Il Barcellona vive una fase di profonda incertezza nella sua sezione basket. Dopo l’uscita di scena di Xavi Pascual il club ha esplorato profili per la panchina ma ha deciso di interrompere un’operazione che avrebbe potuto creare tensioni con il Baskonia. La scelta del presidente Joan Laporta di non proseguire con il trasferimento diretto di Paolo Galbiati ha ridisegnato la mappa delle alternative: tra i nomi disponibili è ricomparso quello di Aleksander Sekulic attuale commissario tecnico della Slovenia.
La vicenda ha evidenziato anche limiti organizzativi interni: la sezione è al momento priva di una figura consolidata di direzione sportiva e manca un allenatore confermato, con riflessi immediati sulle trattative di mercato e sulla capacità di chiudere contratti già concordati a parole.
Perché il Barcellona ha rinunciato a Galbiati
La trattativa per portare Paolo Galbiati dalla Vitoria a Barcellona avrebbe richiesto un confronto diretto con il Baskonia e negoziazioni su clausole economiche. Sul tavolo era stata messa anche una proposta economica di circa 400.000 euros ma quel minimo contatto non è mai sfociato in un accordo formale tra le due società. L’impianto negoziale avrebbe richiesto di sedersi «a tu a tu» con i vitoriani: dati i rapporti tra i club e la presenza di rapporti incrociati nel mondo del calcio con l’AlavésJoan Laporta ha preferito evitare una guerra che potesse compromettere alleanze.
Richieste economiche e rapporti tra club
Dal lato baskonista, la posizione era ferma: il presidente Josean Querejeta ha manifestato la volontà di tutelare il proprio progetto e, secondo quanto circolato, avrebbe chiesto indennizzi consistenti per liberare sia dirigenti che tecnici legati al club. Tra le cifre associate alla vicenda si è parlato di richieste che raggiungono anche la soglia dell’un millón de euros per certe uscite, mentre altre poste in gioco considerate dalle parti potevano arrivare a diverse centinaia di migliaia di euro.
Il vuoto dirigenziale e le conseguenze sulle operazioni di mercato
Da maggio la sezione vive un periodo di forte instabilità: dopo mutamenti nella governance e la riorganizzazione di ruoli, non è stata ancora formalizzata una guida tecnica stabile né è presente un general manager operativo in grado di chiudere firme e contratti. In questo contesto solo poche figure sono rimaste a gestire i dossier: una di queste, pur competente, non dispone delle firme necessarie per formalizzare impegni contrattuali vincolanti per il club.
Il risultato è stato immediato: accordi verbali con giocatori si sono dissolti per questioni burocratiche o legate all’impossibilità di firmare in tempi utili. Un caso emblematico riguarda la mancata conclusione del contratto con un’ala che aveva raggiunto un’intesa, ma l’assenza delle firme previste dal regolamento interno del club ha impedito la firma definitiva, spingendo il giocatore verso altre destinazioni.
Partenze e opzioni alternative
Con l’assetto ancora da ricomporre, diverse uscite sono state annunciate o sono in fase di definizione: nomi di peso della rosa hanno già salutato e profili come Joel Parra sono monitorati da club stranieri disposti a esercitare clausole di rescissione con possibilità che si concretizzino offerte rilevanti. Allo stesso tempo, il club ha fissato contatti per ruoli dirigenziali: è nota la volontà di assicurarsi la disponibilità di figure che possano liberarsi dai rispettivi contratti con il Baskonia ma anche questo passaggio appare complesso e soggetto a contropartite economiche.
Sekulic e le altre opzioni per la panchina
Con il piano Galbiati accantonato, il nome di Aleksander Sekulic è tornato a circolare come possibile soluzione per guidare il progetto blaugrana. Si tratta di una figura con esperienza internazionale, oggi impegnata come ct della Slovenia, che potrebbe incarnare un profilo compatibile con l’esigenza di stabilità immediata.
Parallelamente il club continua a sondare altre alternative tecniche e a valutare candidati con diversi profili, tenendo presente sia la necessità di un progetto a medio termine sia l’urgenza di competere sul mercato dei giocatori in questa fase di ristrutturazione.
Nel frattempo, la priorità per la società rimane ricostruire una struttura dirigenziale solida che possa negoziare con controparti come il Baskonia senza creare frizioni, assicurare firme tempestive per i nuovi innesti e definire il nuovo allenatore che dovrà guidare il prossimo ciclo sportivo.



