Al BC Place di Vancouver, nella serata che valeva un posto ai quarti del Mondiale, Svizzera e Colombia si sono affrontate in una gara che è rimasta in equilibrio per tutti i 120 minuti regolamentari. Il risultato sul tabellone è stato uno 0-0 che rispecchia una partita dal ritmo controllato, caratterizzata da prudenza tattica, qualche occasione sporadica e un supplementare in cui i sudamericani sono andati più vicini al gol prima che i tiri dal dischetto decidessero l’incontro.
Come si è sviluppata la partita al BC Place
Nel corso dei primi 90 minuti le due squadre hanno mostrato atteggiamenti cauti: la Colombia ha creato la prima chance degna di nota al 21′, mentre la Svizzera ha risposto con tiri dall’interno dell’area al 30′ e al 32′. Il match è rimasto sostanzialmente bloccato nella ripresa, con entrambe le formazioni più attente a non scoprirsi che a forzare il gioco offensivo. La fase di studio si è protratta anche oltre il 90′, fino ai supplementari, quando la partita ha vissuto gli spunti più concreti.
Nei tempi supplementari la Colombia ha alzato il volume offensivo: al 99′ Luis Muriel Lucumí ha colpito la traversa di testa sugli sviluppi di un corner, mentre al 115′ Jaminton Campaz si è trovato davanti a Yann Sommer/Kobel (a seconda dell’interpretazione del ruolo di portiere titolare) ma ha calciato alto un’occasione clamorosa. Questi episodi hanno riassunto la natura dell’incontro: poche occasioni nitide, ma potenzialmente decisive.
La serie di rigori e i momenti decisivi
Il verdetto è arrivato ai calci di rigore. La sequenza ha avuto fasi alterne: il primo tiro di entrambe le selezioni è stato trasformato (Quintero per la Colombia, Xhaka per la Svizzera). Poi è arrivato l’errore di Dáyer Sánchez che ha colpito la traversa, seguito dal gol di Zeki Amdouni per la Svizzera. Nella terza tornata è stato l’interista Mërgim Akanji a sbagliare calciando alto, mentre per la Colombia Jaminton Campaz aveva segnato prima di quel tentativo fallito. Il quarto rigore colombiano è stato respinto dal portiere elvetico su Cucho Hernández, mentre Cedric Itten ha realizzato il quarto per la Svizzera, portando gli elvetici avanti.
Il quinto e ultimo tiro è stato affidato a Ruben Vargas che ha segnato con un destro incrociato, spiazzando il portiere avversario e fissando il risultato finale sul 4-3 d.c.r.. La parata decisiva di Kobel (o la respinta sul rigore di Hernández, a seconda delle fasi interpretative della sequenza) e gli errori di Sánchez e Hernández sono stati i fattori che hanno negato alla Colombia l’accesso ai quarti.
Giocatori chiave e scelte degli allenatori
Per la Svizzera la gestione di giocatori come Granit Xhaka e il contributo degli esterni sono stati nodali sul piano dell’equilibrio; in attacco la squadra ha faticato a creare continuità, ma si è dimostrata solida dietro. Tra i sudamericani, la presenza di James Rodríguez in campo non è bastata a rompere il muro elvetico: l’ex fantasista ha ricevuto il suo spazio in fase di costruzione, ma è stato sostituito nella ripresa e non è riuscito a incidere come nelle sue prestazioni migliori del passato.
Conseguenze e prossimo impegno
Con la vittoria ai rigori la Svizzera si qualifica per i quarti di finale, dove affronterà l’Argentina squadra campione in carica, in un appuntamento che si giocherà a Kansas City. La Colombia invece, saluta il torneo nonostante la prestazione combattiva e alcune chance nel corso dei supplementari. Per i cafeteros è la fine del cammino in questa edizione della manifestazione, con rimpianti per le opportunità mancate nel momento decisivo.
Alla luce di quanto visto, la partita resterà negli archivi come un esempio di confronto tattico e nervoso risolto solo dagli errori e dai nervi dei calci di rigore. La Svizzera avanza a fari spenti, ma con la concreta certezza di aver conquistato il passaggio del turno: ora l’impegno sarà quello di prepararsi a una sfida di altissimo profilo contro l’Argentina.


