Il Rayo Vallecano presenta un gioco migliore di quanto non suggerisca la sua posizione in classifica. Sotto la guida di Iñigo Pérez, la squadra è la sesta per numero di tiri e la quinta per possesso, il che indica che si posiziona bene in alcune statistiche offensive della Liga.
Attualmente, il Rayo occupies il diciassettesimo posto, appena un punto sopra la zona retrocessione, ma le statistiche mostrano che il loro posto attuale è fuorviante. Per lo spettatore imparziale, la squadra è molto spettacolare, adottando uno stile di gioco offensivo e verticale, anche se i risultati non riflettono appieno l’ottimo operato in campo.
Il terreno di gioco di Vallecas potrebbe influire, però, è innegabile che la squadra di Iñigo Pérez esegue molte azioni corrette nel loro gioco. I vallecanos si schierano con un sistema rigido 4-2-3-1, attuando una pressione alta distintiva e una manovra di uscita della palla che punta a verticalizzare il gioco.
La difesa è composta da Ratiu, Lejeune, Mendy e Chavarría, che hanno il compito di proteggere la porta. A centrocampo, Oscar Valentín gioca un ruolo centrale, affiancato da Unai López, Gumbau o Pedro Díaz. Solitamente, Valentín agisce come ‘6’, mentre Unai López o Pedro Díaz si spostano verso l’alto in un ruolo box-to-box. Infine, Isi ricopre il ruolo di trequartista, avendo molta libertà (è il giocatore più talentuoso della formazione), e le fasce sono presidiate da Álvaro e dalla recente aggiunta di Ilias Akhomarch, che forniscono supporto a Jorge de Frutos.
Il team ha mostrato una performance offensiva straordinaria, posizionandosi come la quinta squadra per possesso di palla, con una media del 53,9% a partita, e come la sesta in termini di tiri in porta. È evidente che ciò che manca ai ragazzi di Iñigo Pérez è la precisione nelle conclusioni. Inoltre, le statistiche positive in attacco non compromettono la solidità difensiva, dato che il Rayo è il tredicesimo in classifica per tiri subiti e non figura tra le squadre con il maggior numero di gol contro. Pertanto, sembra che la questione sia semplicemente legata al tempo e alla pazienza, affinché la sfera possa finalmente trovare il fondo della rete. È noto infatti che, in genere, il calcio tende a ricompensare gli sforzi e i meriti.