere lo sport, cosa che invece non si pretende dagli uomini.

Le testimonianze raccolte da Pope raccontano di uomini che trattano le donne nel calcio come una sorta di scherzo, quelli che si rifiutano di rivolgere loro la parola perché considerate estranee a un mondo tradizionalmente maschile e coloro che hanno rivolto alle tifose frasi come ‘Stai zitta, sei una donna, cosa ne vuoi sapere?’.

In Italia, la situazione non è diversa. Alessia, 30 anni, segue il calcio da sempre. ‘I miei genitori si sono conosciuti frequentando uno storico Milan Club durante gli anni Ottanta, perciò, nascendo da due grandi tifosi e appassionati di calcio, questo sport era indubbiamente nel mio destino’, racconta. Per lei andare a vedere la partita del weekend è da anni un appuntamento fisso e lo stadio stesso è diventato un punto di riferimento. Nonostante ciò, scrivendo o parlando di sport le è capitato molte volte di venire sminuita, semplicemente perché donna.

Alessia ha perso il conto delle volte in cui un commento sessista è stato fatto in sua presenza. Una delle frasi più comuni che gli uomini tendono a chiederle è: ‘Ma sai cos’è il fuorigioco?’. Soprattutto agli inizi della sua carriera da giornalista, questi comportamenti l’hanno intimorita al punto da rimanere in silenzio per paura di essere percepita come ‘poco competente’ in materia.

Arianna, 42 anni, è una giornalista e si occupa anche di sport. Nel suo caso, è successo di rado che dal vivo le sue conoscenze in ambito calcistico venissero screditate. I commenti ‘in faccia’ sono sempre mitigati o comunque percepiti in modo diverso. Tuttavia, online la situazione è diversa. Avendo un podcast di sport in co-conduzione, ha ricevuto commenti su Instagram molto aggressivi, il classico ‘Ma cosa ne sapete voi!’, perché a parlare di sport fatto da donne erano due donne.

Non è un fatto che stupisce. Basta aprire molti dei giornali sportivi italiani per notare come vengono mostrate e raccontate le donne nello sport e nel calcio in particolare. La narrazione che ne viene fatta, in maniera più o meno esplicita, è in tantissimi casi sessualizzante o paternalista. Lo stesso discorso vale per i commenti online, dove spesso si assiste anche a una pericolosa aggressività misogina. Anche il modo in cui viene trattato il calcio femminile è un esempio del sessismo ancora intrinseco nella cultura calcistica italiana.

Tra il poco spazio riservato sui media, gli scarsi investimenti e un racconto molte volte retorico o banalizzante, il calcio femminile è ancora da molti considerato marginale, nonostante i risultati ottenuti nel tempo. Tutte queste varie forme di sessismo nel mondo del calcio maschile possono spingere molte tifose a farsi da parte, a tirarsi indietro dall’esprimere un parere e dal manifestare la propria passione sportiva.

Mondiali 2026

Prossime partite

Oggi
Sudafrica
21:00CESTSedicesimi
Canada
Domani
Brasile
19:00CESTSedicesimi
Giappone
Germania
22:30CESTSedicesimi
Paraguay
mar 30 giu
Olanda
03:00CESTSedicesimi
Marocco

Risultati

Oggi
Giordania
13FT · Girone J
Argentina
Algeria
33FT · Girone J
Austria
Colombia
00FT · Girone K
Portogallo
RD Congo
31FT · Girone K
Uzbekistan
Aggiornato 18:14 CEST
Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.