I quattro principi strategici adottati da Simeone nella schiacciante vittoria dell’Atlético contro il Barcellona

Durante un allenamento questa settimana, Diego Simeone ha espresso chiaramente la sua filosofia calcistica ai membri della squadra dell’Atlético de Madrid: “La palla serve per attaccare, non per compiacersi”. Questo messaggio ha accompagnato la preparazione della partita contro il Barcellona, evidenziando già una configurazione strategica che coinvolgeva alcuni giocatori chiave, come Antoine Griezmann e il trio d’attacco composto da Giuliano Simeone, Julián Alvarez e Ademola Lookman, con Koke Resurrección impegnato a garantire una pressione costante.

Simeone ha commentato con soddisfazione l’ottimo primo tempo, chiuso con un netto 4-0 a favore della sua squadra, sottolineando che ogni dettaglio era stato studiato dal suo staff. Per il club, il confronto era cruciale, sia per il trofeo della Coppa del Re che per cercare di ridurre il distacco di 13 punti dalla vetta di LaLiga, mentre si attendevano sviluppi in Champions League.

L’Atlético ha dimostrato la propria ambizione, sfruttando gli spazi a disposizione, come evidenziato nella vittoria contro il Betis nei quarti di finale e nella gara di andata delle semifinali contro il Barcellona.

Simeone ha approcciato la preparazione partita per partita, prestando attenzione a vari aspetti tecnici come profondità, verticalità e velocità, fattori fondamentali per mettere in difficoltà la difesa avversaria, a patto di avere un buon coordinamento fra diverse meccaniche chiave, quali la pressione, la precisione e la visione di gioco.

Durante il test, Simeone ha introdotto una ‘novità’ nel suo undici titolare con Marcos Llorente, senza tuttavia utilizzarlo nei precedenti allenamenti, mentre Koke e Rodrigo Mendoza hanno avuto il compito di gestire il centrocampo. Anche Nahuel Molina non è stato visto tra le opzioni fino a poche ore prima dell’incontro.

Il terzino argentino ha rivelato di essere rimasto colpito dalla sua inclusione nel primo undici: “Non me l’aspettavo sinceramente,” ha dichiarato. Parlando della partita, ha sottolineato come l’assenza di Barrios sia stata ben compensata da Marcos Llorente, che ha offerto una prestazione eccezionale. Simeone ha aggiunto che Molina ha dimostrato le sue notevoli capacità offensive. Riconoscendo che nessuno può sostituire Barrios, out per infortunio per almeno altre cinque gare, il tecnico ha spostato Llorente a centrocampo, affiancandolo a Koke, per rinforzare la mediana e aumentare la pressione offensiva, fondamentale per il piano difensivo fin dal primo minuto, quando il Barcellona ha iniziato a costruire dal basso. Koke si spingeva anche in avanti, cercando di marcare sia Marc Casadó che Frenkie De Jong, a seconda della situazione del pallone. Intanto, Llorente si è avvicinato a Fermín López, il terzo centrocampista, mentre Julián, Lookman, Griezmann e Giuliano controllavano i loro avversari per ostacolare l’organizzazione e la transizione del Barcellona. Griezmann, in particolare, ha avuto un ruolo cruciale: ogni riaggiustamento nella metà campo avversaria innescava la rapidità e i movimenti dei compagni come Lookman, Giuliano e Julián Álvarez. La sua presenza è stata fondamentale per il dominio dell’Atletico nel primo tempo. Come quarto uomo del centrocampo in fase difensiva (l’Atletico si è schierato con cinque difensori), ha liberato gli attaccanti, risultando efficace nel gioco di posizionamento, grazie alla sua visione e precisione, oltre alla facilità di esecuzione al primo tocco. La sua prestazione è stata ineguagliabile e decisiva.

Tra il centrocampo e la difesa del Barcellona, a volte anche alle spalle di quest’ultima, il giocatore ha mostrato una presenza determinante nel piano di gioco di Simeone, sia in fase offensiva che di contropiede. Già dopo 2 minuti e 50 secondi, ha fornito l’assist per la prima occasione di Giuliano Simeone. Tutto ruotava attorno a lui, che ha segnato anche il gol del 2-0 con un’inserimento e un tiro morbido in area. L’allenatore ha capito come ogni transizione passasse attraverso la sua figura elegante e la sua intelligenza tattica, rivelandosi un elemento chiave per superare le linee avversarie. Mercoledì scorso, era posizionato come trequartista o interno avanzato, libero di muoversi dove fosse più necessario per l’attacco. La convinzione di Simeone in questo ruolo era evidente. Griezmann, al momento, è un titolare sporadico nell’Atlético. A parte i tre incontri che ha saltato per infortunio (non ha giocato contro Mallorca, Bodo/Glimt e Levante), è stato titolare in solo sei delle ultime 20 partite, incluso il match di coppa contro il Betis, dove non era previsto nel tridente iniziale, ma un’imprevista indisposizione di Julián Álvarez gli ha aperto le porte dell’undici titolare. Nel gol del 3-0, sono state necessarie 17 combinazioni tra 11 giocatori in soli 49 secondi. La partita contro il Barcellona era decisamente sua. Il primo tocco di Griezmann, la sua capacità di leggere il gioco e gli spazi, ha dato nuova linfa agli attacchi dell’Atlético, insieme alla velocità di Lookman e Giuliano, pronti a disimpegnarsi sulle fasce con pura energia, in particolare l’esterno argentino, sempre proattivo lungo la sua corsia. Quando Molina avanzava, Griezmann offriva assist e lui bruciava in corsa, o si inseriva diagonalmente tra Alejandro Balde ed Eric García.

