L’Unione Internazionale dei Tifosi dell’Atlético di Madrid renderà omaggio, domenica, a Majadahonda, a due delle storiche leggende del club: i brasiliani Luiz Pereira e João Leivinha. Quest’anno segna il cinquantennale del loro arrivo nella squadra. Entrambi, che vivono a Madrid da diversi anni e sono spesso presenti nel settore VIP durante le partite al Metropolitano, rappresentano simboli della gloriosa storia rojiblanca.
Insieme ad altre stelle, allenatori e dirigenti, fanno parte degli anni ’70, considerati tra i più brillanti dell’Atlético. Entrambi i giocatori avevano già esperienza internazionale e giunsero in Spagna dal Palmeiras, dopo aver trionfato in un Trofeo Ramón de Carranza contro il club madrileno.
Luiz, noto per la sua notevole abilità nel gioco e la sua calma in fase di costruzione del gioco, era in grado di destare l’ilarità mentre gestiva il pallone, provocando nel contempo l’ansia del suo allenatore, Luis Aragonés. Tra le sue peculiarità, portava un collare di perline verdi e si è reso protagonista di un curioso scambio di pantaloni con un calciatore del Nantes dopo una partita di Coppa di Europa al Vicente Calderón.
Pereira, originario di Juazeiro, in Bahia, è nato il 21 giugno 1949 e ha conquistato con l’Atlético la Coppa del Re nel 1976 e il campionato nella stagione 1976-77, collezionando 143 presenze e segnando 14 reti. João, invece, era un attaccante di straordinaria classe, celebre per aver inventato un dribbling noto come “bicicletta”, in cui attraversava la palla con il piede destro prima di allontanarsi con il sinistro.
In Spagna era poco conosciuto all’inizio, ma in seguito divenne una presenza più familiare e i difensori cominciarono a capire le sue intenzioni. Tentai di imitarlo, ma senza successo. Sembra che si tratti di un talento innato, qualcosa che non può essere forzato a cambiare”, ricordava durante una conversazione con l’Agenzia EFE nel 2016 mentre si trovava in Brasile. Il calciatore brasiliano, noto anche per la sua eccezionale abilità nel gioco aereo, sosteneva che questa qualità aggiungesse potenza al suo stile di gioco. Fece il suo ingresso trionfale al Vicente Calderón realizzando tre gol contro la UD Salamanca, dove il portiere era l’argentino Jorge D’Alessandro, che in seguito divenne allenatore dell’Atletico. Leiva, nato a San Paolo l’11 settembre 1949, militò nell’Atletico Madrid dal 1975 al 1979, per un periodo simile a quello del suo connazionale, con il quale condividerà l’omaggio domenicale.

