La seconda sessione di prove libere al Gran Premio del Messico sull’Autódromo Hermanos Rodríguez ha confermato il buon feeling della Ferrari con il tracciato messicano: Charles Leclerc ha infatti stabilito il miglior crono in 1’17″827, precedendo la McLaren di Lando Norris e la Mercedes di George Russell con margini minimi. In questo venerdì di lavoro emerge anche il ritorno in pista del leader del mondiale Kimi Antonelli, che ha superato un problema di salute e si prepara a un fine settimana che potrebbe consegnargli il titolo piloti.
La sessione è stata densa di spunti tecnici e incidenti di rendimento: Lewis Hamilton ha incontrato difficoltà con la sua vettura, fermandosi a 30′ dal termine e chiudendo con l’undicesimo tempo, mentre lo schieramento continua a confrontarsi con le peculiarità del circuito, tra cui la quota altimetrica e il lungo rettilineo.
Tempi, gerarchie e dati delle libere 2
Nelle FP2 il riferimento di Leclerc è stato molto netto sull’1’17″827; Lando Norris si è piazzato a soli +0″103 dal monegasco, mentre George Russell ha fatto segnare +0″106. Al quarto posto si è inserito il leader del mondiale Kimi Antonelli a +0″217, davanti alla Red Bull di Max Verstappen staccata di +0″311. Questi scarti mostrano un confronto minuto tra i primi, con margini inferiori al decimo di secondo tra secondo e terzo e differenze contenute anche verso la quarta posizione.
Osservazioni tecniche sulla sessione
La classifica delle libere fornisce indicazioni sia sul ritmo di gara sia sulla messa a punto delle vetture in vista delle qualifiche. L’Autódromo Hermanos Rodríguez è un circuito di 4.304 metri dove si disputa la gara su 71 giri; la combinazione di alta velocità sul rettilineo e forti decelerazioni in ingresso curva costringe i team a bilanciare deportanza e trazione. Nei long run e nei tentativi di giro secco si sono visti importanti assetti diversi tra i top team, mentre il problema occorso a Hamilton ha ridotto le informazioni raccolte dalla seconda Ferrari.
Antonelli, il recupero e il contesto iridato a Città del Messico
Il ritorno in pista di Kimi Antonelli ha un peso sportivo notevole: il pilota della Mercedes aveva saltato la giornata del giovedì dedicata agli impegni ufficiali con i media a causa di un’influenza virale con febbre alta e aveva ricevuto il via libera precauzionale dalla FIA per potersi riposare in hotel. Dopo quel momento di incertezza, Antonelli è tornato regolarmente in pista già nelle prime libere sull’Autódromo Hermanos Rodríguez, mostrando subito un passo consistente. La sua presenza è fondamentale perché, come ormai noto nel conteggio del campionato, per la conquista del titolo potrebbe bastare ottenere una posizione che garantisca due punti nel prossimo Gran Premio.
La giornata di venerdì ha avuto anche un’importante componente simbolica per l’Italia: nelle prime libere Antonelli è sceso in pista insieme ad altri due giovani piloti italiani, un fatto che non si vedeva dal Gran Premio della Malesia del 2011. Leonardo Fornaroli, al volante della McLaren nelle FP1, ha chiuso diciassettesimo, mentre Gabriele Minì, alla guida dell’Alpine, è stato quattordicesimo al suo esordio assoluto in una sessione ufficiale di Formula 1.
I commenti e le sensazioni dal paddock
Nel paddock sono arrivate valutazioni chiare sul rapporto tra piloti e sulla competitività in pista: George Russell ha elogiato il compagno di squadra con parole nette, ricordando che “Sul piano personale, Kimi è chiaramente un ottimo ragazzo” e ribadendo che “Credo che molte di queste rivalità nascano da episodi o manovre avvenuti in pista“. Russell ha poi ammesso la supremazia stagionale del giovane italiano con la frase “La verità è che, quest’anno, lui ha mantenuto un livello superiore al mio“.
Dal fronte Ferrari, l’obiettivo dichiarato per il finale di stagione riguarda la posizione in classifica costruttori e la preparazione del progetto per il 2027: come ha sintetizzato Lewis Hamilton, “Questo finale di stagione è mantenere il secondo posto” e sfruttare le gare residue come banco di prova per la vettura futura. Charles Leclerc, dal canto suo, ha mostrato fiducia pur evitando facili proclami: la squadra punta a ottimizzare il pacchetto per sfruttare ogni occasione in vista delle qualifiche e della gara.
La tre giorni messicana proseguirà con ulteriori sessioni e con la prospettiva che il weekend all’Autódromo Hermanos Rodríguez possa consegnare sviluppi decisivi nella lotta iridata: la pista lunga 4.304 metri e la gara di 71 giri costituiranno l’ultima occasione, tra le cinque rimanenti, per trasformare la gestione del weekend in un risultato concreto.



