Nonostante le sue origini modeste, Manolo González sta iniziando a prendere confidenza nel trovarsi tra i grandi del calcio. Di recente è stato riconosciuto come il miglior allenatore della LaLiga EA Sports a dicembre, dopo un impressionante andamento di 12 partite vinte su 12, un risultato che non si vedeva per l’RCD Espanyol dai tempi di Mauricio Pochettino nel 2008-09.
Il tecnico lucense ha così aggiunto un ulteriore traguardo al suo curriculum ancora limitato nella massima serie. Con il punto guadagnato al Ciutat de València, un risultato che in passato sarebbe stato considerato accettabile ma che ora può essere visto come insoddisfacente, l’Espanyol ha concluso il girone d’andata con 34 punti, posizionandosi a cinque lunghezze dal Real Betis, squadra sesta, e a soli quattro dall’Atlético, quarto in classifica.
A questo punto della stagione, i numeri attuali dell’Espanyol di Manolo eguagliano quelli di Miguel Ángel Lotina (2004-05) e Pochettino (2010-11), superati solo dal rendimento di Ernesto Valverde che nel 2007-08 ha collezionato 36 punti. Quella formazione, che nella seconda metà del campionato ha subito un’involuzione (conclusa al dodicesimo posto con 48 punti), includeva giocatori illustri come Dani Jarque, Iván de la Peña, Luis García e Raúl Tamudo.
Vale la pena ricordare che la stagione precedente si era conclusa con la disputata finale di UEFA contro il Siviglia. Questo è un traguardo significativo, soprattutto considerando che l’Espanyol ha rischiato concretamente la retrocessione la scorsa stagione, riuscendo a salvarsi ‘in extremis’ all’ultima giornata, e che Joan Garcia, il protagonista di quella salvezza, ha lasciato il club biancoazzurro per unirsi ai rivali storici.
Con i 25 milioni della sua clausola rescissoria, Fran Garagarza ha creato una squadra ben equilibrata che Manolo González ha saputo sfruttare appieno. La squadra si distingue per la sua abilità nei calci da fermo, superando ogni altra formazione nel nostro campionato, e ha costruito una difesa solida grazie a una coppia di difensori centrali, che ha vissuto due retrocessioni. La loro forza risiede principalmente nell’impegno, nella dedizione e nella determinazione. Speriamo che il ritmo continui anche nel girone di ritorno.

