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16 Agosto 2026

McLaren in difficoltà: l’interasse corto limita lo sviluppo della vettura

La McLaren affronta una stagione complicata a causa di scelte progettuali che limitano lo sviluppo della MCL40. Scopri i dettagli

McLaren in difficoltà: l'interasse corto limita lo sviluppo della vettura

La McLaren sta vivendo una stagione di altissimi e bassissimi. Dopo la vittoria di Lando Norris in Ungheria, la scuderia di Woking ha mostrato segnali di competitività, ma una scelta progettuale presa in fase di progettazione sta limitando lo sviluppo della MCL40. La vettura, infatti, è stata costruita con un interasse troppo corto, una decisione che ha avuto ripercussioni significative sull’aerodinamica e sulle prestazioni.

La scelta di ridurre il peso della vettura ha portato a un compromesso che ora sta costando caro alla McLaren. La vittoria in Ungheria ha restituito entusiasmo al team, ma i problemi strutturali rimangono. La scuderia sta lavorando su nuovi aggiornamenti per Zandvoort e Baku, ma il vero passo avanti arriverà solo.

L’interasse corto e il problema del fondo

Il principale limite della MCL40 è l’interasse troppo corto, una scelta deliberata per abbattere il peso. Neil Houldey, direttore tecnico dell’area ingegneristica della McLaren, ha spiegato a The Race che questa decisione ha ridotto la superficie utile per il fondo vettura, un elemento cruciale per il carico aerodinamico. La McLaren ha sviluppato una vettura progressivamente più carica nel corso della stagione, ma ogni aggiornamento si scontra con un limite geometrico che non può essere corretto a campionato in corso.

Il fondo ridisegnato, l’ala posteriore e le winglet sono il risultato di mesi di sviluppo. L’ala anteriore usata da Norris per vincere in Ungheria era stata introdotta per la prima volta a Monaco, a inizio giugno. Tuttavia, il problema del fondo rimane un ostacolo significativo.

I rapporti di trasmissione fuori registro

Oltre al problema aerodinamico, la McLaren sta affrontando difficoltà con la trasmissione. I rapporti del cambio della MCL40 sono corti, scelti sulla base di una curva di potenza preventiva fornita da Mercedes che non corrisponde a quella della power unit reale. Questo ha reso la vettura competitiva sui circuiti lenti, ma meno efficace nei tratti veloci.

Il regolamento prevede che i rapporti siano bloccati prima della prima gara, con una sola modifica consentita per stagione. La McLaren non ha ancora utilizzato questa modifica, preferendo mantenere il vantaggio sui circuiti lenti. Tuttavia, Houldey ammette che, se potesse tornare indietro, cambierebbe i rapporti.

La power unit Mercedes e il ‘side loop’

Un altro problema per la McLaren è la gestione della power unit Mercedes. La scuderia non ha accesso diretto alle scelte di configurazione e spesso riceve le informazioni tecniche con poco tempo per reagire. Questo ha portato alla creazione di un ‘power unit performance team’ interno, un gruppo che studia i dati di pista e lavora con gli ingegneri di gara per estrarre prestazione dalla power unit.

Andrea Stella, team principal della McLaren, ha inquadrato il punto con il consueto aplomb istituzionale: la squadra è partita con tre mesi di ritardo rispetto ai principali avversari, perché lo sviluppo per la vettura 2026 è durato fino all’ultima gara. Prima di Zandvoort arriverà una nuova ala posteriore più efficiente, mentre a Monza potrebbe debuttare la versione McLaren dell’ala macarena, testata in Ungheria da Norris e da Leonardo Fornaroli.

La McLaren ha tre problemi aperti: uno ha una data, il, gli altri due, per ora, si gestiscono. Intanto, la scuderia di Woking deve reagire e trovare soluzioni per tornare a lottare per la vittoria.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.