Il grande problema che attende Vinicius
L’attaccante del Real Madrid e chiunque si avvicini all’area del Getafe dovranno fare i conti con la solidità di Zaid Romero.
In poco più di un mese, Zaid Romero è diventato un pilastro nel Getafe.
Arrivato in prestito dal Club Bruges durante il mercato invernale, il tecnico Bordalás lo ha integrato rapidamente nel suo schema, rendendo la difesa della squadra blu molto più sicura grazie a questo ‘stopper’ argentino, che ora dovrà confrontarsi con Vinícius, Gonzalo e qualsiasi altro giocatore del Real Madrid che si avventuri nell’area di David Soria.
Ci sono calciatori che giungono nel mercato invernale come se stessero approdando a una stazione di transito: senza clamore, senza spotlight e con l’impressione che la loro carriera abbia preso un corso inaspettato. Zaid Romero è atterrato al Getafe e, in breve tempo, ha compiuto l’impresa più difficile nel mondo del calcio: trasformarsi da elemento superfluo a fondamentale.
Il difensore argentino ha trovato in Bordalás più che semplici minuti di gioco. Ha riscoperto fiducia. E questa è metà della strada per un difensore. In Belgio, invece, era quasi passato inosservato.
Il mister Nicky Hayen prima e Ivan Leko dopo, lo avevano utilizzato poco. Con i suoi 1,92 metri, Romero ha collezionato solo sette presenze con la squadra belga, tra Coppa, Supercoppa, Campionato e Champions League. Troppo poco per un giocatore per il quale il Club Bruges aveva investito sei milioni di euro nella stagione precedente.
Romero arrivava da esperienze importanti. Si sentiva cruciale a Villa Dálmine, in Liga de Quito e in Estudiantes. In Europa, però, la situazione è cambiata. La competizione con Brandon Mechele e Joel Ordóñez, qualche errore punito severamente e una fiducia mai veramente consolidata, lo hanno gradualmente allontanato dal campo.
Leko lo ha convocato solo una volta nella sua ultima fase, lasciandolo ben sette volte in panchina. Per un difensore centrale, nulla è più corrosivo della costante sfiducia.
La proposta del Getafe è stata, quindi, un vero sollievo. Bordalás ha avuto modo di lavorare con un atleta determinato, lotta e con la voglia di riscatto, esattamente il tipo di giocatore che si addice alla filosofia del club.
Tuttavia, l’impegno non è l’unico aspetto da considerare. Romero offre al Getafe ciò di cui aveva urgentemente bisogno in questa stagione: solidità nel gioco aereo, forza, rapidità nelle chiusure e un’uscita di palla più fluida rispetto al consueto stile ‘bordalasiano’. È un difensore moderno con una mentalità tradizionale: prima difendere, poi giocare.
Ha impiegato pochissimo tempo per adattarsi e inserirsi immediatamente nella formazione titolare, dove è rimasto da allora. Ha disputato novanta minuti completi contro Celta, Alavés, Villarreal e Sevilla, subendo solo una rete in quattro incontri. Sebbene le statistiche non raccontino sempre tutta la verità, in questo caso confermano che con Zaid Romero il Getafe ha recuperato non solo solidità, ma anche identità.
Bordalás ha sempre costruito la sua squadra dalla retroguardia. Fino all’esaurimento, se necessario. Ora ha a disposizione un nuovo baluardo al Bernabéu. Vinícius, il giocatore del Real Madrid attualmente più in forma, e tutta la linea d’attacco della squadra di Álvaro Arbeloa, si troveranno di fronte a un difensore che era in cerca di minuti e ha trovato invece una nuova responsabilità.
In un mese, Zaid Romero è passato da essere una semplice nota nei ruoli del Brujas a diventare il “blocco” di un Getafe che ha ritrovato consapevolezza nella sua difesa. A volte, nel calcio, non servono lunghi processi di adattamento: basta trovare il contesto giusto. E sembra proprio che Romero l’abbia trovato.