Audi presenta Origin, RS 5 e la visione Formula 1 a Portrait Milano

Audi usa la Design Week per unire architettura, motorsport e formazione attorno al progetto Origin

La presenza di Audi alla Milano Design Week si è configurata come un racconto che mette in relazione architettura, prodotto e pubblica interazione: nel cuore di Portrait Milano è stata allestita Origin, l’opera pensata da Zaha Hadid Architects che ha fatto da palcoscenico a due anteprime nazionali.

La scelta espositiva non è stata solo scenografica: accanto all’installazione sono state poste la nuova Audi RS 5 e la show car Audi R26, simboli che rappresentano sullo stesso piano la mobilità stradale e la sfida in Formula 1.

L’evento si è svolto nell’ambito della settimana del design e ha previsto momenti pubblici e incontri specialistici: il palinsesto ufficiale include appuntamenti con discussioni, lezioni per studenti e presentazioni di manifattura.

Tra le date citate figurano il talk centrale del 21 aprile, il ciclo educativo dal 22 al 25 aprile e un approfondimento sull’orologeria il 22 aprile; in prospettiva è stata anche annunciata la partecipazione a FuoriConcorso sul Lago di Como per il 16 e 17 maggio.

In tutti i passaggi si è percepita l’intenzione di leggere la velocità come conseguenza di metodo e qualità progettuale.

Installazione e veicoli in esposizione

L’installazione Origin è stata concepita come una struttura-stand che favorisce la relazione tra pubblico e prodotto: una scenografia dove linee architettoniche e oggetti automobilistici dialogano. Al centro del racconto, la Audi RS 5 si presenta come la prima RS con tecnologia plug-in hybrid del marchio, mentre la Audi R26 funge da manifesto visivo del progetto di ingresso di Audi nella Formula 1. Questi oggetti servono a tradurre in forma l’idea che la ricerca prestazionale passa attraverso chiarezza progettuale e integrazione tecnologica.

RS 5: caratteristiche e ruolo

La nuova Audi RS 5 è stata mostrata come esempio pratico di come la sigla RS entri nella fase dell’elettrificazione senza rinunciare alla performance: la vettura dichiara 470 kW (639 CV), abbina un V6 biturbo 2.9 a un motore elettrico, può percorrere oltre 80 chilometri in modalità elettrica in uso cittadino e raggiunge i 285 km/h con il pacchetto dedicato. Più che numeri, questi dati servono a raccontare una tesi: la prestazione moderna è un equilibrio tra potenza, efficienza e qualità del progetto.

Dialogo, formazione e idee sulla performance

Al centro del palinsesto culturale c’è stato il talk intitolato “Alle origini della velocità”, che ha messo insieme figure provenienti da sport, motorsport, architettura e finanza per discutere cosa significhi oggi la performance. Sul palco si sono alternate personalità come Federica Brignone, Stefano Domenicali, Rolf Michl, Michele Pasca di Magliano e Nicola Vicino: ognuno ha offerto una prospettiva diversa, ribadendo che la velocità non è un punto di partenza ma il risultato di processi coerenti e di qualità applicata.

Origin Student Program e collaborazioni accademiche

La dimensione educativa è stata rafforzata dall’Origin Student Program, un ciclo di lezioni aperte realizzato in collaborazione con Politecnico di Milano, IULM, IED e Istituto Marangoni. Moderati da figure come Gilda Bojardi, i workshop e le lezioni hanno affrontato temi come “design in an age of acceleration” e “designing what lasts”, sottolineando il ruolo del design come scelta e sottrazione e la necessità di integrare formazione e industria per costruire cultura progettuale.

Oltre l’installazione: orologeria, cultura automobilistica e prospettive

Il programma ha incluso anche un approfondimento sull’alta orologeria con la Maison Breguet il 22 aprile, collegando il tema della precisione meccanica alla qualità percepita nei prodotti di alta gamma. Inoltre, la presenza annunciata a FuoriConcorso il 16 e 17 maggio e la partecipazione di ambassador come Dindo Capello dimostrano la volontà di estendere il racconto dalla Design Week verso eventi dedicati alla car culture e al patrimonio automobilistico. Nel complesso, l’operazione milanese si è configurata come un esperimento di integrazione fra heritage, innovazione ibrida e linguaggio del progetto.

Scritto da Sarah Finance

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