Il nuovo muro di Montilivi

Il Girona ha costruito una solida barriera proprio nel momento di maggiore necessità. In una fase della stagione caratterizzata da urgenza e scarsità di giocatori, la squadra ha scoperto nel lavoro difensivo una delle chiavi della sua rinascita. I dati parlano chiaro: un solo gol subito nelle ultime tre partite e due gare consecutive senza concedere reti.

Questo elemento, per un team che ha avuto difficoltà nelle aree di rigore, cambia radicalmente il contesto competitivo. Non si tratta di un merito di singoli, ma di un trionfo collettivo. Il progresso è frutto del coinvolgimento di tutti, dell’organizzazione, della concentrazione e della capacità di leggere i momenti cruciali.

Tuttavia, è importante soffermarsi su una linea difensiva che ha dimostrato prestazioni eccezionali, mantenendo a galla la squadra in incontri dove anche un piccolo errore poteva farla scivolare nel baratro. Gazzaniga si è nuovamente affermato come un grande sostegno. Dopo essere stato messo in discussione per alcune giornate sfortunate e per errori specifici, il portiere ha reagito come solo i veterani sanno fare: con grande carattere.

Anziché ritirarsi, ha mostrato una crescita nei momenti di massima pressione, infondendo sicurezza ai propri compagni. Stranamente, con l’aumentare delle voci attorno alla sua figura – e il rimpallo di rumors sulla possibile entrata di Ter Stegen e sulla panchina di Livakovic – Gazzaniga si è dimostrato sempre più solido tra i pali. Sul lato sinistro, Àlex Moreno ha offerto le sue migliori prestazioni da quando è arrivato a Montilivi. Approfondendo il gioco quando possibile e mostrando affidabilità in fase difensiva, ha saputo guadagnarsi autorevolezza e continuità nel momento cruciale della stagione. Dall’altro lato, Hugo Rincón ha risposto con impegno e serietà, comprendendo il proprio ruolo e affrontando ogni pallone come se fosse decisivo. Nel centrocampo, l’esperienza e la freschezza giovanile hanno trovato un equilibrio ideale.

Daley Blind si è dimostrato nuovamente fondamentale grazie alla sua intelligenza in campo, riuscendo a eseguire interventi decisivi e anticipazioni impeccabili, il tutto accompagnato da una capacità organizzativa che va oltre quanto visibile. Accanto a lui, Vitor Reis ha definitivamente abbandonato l’immagine di giovane promessa. Il brasiliano ha fatto il suo ingresso in maniera decisa, mostrando personalità e una maturità che giustificano l’investimento significativo fatto dal Manchester City per garantirsi le sue prestazioni. Si è affermato come uno dei pilastri della squadra. Ma il vero protagonista è Arnau. In qualità di capitano e leader, il prodotto del vivaio ha preso in mano il team, adattandosi a vari ruoli, stabilendo il ritmo e aumentando gli sforzi, guidando con il suo esempio. Il suo impatto va oltre il semplice lavoro difensivo; la sua energia e il senso di ordine che infonde nel gruppo sono inestimabili. Questa nuova solidità ha consentito al Girona di incrementare le proprie possibilità di trionfo. Con la porta che rimane inviolata o subendo pochi gol, il margine di errore si allarga e l’efficacia offensiva acquista un ulteriore significato. La retroguardia ha rappresentato la base su cui la squadra ha ricostruito la propria sicurezza. A Montilivi si parla di una ripresa, di un’identità ritrovata e di un entusiasmo accennato. Tutto questo ha origine dalla difesa. E con merito, questa retroguardia — con i suoi protagonisti — merita un riconoscimento particolare, perché quando il Girona ne aveva più bisogno, è riuscita a proteggersi e a ritrovare la fiducia.

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