La terza tappa del Tour de France 2026 propone il primo arrivo in salita e un tracciato che attraversa i Pirenei Orientali, con partenza in Spagna e conclusione in Francia. La frazione misura 195,9 km e accumula circa 3.940 metri di dislivello: un profilo che non include pendenze estreme negli ultimi chilometri, ma che offre più salite intermedie in grado di scombussolare la giornata. Il percorso passa per località chiave come Santa Eulàlia de RonçanaCôte de Sant Feliu de CodinesRibes de FreserCollada de TosesUr e termina a Les Angles con punti di riferimento utili per leggere le possibili dinamiche di corsa.
Sequenza delle salite e caratteristiche tecniche
Il via prevede subito il tratto in salita verso Santa Eulàlia de Ronçana circa 4,5 km al 3% seguito dalla Côte de Sant Feliu de Codines rilevata in pratica come 8,1 km al 4,7% con punte al 9%: una prima selezione possibile. Dopo un tratto che non prevede vere discese si affronta il Coll de Can Talò di circa 7,5 km al 2,5% con massime al 7%, quindi un lungo percorso in falsopiano che introduce la parte centrale. L’avvicinamento a Ribes de Freser è il preludio all’ascesa più significativa: oltre 20 km di sviluppo prima dell’inizio reale della Collada de Toses.
Collada de Toses: pendenza e impatto sulla corsa
Dal falso piano di Planoles parte la salita ufficiale alla Collada de Toses classificata con segmenti tecnici: un primo tratto di circa 8 km al 4% discesa breve e quindi la parte definitiva di 9,3 km al 6,5%. I chilometri finali risultano più impegnativi, con gli ultimi 4 km mediamente al 9,2% e punte fino al 12%. Nonostante sia la salita chiave della giornata, la vetta si raggiunge a quasi 70 km dal traguardo: questo posizionamento riduce la probabilità di movimenti decisivi per la generale ma non esclude attacchi da lontano o tentativi di fuga consolidata.
Da Ur a Les Angles: Col du Calvaire, Col de la Quillane e finale
Dopo la discesa dalla Collada de Toses il gruppo attraversa una porzione pianeggiante fino al confine francese e a Ur dove inizia la salita del Col du Calvaire. Qui il dato effettivo rilevato è di circa 15,8 km al 4% con punte all’8%, seguiti da una discesa di circa 6 km. La successiva breve ascesa al Col de la Quillane misura circa 2,5 km al 3,8% con oltre 2 km di falsopiano. Gli ultimi chilometri portano alla base dell’ultima rampa di giornata: un finale complessivo di 7,7 km al 3,8% ma con lo strappo conclusivo formalmente contato di 1,7 km al 6,7% e massima al 10%.
Come il finale può modellare la battaglia per la tappa
La mancanza di pendenze estreme nei 10-15 km conclusivi lascia spazio a diverse opzioni tattiche: una fuga ben organizzata potrebbe arrivare, oppure i capitani di classifica potrebbero limitarsi a qualche scaramuccia per sondare la gamba degli avversari. La conformazione del finale favorisce corridori che combinano capacità in salita e buon spunto negli strappi corti.
Favoriti, outsider e strategie possibili
Tra i grandi nomi, corridori come Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard restano osservati speciali: il primo potrebbe cercare il successo e una maglia gialla anticipata, il secondo invece potrebbe rispondere in funzione della generale. Altri atleti con potenziale per animare la giornata includono Isaac Del Toro e Paul Seixas mentre corridori completi come Remco Evenepoel dovrebbero rimanere nella mischia. Per la fuga sono candidati corridori aggressivi e capaci di tenere un ritmo alto: nomi con esperienza su terreni nervosi o esplosivi avranno gioco facile se otterranno libertà in classifica.
La partenza ufficiale è fissata al km 0 alle 12:20 con arrivo stimato tra le 16:45 e le 17:30. La copertura televisiva comprenderà la trasmissione in chiaro su Rai 2 dalle 14:45 alle 18:00 e la programmazione integrale su Eurosport e Discovery+ dalle 12:00 alle 17:45. Questi orari sono determinanti per chi vuole seguire la tattica di squadra e i possibili attacchi in diretta.