“Abbiamo potuto percepire quell’energia straordinaria nel nostro stadio. Da quel momento in poi, la prestazione durante la partita è stata eccezionale. I quattro attaccanti, Giuliano, Julián, Griezmann e Lookman, hanno saputo sfruttare al meglio gli spazi che gli avversari lasciavano vuoti a causa del loro stile di gioco”, ha dichiarato Simeone. Il 3-0 al minuto 33 rappresenta un esempio lampante di ciò. Una sinfonia perfetta del gioco di squadra. Ogni calciatore ha contribuito, senza che ci fosse alcuna interruzione, nemmeno un minimo tentativo di difesa da parte del Barcellona. Llorente avvia la fase di recupero. Da lì, il pallone passa da Koke a Lookman, poi indietro a Ruggeri, Hancko, Musso – nella sua porta – e infine a Pubill per ricominciare l’azione. Il gioco torna a Koke per costruire l’attacco, spostandosi a sinistra verso Hancko e Ruggeri, nuovamente al capitano e poi a Pubill, che serve Molina. Il terzino rilancia l’attacco. Il suo passaggio sulla fascia destra, premiando il movimento senza palla di Griezmann, dà il via a tutto. Il meraviglioso controllo e il secondo tocco di ‘El Principito’ per Giuliano a grandi velocità sono travolgenti. L’argentino avanza, passa a Julián Álvarez, che prosegue di prima intenzione verso Lookman, il quale realizzando il gol con il destro, anch’esso di prima, nel tripudio del Metropolitano. Inarrestabile. Una sequenza di 17 passaggi tra undici giocatori diversi, da un lato all’altro del campo, in 49 secondi, che mette in difficoltà il Barcellona e culmina in un gol magnifico. Dall’invio lungo di Molina a Griezmann, tutto si svolge a ritmo serrato: solo 13 secondi tra il tiro dell’argentino, il controllo e il passaggio del calciatore francese, la conduzione irresistibile di Giuliano e il collegamento con Julián e Lookman.

I contrattacchi di Musso

Oggi, la costruzione del gioco dal fondo è un elemento fondamentale per Simeone. In passato, non era una priorità e spesso preferiva il rilancio lungo, specialmente in partite contro grandi squadre come Barcellona o Real Madrid, quando sentiva la pressione avversaria. Tuttavia, questo approccio è cambiato radicalmente e ora è un aspetto imprescindibile per la squadra. Questa strategia ha portato a risultati evidenti, realizzati con una precisione sorprendente. Senza di essa, il punteggio schiacciante di 4-0, chiuso da Julián Álvarez prima dell’intervallo, non sarebbe stato possibile. Il giorno prima, Simeone ha enfatizzato con i suoi calciatori che “abbiamo perso noi i due palloni, l’avversario non ce li ha strappati”, mentre testava nuove tattiche durante l’allenamento del mercoledì, inclusi i meccanismi difensivi e di ripartenza, mostrando grande intelligenza.

Quando il Barcellona è riuscito a superare la loro pressione iniziale, l’Atletico ha scelto di ritirarsi nella propria metà campo, adottando una formazione 5-4-1. Qui, Llorente e Koke hanno dominato il centro del campo, offrendo supporto a volte con tre uomini per fermare le incursioni di Lamine Yamal. Nel primo tempo, il Barcellona ha avuto solo due occasioni significative verso la porta di Juan Musso, il quale è stato anche il primo a intervenire quando riceveva il pallone. Non c’era spazio per l’incertezza; ogni dettaglio era già pianificato: il suo rinvio lungo, calciato con precisione, mirava ad aprire il gioco sulle fasce, cercando prima Julián Álvarez e poi Ademola Lookman, che ha controllato il pallone alla seconda opportunità lanciata dall’Atletico. Lookman ha atteso l’arrivo di “La Araña”, Giuliano Simeone è entrato in azione e Griezmann ha concluso in rete. Il risultato era di 2-0 a favore della squadra. Un altro gol magnifico.

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