Il ciclismo è uno sport che incarna faticasacrificio e grandi imprese. Non è solo una competizione, ma un viaggio attraverso la storia del Novecento, dove atleti diventano leggende e la bicicletta diventa simbolo di rivoluzioni e cambiamenti sociali.
In Un secolo in salita Ramon Usall racconta la storia del ciclismo attraverso quarant’anni di capitoli, come le tappe di un grande giro. Questo saggio non è solo una cronaca sportiva, ma un viaggio attraverso la politica, la società e le storie poco note che hanno reso il ciclismo un fenomeno globale.
Le origini della bicicletta: dalla draisina ai velocipedi
La storia del ciclismo inizia con la draisina presentata dal barone tedesco Karl von Drais il 5 aprile 1818. Questo veicolo a due ruote, spinto con i piedi, è l’antenata della bicicletta moderna. Tuttavia, la bicicletta a pedali, così come la conosciamo oggi, vedrà la luce circa quarant’anni più tardi in Francia, con la nascita dei primi velocipedi.
La popolarità della bicicletta cresce rapidamente, trasformandosi da semplice mezzo di trasporto a oggetto di divertimento. La Maison Michaux fondata da Pierre Michaux e suo figlio Ernest, gioca un ruolo cruciale in questa evoluzione, commercializzando i primi modelli di biciclette e contribuendo alla loro diffusione in Europa e America.
La nascita del Tour de France e il caso Dreyfus
Il Tour de France la gara ciclistica più famosa al mondo, nasce in un contesto politico e sociale complesso. La sua prima edizione, nel 1903, è strettamente legata al caso Dreyfus uno scandalo che ha diviso la Francia di fine Ottocento. Il quotidiano Le Vélo che sostiene il capitano Alfred Dreyfus, ingiustamente accusato di tradimento, subisce un boicottaggio da parte degli inserzionisti nazionalisti.
In risposta, viene fondato L’Auto Vélo poi diventato L’Auto. Per competere con il rivale, Henri Desgrange, direttore de L’Auto, annuncia la nascita del Tour de France. La maglia gialla introdotta in seguito, ricorda il colore delle pagine del giornale. La gara, inizialmente considerata folle, diventa un simbolo di unità nazionale e un evento sportivo di livello mondiale.
Bartali e la telefonata di De Gasperi
Tra le storie più mitiche del ciclismo c’è quella della telefonata tra Alcide De Gasperi e Gino Bartali durante il Tour de France del 1948. In un’Italia nel caos, con tensioni politiche e sociali, De Gasperi chiede a Bartali di vincere la tappa alpina per distogliere l’attenzione della popolazione. Bartali, già considerato alla fine della carriera, risponde con determinazione: Farò ancora meglio. Vincerò il Tour de France.
Questa impresa non solo distrae l’opinione pubblica, ma consolida la leggenda di Bartali, uno dei più grandi campioni della storia del ciclismo. La sua vittoria è un simbolo di resilienza e di unità nazionale in un momento di grande difficoltà.
Il ciclismo, con le sue storie di fatica e sacrificio, continua a ispirare e affascinare, ricordandoci che ogni pedalata è un passo nella storia.



