Julián Álvarez sta affrontando un preoccupante periodo senza gol con l’Atlético di Madrid. L’attaccante argentino di 26 anni non riesce a segnare da oltre 100 giorni nella Liga, avendo segnato l’ultima volta 12 partite fa, in un incontro di Champions contro il PSV Eindhoven.
Attualmente conta 11 reti, di cui sette in Liga, un dato che appare in forte contrasto con i 17 gol realizzati nello stesso periodo della scorsa stagione. Situazioni come questa richiedono esperienze nel calcio professionistico, in particolare all’interno di uno spogliatoio.
Roberto Fresnedoso, vicepresidente delle Leggende dell’Atlético, ha condiviso le sue riflessioni su questo momento particolare di Álvarez. “È umano e, a volte, le persone attraversano fasi difficili. Non so cosa gli stia succedendo, ma può capitare di perdere la propria chimica e la fiducia in se stessi.
Non voglio entrare nei dettagli, ma credo che la soluzione sia offrirgli spazio e rispetto, affinché la sua famiglia e i compagni lo supportino, così come il mister… È fondamentale che i tifosi e la stampa mostrino pazienza. Quando è in forma, Julián è il miglior giocatore dell’Atlético di Madrid”, ha spiegato l’ex calciatore toledano. Nonostante le statistiche e la sua immagine in alcuni match, dove sembra demoralizzato per il mancato successo, la fiducia delle persone intorno a lui rimane salda. Fresnedoso ha sottolineato che per riportare l’attaccante argentino al suo livello migliore, un investimento di 75 milioni di euro da parte del club, occorre tempo, supporto e una gestione attenta da parte dell’allenatore.
Fresnedoso ha comentato che, nonostante gli sforzi del tecnico per supportare il giocatore, non esistono soluzioni magiche per risolvere i problemi. Allontanarlo dalle pressioni e fargli assumere un ruolo meno centrale potrebbe risultare vantaggioso. Non ritiene che sia negativo se dovesse iniziare la partita dalla panchina; questo potrebbe aiutarlo a riacquisire la fiducia perduta. Una volta che segnerà un gol o vivrà una prestazione positiva, quello potrebbe rivelarsi il rimedio di cui ha bisogno.
Passando all’analisi della sfida contro il Barcellona, l’ex calciatore dell’Atletico di Madrid ha affermato: “Il Barcellona è un avversario noto, un team che cercherà di dominare il possesso palla, fedele al proprio stile, creando opportunità ma con vulnerabilità nella fase difensiva. Non siamo certi dell’atteggiamento dell’Atletico, poiché la squadra è spesso altalenante. Recentemente, in Coppa, ha disputato una delle migliori partite della stagione contro il Betis, ma nei successivi incontri di Liga, sempre contro il Betis, non ha reso al massimo.”
Fresnedoso ha anche menzionato l’importanza delle assenze di Pedri e Pablo, descrivendoli come elementi chiave per entrambe le formazioni. Aggiunge che la mancanza di Barrios è significativa, poiché non solo offre fluidità al gioco, ma copre anche ampie zone del campo con il suo impegno fisico, e ora non ha un sostituto diretto.
Infine, l’ex giocatore crede che Simeone abbia ancora molto da dare, anche se la stagione in corso non sta andando come ci si aspettava. Ha osservato che, nei suoi quattordici anni di carriera, ci sono stati alti e bassi, e che situazioni simili si sono presentate anche sette o otto anni fa, quando sembrava che il ciclo fosse giunto al termine, ma lui ha sempre saputo affrontarle con abilità.
Alcuni potrebbero richiedere più trofei o desiderare una posizione superiore a quella del Real Madrid e del Barcellona, ma la verità è che l’Atlético offre sempre una certa costanza. Ogni anno si è mantenuto tra le prime quattro squadre, il che rappresenta un aspetto fondamentale per un club,” ha dichiarato Roberto. “Ci sono stati degli imprevisti, come la situazione di Julián, l’infortunio di Barrios e Cardoso non ha raggiunto le aspettative… Ci sono stati anche quattro addii a dicembre. A volte accadono eventi inaspettati. La squadra è ancora in corsa per la Coppa, in semifinale; e in Champions, con il confronto contro il Brujas,” ha aggiunto l’ex calciatore.