La stagione 2026 di Formula 1 parte con più interrogativi che certezze. Tra cambi nelle line‑up, malfunzionamenti in casa di alcuni top team e aggiornamenti regolamentari, l’orizzonte rimane fluido: ogni scelta tecnica e ogni decisione strategica possono riscrivere la lotta al titolo.
Dietro le quinte, un elemento spesso sottovalutato dagli spettatori è la governance e l’analisi quantitativa. Marco Santini, che viene dalla finanza e oggi osserva il mondo delle corse, sottolinea come pratiche solide — valutazioni approfondite, gestione dei rischi, controllo delle risorse — forgino la competitività di un team nel tempo.
In pista, come sui mercati, le decisioni prese ora si pagheranno (o si pagheranno care) nelle gare a venire.
Nuove coppie di piloti: potenzialità e tensioni
La promozione di Hadjar al fianco di Max Verstappen rimette in equilibrio diverse dinamiche interne al box.
Mettere insieme un campione affermato e un talento emergente non significa solo affiancare due sedili: è una questione di priorità nello sviluppo aerodinamico, di chi fornisce feedback sull’assetto e di come vengono distribuite le sessioni di prova. Un quattro volte iridato porta chiarezza tecnica e riferimenti precisi; un esordiente offre dati nuovi e prospettive differenti, ma ha anche bisogno di tempo per trovare ritmo e confidenza.
Il vero banco di prova sarà la gestione delle risorse. Se tutto lo sviluppo converge sul pilota di punta, il secondo rischia di restare ai margini, contribuendo poco nel breve periodo. Un approccio più bilanciato, invece, può accelerare la crescita dell’esordiente e moltiplicare le informazioni a disposizione degli ingegneri. Le prime gare diranno se la convivenza si tradurrà in vantaggi collettivi o in contrasti strategici.
Aston Martin e la sfida della nuova Power Unit
Il passaggio alla Power Unit Honda ha messo a nudo le difficoltà di integrare motore, telaio ed elettronica. I test hanno mostrato limiti di messa a punto e qualche incertezza sull’affidabilità: problemi che richiedono tempo, risorse e pazienza da parte degli ingegneri.
Adattare una nuova unità non è solo un’operazione meccanica. Implica riprogettazioni, cicli di prova intensi e l’emergere di situazioni impreviste. Un ritardo nella soluzione delle criticità penalizzerà le prestazioni in gara, soprattutto per chi è abituato a competere ai vertici. Perciò le squadre devono trovare l’equilibrio tra l’urgenza di correre ai ripari e la cautela necessaria per non introdurre difetti in altri aspetti della vettura.
Regole, tracciamento e calendario: un quadro che cambia
Non sono soltanto i motori a rimescolare le carte. La FIA ha introdotto nuovi sistemi per monitorare i track limits, con l’obiettivo di rendere le decisioni più oggettive e uniformi. Strumenti più precisi attenuano le polemiche, ma impongono anche modifiche nelle procedure di gara e nelle verifiche post‑sessione: ogni metro fuori pista diventa ora più rilevante per le strategie.
Anche il calendario è in evoluzione: nuove piste e test tecnici possono spostare date e priorità. Il progetto Madring, il nuovo autodromo di Madrid, è un esempio concreto: i controlli operativi sono ancora in corso per dimostrare che il circuito rispetta gli standard di sicurezza e logistica. Solo al termine di queste verifiche si potrà decidere se inserirlo definitivamente nel calendario.
Fuori dalla pista: immagine, formato e voci di corridoio
La F1 cerca nuovi pubblici e punta a rafforzare il suo brand, coinvolgendo volti del mondo dello spettacolo come ambassador globali. Sul piano sportivo, si discute di possibili modifiche ai format di qualifica: cambiamenti che potrebbero agevolare l’ingresso di nuovi costruttori, come Cadillac, e alterare gli equilibri tra le squadre.
Non mancano poi i retroscena: rumors su ritiri, cambi di carriera e pressioni interne nascono da performance deludenti e aspettative non soddisfatte. Un problema concreto emerso nei test è il peso delle vetture: alcune monoposto risultano ancora oltre il target auspicato, una variabile che incide direttamente sui tempi sul giro e sulle scelte di sviluppo.
Dietro le quinte, un elemento spesso sottovalutato dagli spettatori è la governance e l’analisi quantitativa. Marco Santini, che viene dalla finanza e oggi osserva il mondo delle corse, sottolinea come pratiche solide — valutazioni approfondite, gestione dei rischi, controllo delle risorse — forgino la competitività di un team nel tempo. In pista, come sui mercati, le decisioni prese ora si pagheranno (o si pagheranno care) nelle gare a venire.0