Il mondo del tennis è stato scosso dall’annuncio che Jannik Sinner e Novak Djokovic non parteciperanno all’edizione 2026 del National Bank Open a Montreal. Questo forfait, unito all’assenza di Carlos Alcaraz per infortunio, ha sollevato un polverone nel circuito ATP, mettendo in luce le tensioni tra giocatori e organizzatori.
Il torneo canadese, uno dei Masters 1000 più prestigiosi, si trova ad affrontare un’altra edizione senza i suoi principali protagonisti. La decisione di Sinner e Djokovic di saltare il torneo per la seconda volta consecutiva ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che comprendono le esigenze fisiche dei giocatori e altri che criticano l’impatto negativo sul torneo.
Le ragioni delle assenze
Jannik Sinner, reduce dal successo a Wimbledon, ha scelto di prolungare il suo periodo di riposo per prepararsi al meglio per l’US Open. Novak Djokovic, invece, ha preferito concentrarsi sui tornei del Grande Slam nella sua corsa per diventare il giocatore con più titoli Slam della storia. Carlos Alcaraz, infine, è ancora in fase di recupero da un infortunio al polso che lo tiene lontano dai campi da aprile.
La direttrice del torneo, Valérie Tétreault ha espresso la delusione dell’organizzazione: “Siamo ovviamente molto delusi dal fatto che Jannik e Novak non saranno presenti a Montréal quest’anno, soprattutto dopo aver rinunciato anche all’edizione dello scorso anno a Toronto.” Ha aggiunto che, nonostante si rispettino le decisioni dei giocatori, “la frequenza di questi forfait dell’ultimo minuto registrati negli ultimi anni rappresenta un problema più ampio per il nostro sport.”
Le critiche all’ATP e al calendario
Le assenze dei top player hanno acceso i riflettori sul calendario ATP, in particolare sul formato dei Masters 1000 che si svolgono su 12 giorni consecutivi, con solo una settimana di pausa prima dell’US Open. Questo calendario intenso è stato criticato per non tenere sufficientemente conto delle esigenze fisiche e mentali dei giocatori.
Gavin Ziv amministratore delegato di Tennis Canada ha dichiarato: “Abbiamo già avviato un dialogo con l’ATP per valutare possibili soluzioni che consentano di massimizzare la partecipazione dei migliori giocatori del mondo agli eventi obbligatori.” Ziv ha sottolineato l’importanza di trovare un equilibrio tra le esigenze dei giocatori e l’integrità dei tornei.
Il presidente dell’ATP, Andrea Gaudenzi aveva in passato difeso il nuovo formato, affermando che era necessario per aumentare il valore del prodotto e i compensi dei giocatori. Tuttavia, le recenti assenze stanno mettendo in discussione la sostenibilità di questo modello.
L’impatto sul pubblico e sul torneo
L’assenza dei tre tenori del tennis mondiale avrà sicuramente un impatto sul pubblico e sul botteghino del torneo. L’edizione femminile dello scorso anno a Montreal ha attirato oltre 287.000 spettatori, grazie anche all’esplosione di giovani talenti locali. Tuttavia, l’assenza di Sinner, Djokovic e Alcaraz potrebbe ridurre l’affluenza e l’entusiasmo per l’edizione maschile.
Valérie Tétreault aveva inizialmente espresso l’ambizione di raggiungere i 300.000 spettatori per l’edizione ATP, ma ora questa soglia sembra più difficile da raggiungere. La direttrice aveva anche sottolineato l’importanza del modello a 12 giorni per aumentare i montepremi e raggiungere la parità di prize money tra uomini e donne. Tuttavia, le recenti assenze stanno mettendo in discussione la sostenibilità di questo modello.
Solo il tempo dirà se l’ATP riuscirà a trovare un equilibrio tra le esigenze dei giocatori e l’integrità dei tornei.



