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21 Luglio 2026

Tennis e infortuni: le cause e le soluzioni per un circuito sempre più impegnativo

Il tennis moderno sta diventando sempre più fisico e intenso, con un aumento preoccupante di infortuni tra i giocatori. Scopri le cause e le possibili soluzioni.

Tennis e infortuni: le cause e le soluzioni per un circuito sempre più impegnativo

Il tennis professionistico sta vivendo un momento di grande trasformazione, ma con essa arrivano anche nuove sfide. L’aumento degli infortuni tra i giocatori, come Carlos Alcaraz, Jack Draper, Emma Raducanu e Lorenzo Musetti, ha acceso un dibattito acceso sul futuro del circuito. La domanda è: come si può bilanciare l’evoluzione del gioco con la salute dei tennisti?

Kyle Edmund, ex numero 14 del ranking ATP e semifinalista agli Australian Open 2018, ha concluso la sua carriera a soli 30 anni a causa di una serie di problemi fisici. Il britannico ha condiviso le sue riflessioni sull’evoluzione del tennis e le sfide che i giocatori affrontano oggi.

L’evoluzione atletica del tennis

Edmund ha sottolineato che il tennis è diventato sempre più fisico. La velocità degli scambi e la qualità degli spostamenti impongono ai tennisti sollecitazioni sempre maggiori. Non c’è dubbio che il tennis sia diventato più fisico ha spiegato, evidenziando come le esigenze atletiche e l’intensità degli spostamenti siano aumentate significativamente.

Un altro fattore critico è l’allungamento dei Masters 1000, che ora durano quasi due settimane. Questo formato riduce ulteriormente le pause tra un torneo e l’altro, rendendo difficile per i giocatori inserire periodi di lavoro atletico durante la stagione. Probabilmente c’è meno tempo per recuperare tra un evento e l’altro ha osservato Edmund, sottolineando che i giocatori finiscono per concentrarsi quasi esclusivamente sul mantenimento della forma fisica.

Durante l’anno, l’obiettivo principale diventa evitare che il fisico perda efficienza. Il corpo deve reggere per undici mesi ha affermato Edmund, spiegando che la preparazione precampionato è l’unica fase in cui un giocatore può realmente migliorare la propria condizione. Durante la stagione, invece, l’allenamento è focalizzato sulla conservazione della forma fisica per affrontare le richieste del circuito.

Le palline e le superfici: un fattore spesso trascurato

Edmund ha anche richiamato l’attenzione sulle palline utilizzate nei diversi tornei, spesso indicate come una delle possibili cause dell’aumento degli infortuni al braccio, al gomito e al polso. Non dispongo di statistiche precise sulle palline, ma vediamo molti problemi al braccio e al polso ha raccontato, condividendo la sua esperienza personale con un infortunio al polso alla fine della carriera.

Le superfici di gioco sono un altro fattore critico. Wimbledon, ad esempio, è spesso indicato come un torneo che è diventato più lento rispetto ai primi anni Duemila. Tuttavia, secondo Craig O’Shannessy, stimato analista e coach, la realtà è più articolata. Più che rallentare, Wimbledon è semplicemente migliorato ha affermato, spiegando che c’è stata una spinta per rendere il gioco più spettacolare con scambi un po’ più lunghi.

Le attrezzature e l’evoluzione del gioco

O’Shannessy ha sottolineato che la velocità della palla è aumentata, soprattutto da fondo campo e con il diritto. Le moderne racchette e le corde in poliestere consentono di generare una velocità impressionante della testa della racchetta mantenendo un elevato livello di controllo. Tuttavia, questo può comportare un aumento delle vibrazioni trasmesse al polso e al gomito.

L’analista australiano ha anche parlato del cambiamento nel modello fisico del tennista moderno. Il vecchio modello di sviluppo di un tennista era simile a quello di Andre Agassi, un atleta guidato soprattutto dalla componente muscolare ha spiegato. Oggi, invece, il motore è diventato quello dei tendini, che si affaticano meno rapidamente e consentono ai giocatori di accelerare, frenare e scivolare sul campo con continuità.

O’Shannessy ha suggerito che il tennis potrebbe prendere esempio dalla Formula 1 introducendo una vera pausa di metà stagione, consentendo ai giocatori di recuperare sia dal punto di vista fisico sia mentale prima della seconda parte dell’anno. Tuttavia, la via maestra passa necessariamente da una maggiore collaborazione tra organizzatori e produttori di attrezzature, affinché l’evoluzione delle attrezzature non contribuisca involontariamente all’aumento degli infortuni.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.